Con un nome così, la Lazio è nel destino di Fabio Borini. Una vocale, e il suo futuro sarebbe stato segnato. Una “u” al posto della “o”. Invece il giovanissimo attaccante, vent’anni compiuti lo scorso 29 marzo, sbarca nella parte bella di Roma e alla Lazio può riservarsi il piacere di segnare nel derby.
Fabio è nato a Bentivoglio (Bäntvói o Bentvói in dialetto bolognese), un comune di 5.151 abitanti della provincia di Bologna.
Borini stupì già nelle giovanili rossoblù. Lo chiamò il Chelsea. Era il 2007. Frank Arnesen e Carlo Jacomuzzi vanno a trovare papà Roberto, mamma Cinzia e Fabio a casa loro. Un contratto di quattro anni, uno di Scolarship poi professionista. Otto allenamenti a settimana, la possibilità di continuare a studiare, viaggi pagati alla famiglia, la domenica libera da trascorrere con i compagni di squadra a Londra (tra cui Camilleri e Sala). Dopo essere stato capocannoniere della squadra riserve dei Blues nel 2008-2009, la stagione successiva è inserito nei giocatori convocati per il primo match di Champions League del Chelsea contro il Porto
Nel 2010 Piscedda lo fa capitano della nazionale Under 19. Poi il prestito allo Swansea City dove con 6 gol in 12 partite è protagonista della promozione in Premier. Al Liberty Stadium esordisce 17 marzo 2011 con una doppietta contro il Nottingham Forest (la partita terminerà 3-2 per i padroni di casa). Oggi è già un leader dell’Under21 allenata da quello juventino di Ciro Ferrara. Si definisce brutto da vedere ma micidiale sotto porta. Qualcuno lo ha avvicinato a Filippo Inzaghi ma le sue doti tecniche ne fanno anche un’ala nel 4-2-3-1. Arriva al Parma svincolato nel luglio di quest’anno ma la Roma lo strappa agli emiliani.