Quello che so di Szczsney

28 luglio 2015

szczesnyQuello polacco è un buon portiere. Mi è capitato spesso di vederlo giocare, è forte, non è però molto più forte di De Sanctis anche se l’età parla per lui. Il problema di Szczsney è che è abbastanza fragile psicologicamente. Ha sempre un brutto momento in cui inanella tre o quattro papere consecutive.

Deve sentirsi coccolato e messo al centro del progetto. Ecco perché, se dovesse essere confermato il prestito secco, la formula mi lascia perplesso. Non vorrei pensasse di essere qui in vacanza.

Ecco cosa non mi piace di questa Roma: gli obiettivi societari non coincidono con quelli tecnici. Se i calciatori non sono al centro del progetto, si sentono provvisori o di vantaggio, difficilmente lotteranno fino all’ultima goccia di sudore per vincere. Ed è inutile coccolarli, fargli fare quello che cazzo gli pare durante l’anno. La gratitudine non c’è, basta vedere i casi Destro, Gervinho e Doumbia che sollevano problemi per essere ceduti. Ci vuole la società e il pugno duro.

Nainggolan te vojo bene, ma…

26 luglio 2015

“Meglio vincere una volta con la Roma che dieci con la Juventus”

Noi romanisti semo fatti così, basta poco pe compracce. E allora giù a sperticasse de lacrime digitali pe’ sta frase ruffiana pronunciata da uno che ruffiano non è. E quindi je do er beneficio de dubbio.
Però, io me so npò rotto de sti obiettivi ar ribasso, questo autolimitarci, sto trattacce da un popolo che s’accontenta e che poi famo festa. Roma ha dominato il mondo mica pensando “se prendemo la Sabina sarà come l’impero persiano”. Perché se dici che preferisci vincere una volta piuttosto che dieci, non vincerai mai neanche 4; uno su dieci poi succede quello che ho già visto: che una squadra che ne poteva vincere tre o quattro di titoli in 5 anni come la Roma di Capello, si è ritrovata con un titolo e tanti rimpianti. Tanti festeggiamenti, calciatori trattati da nababbi. Declino. Resa.
Se ti accontenti godi a metà.
Io preferisco sentirmi dire che lotteremo per vincere tutte le partite, anche quelle stupide contro il Palermo, non voglio vincere uno scudetto e festeggiare sei mesi, e farmi beccare impreparato dal Modena neopromosso.
Basta co sta storia. Bisogna voler vincere sempre, questa città non può essere diversa da Barcellona, Londra, Parigi, Madrid. Io voglio essere uguale.

Salah alla Roma

24 luglio 2015

E così, per il secondo anno consecutivo, mi compro per due spicci al fantacalcio il colpo del calciomercato della Roma
ma io me lo sono sputtanato scambiandolo per Mario Gomes o retrocedendo.

Che estate sarebbe senza Ibrahimovic

23 luglio 2015

Otto parole: “Il mio futuro è in mano a Mino Raiola”. Ecco come Ibra ha risposto al giornalista che lo ha avvicinato per chiedere se resterà al Psg. 

Così, alla lettura dei giornali di oggi, scopri che queste otto parole sono state sufficienti per stampare lenzuolate di commenti alla sua dichiarazione.

“I mal di pancia di Ibra”, “Apertura al Milan”. Secondo me si fosse davvero un mal di pancia da calciomercato lui avrebbe trovato il modo di farcelo capire in maniera più esplicita. Magari con una bella scorreggia in faccia al giornalista. 

Vi prego ridatemi le partite di calcio vero.

Er progetto

15 luglio 2015

È una cosa di cui a Roma si sente parlare da un po’, più o meno dal 2011. Forse anche prima. D’er progetto si riempiono tutti la bocca dalle parti di Trigoria con eco sui giornali, i bar, i ristoranti, il meccanico, le file della posta e ciò che nel XXI secolo ha sostituito i bar, i ristoranti, il meccanico, le file della posta: i social. Er progetto è il modo di zittire il vicino critico, chi nutre dubbi sulla cessione di questo e di quello, su un’operazione finanziaria, sullo stadio, sui tuffi in piscina di Pallotta. 
Ma cos’è er progetto? Dovrebbe rappresentare un modo virtuoso di gestire una società di calcio, in modo da contenere i costi (attraverso un settore giovanile che sforna calciatori da portare in prima squadra i quali oltre a non costare niente hanno ingaggi contenuti), acquisire giovani talentuosi che crescano con la squadra, avere un’idea di calcio forte e spettacolare che garantisca di poter portare nel mondo, con le tournée ma soprattutto nelle competizioni internazionali, un marchio affascinante che conquisiti proseliti tra i tifosi, gli sponsor e vendere più magliette. Un gioco costruito intorno a nomi chiave della squadra al cui fianco far crescere i giovani. A seconda dell’epoca storica, a er progetto si accompagna il nome di una squadra: er Barcellona, er Borussia Dortmund, er Atletico Madrid. 

Ma er progetto a Roma c’è? La domanda sorge spontanea nella mente del tifoso, soprattutto il tifoso che non ha una posizione preconcetta a favore di questo o di quello, di Sabatini o di Pallotta, di Radiolone o di Radio Trigoria. 

In nome de er progetto se comprano brasiliani o uruguaiani o argentini pieni di speranze di 18 anni per tre spicci (Ponce, cinque cucuzze per il 60 percento del cartellino) e/o si rivendono dopo la prima stagione a 30 milioni agli sceicchi di Parigi: Marquinhos era er difensore del futuro della Roma. E il vivaio? Bertolacci dopo essere stato venduto, ricomprato, prestato, venduto mezzo, messo a leasing è stato ricomprato e girato dopo tre giorni al Milan per una cifra, o mio dio!, enorme, per carità. Adesso hai uno come Romagnoli, figlio di Roma, promettentissimo: lo abbiamo intravisto qui, quando è stato messo alla prova, lo ha capito Mihajlovic che il difensore centrale lo ha fatto ad alti livelli, al fianco di Nesta e Romagnoli lo ha allenato un anno e ora lo vuole prepotentemente. Se qualcuno viene a chiederti il futuro, tu il futuro lo difendi, Sabatini invece fissa il prezzo: 30 milioni e una volta accettata la trattativa in via concettuale, si passa a trattare. È di queste ore l’offerta rifiutata di 25. Romagnoli andrà via e ovviamente si darà la colpa a lui: non voleva restare, il ragazzino aveva fretta, la plusvalenza. Così, vendiamo quelli che hanno mercato, perché so boni e ci riempiamo di chi invece mercato non lo ha più e che er poro Sabatini tenta disperatamente di vendere, svalutati e demotivati. Come pensate andrà a finire la questione Destro, Doumbia, Ljajic e Gervinho? Permettetemi un inciso: avete visto come il Milan ha venduto El Shaarawi? Non mi riferisco alla “velocità” di esecuzione di Galliani (in una notte, Sabatini, Vigorelli e Destro è un mese che spaccano il capello con i monegaschi) ma al fatto che fino a giovedì scorso, il Faraone era il centro “del progetto” Milan, si pensava a un nuovo ruolo in campo, una stagione piena di promesse. L’inchiostro era ancora fresco sulle copie della Gazzetta dello sport che reclamavano la volontà di Mihajlovic di provarlo centrocampista ed ecco che era venduto. Insomma, non si vendono i giocatori mettendoli ai margini, insultandoli, sbandierando il nostro fastidio dei loro confronti, ricordando il mocio vileda che portano in testa: ovvio che chi li compra ti prenderà alla gola ben sapendo che devi disfartene perche inviso all’ambiente. A proposito: ma chi si fa mille chilometri con nel portabagagli lo striscione Gervinho Mocio Vileda? Così trattati, giusto un cinese si può caricare Doumbia dopo che è stato apostrofato “un errore” proprio da chi, a febbraio, ha fatto sborsare al suo presidente 15 milioni per portarlo a Roma. 

E se i bidoni sei costretto a tenerteli o a girarli in prestito fino all’esaurimento del contratto (ricordate Borriello?) cosa fai con quelli buoni? I campioni fatti e finiti? Vendi pure quelli come accaduto con Benatia, mandato al Bayern Monaco per un sacco di milioni, accusandolo di tutto e di più. 

Non solo, ma la continua attesa del saldo (Spolli), l’occasione (Lamela a 30 e Ljajic a 15, l’argentino 62 presenze e 19 reti nella Roma tra i suoi 19 e 21 anni, il serbo 60 e 14 tra i suoi 22 e 24 anni), il 2×3 (vi ricordate Astori, Ibarbo e Nainggolan?) ritarda i tempi della squadra, con gente che arriva il primo settembre e deve disfare i bagagli in una stanza di albergo in una città nuova, mentre le altre hanno quasi le squadre al completo con cui affrontare le importanti settimane della preparazione precampionato. 

In questo supermarket continuo, qual è er progetto? Certo non la squadra, smontata e rimontata ogni anno in una continua girandola all’inseguimento del guadagno, di conseguenza nemmeno il traguardo sportivo, perché i calciatori sono trattati come pacchi, anzi peggio bond argentini o bot greci, così demotivati che non ti portano da nessuna parte, con il rischio che, ai sedicesimi di Europa League, gente come Florenzi sbandiera ai quattro venti che la Roma non può lottare per la vittoria finale, invece Fiorentina e Napoli con mezzi tecnici minori si sono issate fino alle semifinali. 

Quindi? Qual è er progetto?

Costruite a saldo finanziario zero una squadra che ottenga possibilmente il massimo, la Champions League, “vendendo” ai tifosi il miraggio dello stadio come la panacea di tutti i mali. Miraggio e panacea non perché non realizzabile ma perché non risolverà i problemi della Roma, perché non sara un asset della Roma se è vero che la società pagherà un affitto. Sarà un costo e non aiuterà la capitalizzazione della società. 

A questo punto, perché abbonarsi? Perchè tifare per dei numero su un prospetto finanziario. Solo l’amore ci sostiene e ormai il tifo per una plusvalenza. 

God Bless The As Roma. 

Ricevo da Sky e volentieri pubblico

2 luglio 2015

Da oggi il tuo pacchetto Sky Calcio vale ancora di piu': TUTTA LA SERIE B in ESCLUSIVA, tutta la Serie A con 132 partite in ESCLUSIVA e dal 1/7 FOX SPORTS HD diventa ESCLUSIVA Sky Sport ma PER TE GIA’ CLIENTE SKY CALCIO la visione restera’ attiva. Per maggiori info sky.it/packcalcio

Grazie Sky. Segnalo che della serie B non me ne frega niente. Però una cosa I’ho già capita: l’anno prossimo dovrò pagare per vedere Fox Sports sul pacchetto Sport. Però ti avviso Sky, io cancello Calcio, mi turo il naso e passo a Mediaset. Satellite avvisato mezzo salvato. 

Berlusconi, Galliani, Sabatini: Calciomercato, Bacca tra Roma e Milan

28 giugno 2015

  

Non ho fatto in tempo a scrivere che ero contento dell’acquisto di Bertolacci che Sabatini l’ha sbolognato al Milan… 

27 giugno 2015

Caro Walter sono molto contento anche di Doumbia…

  

Contento per Bertolacci e Iago Falque… però

23 giugno 2015

Sono contento dei primi due colpi messi a segno dalla Roma. 

Bertolacci è un figlio della lupa che ha succhiato il latte dalle sue mammelle e poi ha continuato a crescere in altri lidi. 

Iago Falque arriva da una buona stagione, ha segnato quanto Dybala (egiocato  due partite di meno se vogliamo essere precisi). 

I due, ciascuno nel proprio reparto, colmano una delle lacune più grosse della Roma di quella che ormai è la passata stagione: gli inserimenti senza palla per sfruttare gli spazi. Entrambi sanno muoversi e dettare il passaggio, non solo chiedere la palla tra i piedi. Soprattutto l’esterno offensivo, sostanzialmente il sostituto di Gervinho, garantisce movimento ma anche tanta qualità sul breve. L’attacco della Roma si arricchisce di un’arma nuova, dove la sovrabbondanza di calciatori che voglio sempre la palla sui piedi per cercare lo spunto (Ljajic, Iturbe, Gervinho) ha creato un appiattimento degli schemi offensivi giallorossi. 

Bertolacci è un centrocampista che ha sempre segnato molto: le poche reti arrivate dal centrocampo è stato un altro dei problemi. 

Però il dubbio che mi attanaglia resta ilnsolito: ma se prendo i soldi spesi per Ponce, Ucan, Paredes, Bertolacci e Iago Falque, non faccio un Higuain?

Doumbia-Riflettiamo

12 giugno 2015

E qualcuno vorrebbe rinunciare a uno così. Pazzi


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