Ancora su Roma-Bayern Monaco

24 ottobre 2014

Devo confessare che quando martedì notte ho visto piovere sullo Stadio Olimpico, ho pensato che Dio ci puniva per il peccato della Superbia.

Roma-Bayern Monaco non si è mai giocata… O forse sì?

23 ottobre 2014

Tanto a poco. Spesso si risponde così alla classica domanda tra calcettari del lunedì sera: quanto è finita? È finita così tra Roma e Bayern Monaco, martedì sera in uno stadio Olimpico strapieno. C’è poco da essere arrabbiati o delusi: quello che ho potuto vedere in diretta dagli spalti dello stadio è il calcio dell’anno 3000. Raramente mi è capitato di vedere una squadra capace di mettere in pratica sul prato verde una tale densità in mezzo al campo: tutto il Bayern giocava raccolto in appena 20 metri, mentre sfruttava il campo in tutta la sua ampiezza, con Robben e Mueller che giocavano costantemente con i piedi sulla linea del fallo laterale. È stata una dimostrazione di autentico calcio spettacolo. La Roma non poteva fare gioco, non era possibile trovare un compagno sbarcato e, per le scelte sbagliate del tecnico Garcia, non ha potuto sfruttare i pochi punti deboli degli avversari. Sarebbe stato ideale giocare con di lanci lunghi per cercare le punte dietro i difensori centrali del Bayern, forse sarebbe stato necessario Destro per allungare la squadra e giocare dietro la linea dei centrali bavaresi, ma c’è poco da nascondersi: battere il Bayern martedì sera era semplicemente impossibile. Stupisce la condizione atletica di tedeschi forti nei contrasti e rapidissimi. Fino a oggi, difficilmente ho visto Nainggolan perdere dei contrasti e con lui tutta la Roma. Martedì non abbiamo vinto nemmeno un contrasto. Confesso che finalmente è stato bello anche lo spettacolo sugli spalti: niente isterie, in campo e fuori, la Curva Sud ha salutato i suoi beniamini con un “Vinceremo il tricolore”, malgrado i sette gol al passivo. Ma lo spettacolo vero sulle tribune sono stati i tifosi del Bayern: 5000, tutti vestiti in bianco e rosso, protagonisti di splendide coreografie con salti e cori bellissimi, apparentemente lontani da quelli beceri degli stadi italiani. Alla fine tutto lo stadio Olimpico, oltre tributare un meritato applauso ai giocatori del Bayern Monaco, ha applaudito anche splendidi tifosi.
Serata finalmente e veramente di sport.

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Roma Chievo 3-0 – 4′ Destro 23 Ljajic 31′ Totti rig.

18 ottobre 2014

De Sanctis 6 – indica compagni e persone tra il pubblico come una consumata rockstar. Si annoia talmente tanto che pare le azioni fermate per fuorigioco e stoppa pure quelle;
Maicon 6 – se vede poco, so convinto che nell’intervallo s’è fatto na biretta e du filetti de baccalà;
Yanga-Mbiwa 6,5 – me sembra perennemente in bilico, tra andare o stare, chip o rilancio, tacco 12 o tacco 9. Poi tutta sta indecisione, sto ciondolare tra destra e sinistra culmina in un dribbling azzardato, una chiusura provvidenziale. Finché dura… Ah, se contano pure 56 passaggi riusciti su 56. Na roba alla Xavi;
Astori 6,5 – lui è invece perennemente deciso e saldo tranne quando sparisce e lo trovi in attacco che sta facendo una mano di poker con Dainelli;
Cole 6 – si vede che vorrebbe il gol ma fisicamente nun gliela fa ad andà oltre la trequarti;
Nainggolan 7,5 – l’assenza di agone lo induce ad abbandonare lo spirito pugnace che entro gli rugge e a fa il lavoro de Pjanic;
De Rossi 6 – torna e la salida derossiana è bella come sempre. So quelle cose che vengono naturali, come andare in bicicletta;
Pjanic 6 – diciamolo dai, tira i remi in barca;
Ljajic 7 – al 15′ ciabatta in Tevere una bella palla di Totti. Una gara con solo applausi e sorrisi, ringrazia i compagni, difende pure. Secondo me lo hanno minacciato di reimpatrio in Serbia se non la smette de cacà er cazzo;
Totti 7,5 – vabbè dai era 1986, non ’76;
Destro 7 – 15 palloni toccati, cinque tiri, un gol. A me fa venire il cazzo più duro della moje;
Florenzi 5,5 – mi è sembrato un po’ distratto;
Paredes sv entra e la partita aveva già perso un senso sportivo;
Garcia 6 – si è annoiato anche lui. Si è addormentato e si è perso le sostituzioni;

Bardi 5 – Ljajic lo fa passare. Pure tutti l’altri. Pare un magnaccia in bordello;
Sardo 5 – corre dietro a Cole, cercando l’autografo e il numero di qualche letteronza;
Frey 5 – doveva difende, contribuisce al naufragio;
Dainelli 4,5 – questo ancora gira;
Zukanovic 4,5 – invece questo da dove arriva? Ma chi cazzo è?
Biraghi 5 – di lui si ricorda un eurogol a Baltimora con l’Inter. Un grande futuro alle spalle e sulle palle;
Cofie 5 – oh Cofie cofie cofie;
Radovanovic 6 – tante palle recuperate, l’unico che ce crede, si fa domande ma la risposta è sbajata;
Hetemaj 5 – eh me lo ricordo a Brescia… Ne ha fatta de strada;
Paloschi 5,5 – struscia du palloni, ne esce mezzo tiro;
Maxi L. 3 – me sembra chiaro che è più bravo colle donne che col pallone
Meggiorini sv – quando è entrato se semo tutti cacati in mano;
Cesar sv
Edimar sv – c’ha un geroglifico sulla maglietta, mica un nome
Corini 4 – se presenta co 6 difensori, due interditori a centrocampo, due prime punte. Il risultato è che, sbloccato il risultato, le barricate stile Comune di Parigi contro i prussiani vanno a farsi a benedire, la squadra non è pensata per costruire e infatti neanche si avvicina alla porta di De Sanctis. Ma manco recupera palla o difende. Fallimento totale della campagna romana.

Mr. President

7 ottobre 2014

È stato accolto male, preso per uno straccione o, da parte di chi gli voleva fare un complimento, uno che capisce (forse) di basket ma di calcio, figuratevi se un americano capisce di calcio. Certo, pure lui non ci ha aiutato. Prestanome (ve lo ricordate Di Benedetto che parla a Roma channel delle “nostre” tradizioni?). Poi il ristorante di Boston gestito dalle sorelle di Jim e i tuffi in piscina.
James Pallotta sarà anche tutto questo, ma certo non è uno sprovveduto e conosce gli uomini, sa come prenderli e portarli dalla sua parte. Uno che convince gente di successo, come lui, ad affidargli i propri soldi per fare ancora più soldi, uno così non può essere uno sprovveduto. Pallotta il suo impero l’ha costruito da solo, non gli è stato affidato un giocattolo di famiglia dal cugino intelligente e, a furor di curva, nominato presidente.
Oggi, mentre la bufera sulla tripletta di Rocchi infuriava, Pallotta ha lanciato un messaggio distensivo che va anche decrittato, non è un chinare la testa. Tradotto significa: non facciamoci fuorviare da polemiche inutili, chi in questo momento detiene il potere ha paura perché sa che stiamo arrivando, ci vede sempre più grandi e vicini nello specchietto retrovisore, è disperato perché siamo nella corsia del sorpasso e quel sorpasso non è ipotetico, non è un “tra cinque anni”, sta già avvenendo. Ed ha paura. La paura che li ha portati a occupare militarmente tutte le televisioni e a usare l’artiglieria pesante per respingere il sorpasso, un disperato tentativo di chiudere la corsia. Un tentativo di salvare il sistema di potere. Ricordate che Moggiopoli era anche controllo del media. Ma lo sanno che stiamo arrivando per privarli di tutto quello che costituisce le loro certezze, porteremo via loro tutto, libereremo anche qualche puttana e una lunga schiera di servi, come coloro che ieri hanno prestato le terga al sistema da cui suggono gli avanzi. Porteremo via loro tutto. Gli farà male. Molto male. Tenetevi la tripletta di Rocchi, io mi tengo er Sor Pallotta da Boston. Romani e romanisti, questo è il primo giorno del resto della nostra vita.

Juve-Roma 0-2 (32′ Totti, 44′ Iturbe)

6 ottobre 2014

Buffon 5,5 – non può niente, né sul rigore né sulla danza di Gervinho che apre a Iturbe le porte del paradiso. Arriviamo a folate, a tratti prega, in altri momenti odora le mutandine della D’Amico che ha in tasca;
Caceres 4 – primo scatto su Gervinho, lo ferma; secondo scatto su Gervihno, lo tampona; terzo scatto, se stira;
Bonucci 5 – la Roma gioca senza centravanti e lui perde i punti di riferimento. A cinque minuti dalla fine segna con un gran tiro, ma Vidal che era ancora intontito dopo i postumi della sbornia in discoteca sale in ritardo, forse per scambiare due battute con Skorupski sulla house polacca della metà degli anni duemila. L’arbitro, giustamente, annulla per fuorigioco;
Chiellini 5,5 – soffre tanto Iturbe e Gervinho che si alternano. Non ha il loro passo, prova ad allargare i gomiti per fermarli. A tratti spicca il volo. Prende un’ammonizione ingiusta che, unita a quella della settimana scorsa fa capire che forse il vento sta cambiando e lui con quel naso rischia di raffreddarsi di brutto;
Lichtsteiner 5,5 – si vede poco, come in occasione del rigore;
Pogba 5,5 – oggi il rischio è che la Borsa di Milano apra in flessione dopo questa prestazione opaca;
Pirlo 6,5 – Totti lo copre, lui si disimpegna bene, cercando di mettere ordine ai fischi di Rizzoli;
Marchisio 5 – non si vede per tutta la partita, tranne quando reclama un rigore per avere intruppato Holebas;
Asamoah 7 – l’unico che per passo e resistenza viaggia al ritmo dei giallorossi;
Tevez 5 – ah, avesse potuto almeno calciare uno dei tre rigori che la Rube reclama. Viene spesso a prendere palla a metà campo e quando punta la nostra metà campo si percepisce il pericolo, soprattutto per chi sta sottovento;
Llorente 5,5 – si batte ma resta all’asciutto, speriamo che nel dopo partita abbia inzuppato il biscotto. Si narra che sia come Mandrake e che quando perde nun arza;
Morata sv – espulsione ingiusta, nessuno dei suoi compagni ha dovuto mai rendere conto del tentativo di ammazzare un avversario;
Vidal 5,5 – entra e la gente je gira ntorno perché sente ancora la puzza de birra della notte prima. solo Maicon si avvicina per annusargli la maglia;
Ogbonna 6 – quando è entrato stavo a ride, perché effettivamente non va proprio male;
Allegri 5,5 – me sbajo, o ha fatto solo un cambio? Sì me so sbajato. Ma si vede che la squadra è straripante dal punto di vista fisico. Comunque ha ragione a reclamare a fine partita. Campionato falsato. Ancora una volta;

Skorupski 6 – mai impegnato;
Maicon 6 – rischia il rigore per un chiaro fallo di mano. Per fortuna che Rizzoli non lo assegnato. Trascorre la partita a tamponare e poco a offendere, a parte quando percula Tevez, dopo che ha chiesto un fallo ridicplo che manco Ceccherini,  l’argentino ha sentito uscire dalla bocca di Maicon cose che nemmeno nel peggiore barrio di Buenos Aires, manco da Vidal sbronzo vorrei dire;
Manolas 7 – dio greco della difesa, diventa anche l’Angelo sterminatore della vendetta quando fa bagnare il pannolone di Morata prendendolo a pettate. Lo spagnolo cerca ancora la mamma;
Yanga-Mbiwa 5,5 – l’anello debole della difesa, quando appoggia e pure quando copre;
Holebas 5,5 – non attacca mai;
Pjanic 6 – quando arriva dalle parti sue, la palla canta. Peccato che a volte il bosniaco manchi di quello spirito pugnace che servirebbe ad ammazzà l’avversario e segnà er 3-0;
Keita  8 – ste cose non gli capitavano manco in Cina quando giocava contro la squadra del partito comunista. Per fortuna che nun è successo niente e Rizzoli ha favorito noi, negando tre rigori alla Rubee annullando un gol. Lui non perde mai la bussola, manco quando lo vedi con le mani nella barba dopo che sembrava che Rizzoli avesse concesso un rigore fuori area e per giunta a recupero scaduto;
Nainggolan 6 – è stanco ma ha una volontà che gli impone di non arretrare di un centinetro. Come i Ninja;
Gervinho 6 – sbaglia un paio di scelte ma confeziona un assist per Iturbe che la metà bastava a famme bestemmià e batteme er petto tre volte dall’orgoglio de esse romanista;
Totti 6 – gioca da fermo, ma all’Augusto basta, per fortuna;
Iturbe 7 – quando corre sembra Michael Johnson. Ve lo ricordate Michael Johnson? Be correva come Iturbe;
Florenzi sv – entra a partita decisa dall’arbitro, non ha nulla da opporre a fischi così coerenti;
Destro e Paredes sv
Garcia 6 – la squadra è in riserva. Poi uno dice “c’è la sosta”. Sosta un cazzo. Speriamo almeno di recuperare gli infortunati.

Chelsea-Arsenal 2-0 (Hazard, Costa)

5 ottobre 2014

Courtois sv – prende la chiappa di Sanchez in faccia ed esce dal campo che sembra The Elephant Man;
Ivanovic 5,5 – lui e Schurrle sembrano giocare per la prima volta insieme: al primo malinteso baci e abbracci, al terzo volano i vaffanculo;
Cahill 6,5 – se magna Welbeck e sputa i capelli;
Terry 6,5 – manco guarda Wilshere mentre quest’ultimo lo insulta perché ha chiesto un’ammonizione. Tanto Londra è piccola, gli avrà sicuramente scopato la donna
Azlipicueta 6 – partita succulentemente anonima;
Matic 6,5 – manco il pivot, è il faro della squadra;
Fabregas 7 – fischiato e invecchiato. Sette assist in campionato, 4 a Costa, decide la partita tra tackle e lanci;
Schurrle 5,5 – gira un po’ a vuoto;
Oscar 7,5 – questo è uno che a casa sua ha fatto 70 partite, 19 gol e 20 assist. Qui, è un incontrista di alto bordo: sporca passaggi, ruba palloni, mura pure tiri avversari e chiede 5000 euro all’ora;
Hazard 7 – si procura un rigore con uno slalom incredibile, poi è tutto dribbling, tagli, invenzioni. Uno a cui oltretutto è pure difficile togliere palla;
Diego Costa 7 – al 75′ Il Selvaggio porta a spasso tutta la difesa gunner, poi la appoggia ad Hazard che quasi segna. Senza dimenticare il bel movimento in occasione dell’azione del rigore. Dopo 3 minuti, segna solo in una meta campo desaparecida di avversari;
Cech 6,5 – entra e dopo tre minuti esce sui piedi di Wilshere per ricordare che sarebbe titolare in tutte le squadre di Europa;
Mikel 6 – serve ad alzare il muro;
Willian sv
Mourinho 9- 8 alla partita, 10 a come incassa lo spintone di Wenger;

Szczesny 6 – je sbatte addosso una mala respinta di Flamini, poi capita davvero poco;
Chambers 6 – 15 cm di capelli, sta pure col pacco indurito, non ha il passo per fermare Hazard ma ce prova a mettere la proboscide intorno al collo;
Mertesacker 4 – sbaja movimenti, solo sulla contraerea domina;
Koscielny 4 – provoca il rigore, doveva essere cacciato, ne combina altre tre o quattro;
Gibbs 4 – gioca coll’arroganza del Dani Alves, ma è solo Gibbs, na pippa;
Flamini 5 – non riesce ad arginare la marea blu;
Wilshere 5,5 – sbaglia il controllo più inportante della carriera di Wenger, che poteva dare l’1-1;
Cazorla 6,5 – quando parte sembra avere il motorino tra le gambe. Giustamente Wenger lo toglie, non sia mai che gli regali la partita;
Ozil 3 – l’abbraccio di Mourinho nel prepartita deve avergli incrinato una mezza dozzina di costole perché la prestazione che offre è patetica: incespica sul pallone, dribbling gettati al vento. Patetico;
Sanchez 6,5 – va in giro con la maglietta stretta de quello che se sente top player. Pure la cresta è de quello che se sente speciale. Ma per quale motivo? Boh!;
Welbeck 3 – classico giocatore molle per cui Wenger va matto. Ottimo acquisto;
Oxlade Chamberlain 6 – un’accelerazione, poi sparisce;
Podolski sv
Rosicky sv – più che una sostituzione una dichiarazione di intenti;
Wenger 5 – molla due spinte a Mourinho. Toglie Cazorla, praticamente il migliore, recupera Podolsky, praticamente già all’estero. Insomma, la cosa migliore so le due spinte a Mou.

Manchester City-Roma 1-1 (4′ Aguero, 21′ Totti)

1 ottobre 2014

(The Normal) Hart 7 – inciampa col tacco 12 quando deve correre ad abbracciare forte Totti. Er Capitano je fa er cucchiaio e non ha neanche la delicatezza di menarglielo in cambio. Il biondino se la lega al dito e al 50′ salva su Pjanic, mentre prima aveva salvato su Gervinho;
Zabaleta 5,5 – al 54′ roncola er capitano. Manco le scale de San Pietro te salveranno. Nessun perdono, te possano venì le emorroidi brutte brutte;
Kompany 6,5 – offre la netta impressione di essere l’unico nella retroguardia Citizens che sta cosa sta facendo;
Demichelis 5 – Totti je passa vicino come er 31 a certi vecchietti che stanno ancora a legge la paletta dell’autobus;
Clichy 5,5 – per tenere Maicon ce ne vojono tre e lui conta mezzo;
Navas 5 – male male, non aiuta il compagno in difficoltà, non dà qualità alla squadra, me pare pure un poco infastidito;
Fernandinho 6 – calamita palloni, quando l’effetto elettromagnetico non funziona, se la va a prende con aggressività;
Y. Tourè 5,5 – il primo tempo non struscia palla e se indispettisce pure perché i giallorossi je gireno intorno e je passeno dietro e non sia mai che Yaya è uno che se fa prende (campo) da dietro. Nel secondo tempo entra incazzato e comincia a spigne colle braccia e a ingoiare campo, ma combina poco, ma almeno fuga i dubbi sulla sua mascolinità;
Silva 7 – quanto è bello vederlo giocare, serpentine, dribbling, assist che tagliano il campo. Ao, pare Pjanic!!!
Aguero 5 – annullato dall’insalata greca arricchita dal cetriolone. Bello solo lo smarcamento in occasione del rigore;
Dzeko 6,5 – er gomblotto c’è sicuro se uno bravo come Pellegrini lo toglie dopo che aveva fatto venire i capelli rossi a Yanga-Mbiwa;
Lampard 6,5 – è l’attaccante più pericoloso dei Citizens;
Milner 6,5 – offre un contributo importante di lotta e qualità, aggredendo Cole, preso nell’unico momento de rincojonimento;
Jovetic 5 – sparagna du’ belle palle in tribuna. Meno male;
Pellegrini 5 – all’ingegnere je ce vole ‘noretta pe’ capì come je l’ha ncartata Garcia e allora toje na punta e mette un centrocampista. Pe coprisse? Chissà… Forse, sicuramente per cercare di togliere il pallino a chi lo controllava;

Skorupski 6,5 – attento e composto, un portiere zen;
Maicon 6 – inizia distribuendo pacche e sorrisi, compresa quella ad Aguero dopo 3 minuti: sta messo male con il corpo, non nel senso che caca male ma che la posizione che assume rispetto all’attaccante argentino è tutta sbajata. Ma siccome c’ha i cojones, al 5′ prende una traversa piena. Passa la partita nella metà campo inglese, cercando di dimostrare che se so sbajati;
Manolas 7 – sui social è già un proliferare di battute su Benatia con scopa e spolverino che spiccia casa del greco. Poi c’è so le femmine a cui il ragazzone maglia 44 solletica il suino. Ieri con prepotenza ha messo la museruola a mezzo City. Che je piaccia er sadomaso?
Yanga-Mbiwa 6,5 – pronti e via è l’anello debole della catena evolutiva della difesa giallorossa. Come vola ‘no schiaffo lo pija lui. Poi Dzeko se dà na carmata e lui capisce che quando volano gli schiaffi è mejo non annà troppo pel sottile e restituire l’offesa. Così comincia a sparambiare in tribuna, a fa le facce brutte, pure ‘na sana sceneggiata di quando in quando tanto pe perde tempo;
Cole 7 – se lo merita il riconoscimento. Non spinge tanto ma non sbaja gnente, diagonali, chiusure… Sarà l’aria inglese, “aria di casa mia”;
Pjanic 7 – due grandi occasioni che sciupa ma non mi sento di fargliene una colpo. Cuce regia artigianale, cambiando campo con rapidi e precisi rovesciamenti del fronte di gioco, facendosi trovare sempre sulle linee del passaggio nemico, infilandosi nelle maglie dei giganti del centrocampo inglese;
Keita 7,5 – con Yaya Toure amici amici ma pronti e via al primo contrasto lo manda subito a fanculo insieme a tutti i suoi trisavoli dopo un contrasto molto duro. È il Bosone di Higgs del centrocampo giallorosso, la particella del Dio del calcio;
Nainggolan 7 – se Seydou Il chiaro è il dio, Radja è il demone: delizia con assist per il capitano. Si batte contro l’omo nero e non rinuncia mai allo scontro anche se Yaya è er triplo de lui, un confronto che pare Davide contro Golia. Mozzica tutte le caviglie celesti;
Florenzi 6,5 – sciupa una bella palla di Totti su cui sarebbe dovuto partire un attimo prima. Non ha creduto e penso che come Mosè non vedrà la terra promessa.
Totti 7,5 – ma perche Re? Dopo i sette re di roma venne la Repubblica e poi l’Impero. Ode a te Francesco “Augusto” Totti;
Gervinho 6 – finalmente ne fa una giusta al minuto 42 quando costringe (The Normal) Hart in angolo; prima e dopo, sbaglia quasi tutte le scelte, mal consigliato dall’impellente bisogno di dimenticare i suoi trascorsi inglesi e la pelata che ha visto tutta Italia;
Iturbe sv – tocca un pallone ma lo fa cantare;
Holebas e Torosidis sv
Garcia 7 – se mette ner taschino Pellegrini. Il City non tira mai in porta. Poi, quando il gioco si fa duro, mette dentro due terzinacci. Paraculo.

Roma-Verona 2-0 (75′ Florenzi, 85′ Destro)

28 settembre 2014

De Sanctis 6,5- paratona su Juanito Gomez e assist a Destro con la gamba offesa. Capito che roba?
Maicon 6,5 – dopo 15 minuti respira a bocca aperta e la pelata produce una schiumetta che ricorda tanto le birre rosse del Belgio. Non dirompente come in altre occasioni, gioca da ala pura, restando spesso quasi impalato sulla trequarti gialloblù, dove se mbottiglia (!!!);
Manolas 7 – al 9′ grande recupero su liscio di MYM, passa la gara ad intimidire gli avversari, li imbruttisce con sguardi torvi, entrate dure. Gli manca solo il cinturone e il cappello nero da cattivo del Far West;
Yanga-Mbiwa 6 – alterna stronzate a cose belle. Quest’ultime si verificano quando stacca il cervello e gioca di istinto, magari usando il fisico per spostare l’avversario; al 15′ sfiora il gol di testa su corner;
Cole 5 – la Roma gioca zoppa perché a sinistra lui non affonda mai e quindi non c’è mai l’apppoggio su quella fascia. E pensare che di fronte a sé aveva Sorensen che per caratteristiche fisiche e tecniche non può certo portare offesa alla sua metà campo, ma il Wags Boy non me approfitta e se ne sta appartato nella sua trequarti;
Pjanic 7 – un paio di spunti da fuoriclasse, numeri, dribbling, si proietta anche spesso nell’area di rigore avversaria a cercare gloria, ma purtroppo gnente;
Keita 8 – alla fine del primo tempo je scappava la pisciarella nervosa perché s’è messo vicino al corridoio per rientrare negli spogliatoi ed è scappato al bagno. Je ce vole un pó pe srotolallo tutto. È stato lo schermo della difesa e il perenne appoggio dei compagni. Personalità da vendere, la porta a tracollo come una sciarpa manco fosse la terza gamba;
Nainggolan 6 – gioca meno di nervi e più di ragionamento che per un ninja come lui è una specie di ammissione: “sto un po’ a corto di fiato”;
Ljajic 6 – va meglio quando si allarga e punta l’area di rigore creando spazi e magari saltando l’uomo. Ma è poco incisivo;
Totti 6 – spigne, corre, canta e porta la croce, ma non riesce mai a illuminare la scena;
Destro 8 – facile avere negli occhi solo il fantastico gol con cui delizia il pubblico accorso per il 38mo genetliaco del capitano. Dimenticarsi di due facili gol sciupati. Però è proprio così, se fa gol così, me scordo tutto, anche perché per riuscire a creare certe occasioni, bisogna fare i movimenti giusti. E lui li fa;
Gervinho 7 – entra e scardina la difesa scaligera. Disegna sul campo traiettorie anarchiche e anarcoidi, saltando gli avversari come sagome. Un canto libero meraviglioso e letale come lo sguardo di una femme fatale di De Palma. C’è da rimanere ipnotizzati;
Florenzi 8 – sblocca la partita con una magia degna del capitano. Segna e allarga le braccia quasi a cercare di contenere la gioia dei cinquantamila accorsi all’Olimpico. Poi, in occasione della traversa giura sulla nonna che era corner e l’arbitro gli crede;
Paredes sv – subentra per il Ninja e mostra sostanza e regia;
Garcia 7 – si prende un rischio con Paredes togliendo un ninja e inserendo un pischello;

Gollini 6 – so cosa state pensando… Quel gol da quaranta metri… Però, le responsabilità maggiori sono dei compagni che non hanno portato pressione sull’uomo con la palla… Non c’è portiere che con la sfera a quaranta metri sta tra i pali. Lo ha detto Marchegiani e a lui credo perché sui figlio gioca nella Roma. Gomblotto!!!
Sorensen 6,5 – al 28 pt toje na palla dalla testa del cappitano che mentre era ancora in volo lo manda a fanculo. Insuperabile e manco permaloso;
Moras 6,5 – urge trapianto de capelli, che de testa le pija tutte;
Marques 6,5 – pure lui insuperabile di testa;
Brivio 4,5 – la Roma sfonda ripetutamente dalla sua parte;
Obbadi 6,5 – quantità e qualità, non sarà Nainggolan ma almeno ci mette dignità;
Tachtsidis 6 – perché uno come me sa come si scrive Tachtsidis? Chiedetelo al Maestro;
Ionita 5,5 – si vede poco, molto poco, ma sfiora il gol;
Gomez J. 5 – tocca una palla, per poco non segna, ma poi si prende l’aperitivo libero. Da Gusto dietro via del Corso è pure pieno de gnocca;
Nenè 5,5 – centravanti di lotta, di fatica e di falli;
Jankovic 5 – terzino aggiunto, è travolto da Maicon;
Campanharo 6 – ho visto cose… Sembra quasi un centrocampistino con delle potenzialità. Gira voce che lo ha scoperto Pantaleo Corvino;
Toni 5,5 – come ai bei tempi: entra e se vince;
Valoti sv – non si vede;
Mandorlini 5 – quanto godo, sto leghista demmerda, godo più a vince così dopo che c’ha creduto per settanta minuti piuttosto che vincerla 3-0 dopo 15′;

Parma-Roma 1-2 (27′ Ljajic, 56′ De Ceglie, 88′ Pjanic)

25 settembre 2014

Mirante 6 – è testimone oculare di un evento artistico unico, la pennellata di Pjanic nel sette. Colto da Sindrome di Stendhal, guarda e sviene;
Mendes 5 – lascia un’autostrada a uno che sa dar passare un pallone da calcio attraverso la cruna di un ago. Così, distratto dai cartelloni luminosi del Tardini, non stringe al centro nel momento in cui Totti prende palla sulla trequarti della Parmigiana difensiva di Donadoni, perché, come dice Adani “Quando la palla ce l’anno Totti o Pirlo, è sempre come se ci fosse palla coperta e bisogna scappare e stringere”. Ovviamente, la seconda voce Sky intendeva stringere il culo, ma non è servito. Totti imbuca la palla per Ljajic e corriamo ad abbracciarci;
Felipe 6 – al 34′ del secondo tempo fa un salvataggio a valanga su Florenzi che quasi quasi lo scambio con Benatia redivivo. Poi se ricorda de esse solo Felipe Dal Bello e abbatte Destro a due metti dall’area di rigore. Il resto lo sapete;
Lucarelli 5,5 – francamente spaesato dal Totti guerriero, un anno più vecchio, velocità doppia;
Gobbi 5 – se arrocca a marcà Torosidis… Torosidis! Uno che manco la moglie lo marca tanto è per bene e precisino e col completo grigio alla domenica mattina;
Acquah 6,5 – è negro, perciò corre e sgobba, ma è tecnico, che pare avè giocato sulla spiaggia con un pallone de pezza e una camera d’aria de piscio. Young Yaya Tourè non sarà mai Yaya Tourè, al massimo lo Yaya Tourè del Parma;
Lodi 5 – je famo giocà solo palloni de destro. Lui li sgonfia tutti;
Mauri 6,5 – anche lui polmoni e tecnica, al massimo il Florenzi sulla lasagna verde e vegana di Donadoni;
Palladino 5 – è sempre in attesa di esplodere, un dribbling, un tiro fulminante. Potenziale Cassano, non ha la cassanata e si limita solo a esplodere scuregge;
Cassano 7 – ormai ogni volta che lo vedo giocare, penso che enorme spreco di talento è la sua esistenza;
De Ceglie 6 – il solito sfoggio di polmoni e poca tecnica. Ma segna;
Belfodil 5 – non incide;
Costa sv – amuleto, dieci minuti di lui e vinciamo;
Galloppa sv – pure lui ce porta tre punti;
Donadoni 4 – in conferenza stampa fa li sborone “Ce giochiamo… Faremo la nostra partita”. Poi tutti dietro, 5 difensori, 3 polmoni, Cassano e Palladino. Gioca un po’ così…;

De Sanctis 5,5 – proprio a cercà er pelo nel pallone del prato del Tardini, quel corner sbananato di Lodi forse lo poteva prende ruggendo un “Mia!” Però vabbè, manco è facile per lui, senza fa un cazzo tutta la partita da cinque partite, ha beccato pure due gol. Pippa;
Torosidis 5 – nel sirtaki western alla Sergio Leone che gira Garcia se Manolas è il Buono e Holebas il Cattivo, lui è irrimediabilmente il Brutto. Sarà per questo motivo che è perennemente sottovalutato dalla piazza romana. Ma mercoledì ha giocato proprio male;
Yanga-Mbiwa 6,5 – non va per le spicce, quando c’è da buttalla a cazzo la butta a cazzo, anche per colpa del peso che ha tra le gambe;
Manolas 7 – un po’ soffre Cassano: quando po’ lo anticipa, a volte lo picchia, altre je toje la bombola di ossigeno solo per vederlo dimenarsi come un pesce rosso sul tappeto;
Holebas 5,5 – in crisi di identità perché sulla maglia ha un C di troppo, sul passaporto due acca, parla solo tedesco perchè er greco è indigesto;
Pjanic 8 – fa un po’ cagà lo devo dire. Ma lui è il Mago della Roma. The Magician si inventa un tiro da tre punti in cui dentro c’è la pennellata impressionista di Monet, c’è la perfezione pulita e spietata di un buco nero dove muore la luce e un attimo dopo salti godi ti arrampichi e urli “Che cazzo hai fatto, Mira?”. Una palla con le ali che vola soffiata dal cielo;
Keita 7,5 – io a questo je do sette e mezzo sempre, colla matta pure quando non gioca. Cuce e ragiona e ha cazzo e palle per sé e per gli altri per prendersi la responsabilità: fa la salida lavolpiana, fa il Pjanic, c’ha pure la castagna e la terza gamba;
Nainggolan 7 – ringhia su tutti. Sta sempre a terra a morde caviglie e pallone ma lo fa pulito, quasi sempre senza falli. Bello il duello con Acquah;
Gervinho 5 – gioca male. Non so se sia sotto shock per aver mostrato la pelata in mondovisione ed essere perculato sui social, ma mercoledì sera ha sbajato tutte le scelte. Poi prende de mira Mendes, je tira sempre addosso;
Totti 7 – primo tempo da 8, poi si spegne come le candeline sui suoi 38 anni ma al 40 pt, ad esempio, porta a spasso mezzo Parma attraverso il campo e con loro la palla, sempre accarezzata, sempre amata. Al 17′ ghiotta occasione sprecata. Due assist. Cazzo volete da un trentottenne;
Ljajic 6,5 – fa un gol, fa solo quello, almeno nun se lo magna;
Maicon 6,5 – entra e cambia tutto, ogni prospettiva sul come e sul dove, sulle stellette sulle maglie di chi sta in campo, dei cojones da metterci, la gerarchia dei maschi alfa sul campo;
Florenzi 6 – su addormenta giusto un po’ per far fare bella figura a Felipe su quel recupero prodigioso. Se faceva il secondo gol in tre giorni, magnava la parmigiana della nonna nfaccia a Donadoni;
Destro 7 – entra e da centravanti se procura la punizione che Pjanic trasforma nel tiro libero della vittoria;
Garcia 7 – nun sbaja gnente.

Roma-Cagliari 2-0 (10′ Destro, 12′ Florenzi)

22 settembre 2014

De Sanctis sv – s’è tajato i capelli come Van Gogh in quel celebre autorotratto. Ah? Nun c’avete fatto caso? Be’ dovevate sta attenti che nun l’hanno inquadrato mai. S’e annojato talmente tanto che quando rimetteva la palla in gioco faceva a gara a pizzicare la testa del compagno che indicava Keita. L’ha preso sempre;
Maicon 7 – se continua cosi, non lo fate allenare più. A dire il vero, termina la partita respirando a bocca aperta e con le mani sui fianchi, mentre il compagno Keita sembrava al secondo chilometro della maratona di New York, però il brasiliano è la costante spina nel culo del Cagliari: è il romanista che ha completato piu passaggi nella metà campo della squadra avversaria;
Manolas 7 – perennemente in anticipo sui centrocampisti e gli attaccanti avversari, gioca con calma olimpica convinto che nessuno potrà scalfirlo;
Yanga-Mbiwa 6,5 – capelli arancioni, faccia e nome da orso buono amico di Winnie The Pooh, dopo 2 minuti toglie una palla a Farias che manco un adulto a un bambino, rimandandolo nello Smaland con i sette nani;
Cole 6 – pe’ sentisse pischello fa na cosa che je vedevo fa ar Chelsea e a vorte pure all’Arsena: la finta su un pallone che sta a finì sur fondo. Ma stavorta c’è Farias, mica Runei o Torre;
Nainggolan 7 – è come la sua cresta: pizzica gli avversari;
De Rossi 6,5 – pensa de avè un quarche vantaggio perché lui er virus der Boemo che l’ha avuto da luglio 2012 a febbraio 2013 prima de finì in riabilitazione, ma presto se accorge che der virus zemaniano ‘sto Cagliari nun c’ha niente e pure quer bagajo de curtura de tagli degli attaccanti e verricalizzazioni dei centrocampisti nun serve a gnente;
Keita 7,5 – dopo na mezzoretta de partita prende in giro Avelar e Conti co’ finte e controfinte che ha insegnato a Messi. Quando al 77′ il Cagliari riparte in un 4 contro 4, il primo a rientrare è lui, il più vecchio in campo;
Gervinho 7 – in quindici minuti devasta il Cagliari. Poi passa il resto della partita a riprendersi dallo shock di aver mostrato in Italia visione una delle pelate più brutte mai viste;
Destro 6,5 – al 3′ se conquista na bella occasione facendo a spallate Ceppitelli. Poi fa ngo a porta vota. Poi sbrocca in panchina. Quando c’ha er Cagliari davanti nun riesce proprio a regolasse;
Florenzi 8 – non solo perché è il migliore in campo;
Ljajic sv – la squadra tracheggia possesso palla come se lo avesse inventato Garcia a Trigoria, a un certo punto lui se abbassa nel cerchio del centrocampo per interrompere la magia dei compagni e perde palla;
Pjanic 5,5 – sbaglia un paio de controlli che sarebbero potuti valere la pernacchia al boemo. Come sapete, la pernacchia al pari del gol è comprensibile in tutte le lingue del mondo. Tant’è che il bosniaco è troppo buono per far soffrire così un vecchio tabagista;
Garcia 6,5 – fa incazzà Destro. Bene, così er ragazzo dimostra che la fotta non ce l’ha solo a letto;

Cragno 6 – solo uno che vuole il male dei suoi calciatori decide di far esordire un portiere diciottenne contro ‘sta Roma;
Pisano 4 – Gervinho lo asfalta, Florenzi lo asfalta, pure la nonna de Florenzi lo asfalta;
Ceppitelli 5,5 – un paio di incornate su punizione. A voler essere precisini lui sarebbe un difensore…
Rossettini 5 – prende un giallo per aver cercato di fare una cosa che manco la signora Destro ha mai cercato di fare: mettere un dito nel culo di Mattia seguito da tutto il ginocchio;
Avelar 5 – al 27′ toglie la birra ops la palla a Maicon. Non si riprenderà più;
Ekdal 5 – gioca con aplomb nordico. Serve altro;
Conti 4 – la cosa che mi ha impressionato è che non si è visto per 90 minuti, poi leggi le statistiche ed è stato il rossoblù che ha giocato più palloni. Insomma, ha giocato sull’ovvio. Manco ha provato a tirare in porta;
J. Pedro 5 – Ciao sono Joao Peppo, questo è il mio fratellino George Peppo, questa è Mamma Peppo, questo è Papà Peppo e quello laggiù che cerca il pacchetto di sigarette è lo zio ceco;
Farias 5 – dei sette nani è Mammolo, Maicon lo maltratta, a fine partita chiedeva la mamma;
Sau 5 – lui è Pisolo… Ve ‘a devo spiegà?
Ibarbo 6 – lui è Brontolo: caga il cazzo piu degli altri ma basta poco a tenello abbada visto che gioca da solo;
Balzano 5 – l’arma segreta de Zema nun struscia palla;
Longo 5 – l’arma segreta de Ausilio molla giusto un par de calcioni;
Dessena sv
Zeman 5 – grazie Maestro. La cosa migliore che hai fatto per noi negli ultimi 15 anni.


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