Posts contrassegnato dai tag ‘Calciopoli’

Apriamo un tavolo

17 novembre 2011

Apriamo un tavolo, così lo usiamo per piantare dei paletti di legno nel petto dei presidenti-vampiri.

Intervista a Mario Monti

17 novembre 2011

Perché quando si invoca un tavolo bisognerebbe essere in grado di specificare apertamente di cosa si vuole parlare. Organizzare il prossimo Capodanno? Tresette? Poker? Invocare mal comune mezzo gaudio o peggio tutti rubano nessuno ruba? Questa è la tentazione più forte di noi italiani, conformisti fino al midollo, preoccupati che “chiodo che sporge è preso a martellate”. Ci ossessiona la diversità e non c’è niente che ossessiona di più dell’essere colpevoli. E poi a pensarci bene quella Juve pagó più di tutti – perché era più colpevole – ma era in buona compagnia: Milan (forse un po’ aiutato ma sapete Silvio Berlusconi), Lazio, Fiorentina, Reggina, arbitri, uomini chiave della Federazione…
Peró no, mal comune mezzo gaudio no, cambiare tutto per non cambiare niente no, tutti colpevoli nessun colpevole no.
Infatti Monociglio invoca un tavolo politico, dove le responsabilità giuridiche e processuali siano affossate per fare spazio alle chiacchiere, sbattere sul tavolo la forza di una famiglia che sta cercando di lasciare l’Italia che affonda e non capisco perchè non faccia altrettanto con la Juventus. Che già ha un nome straniero, be’ che si iscriva al campionato svizzero, belga o polacco.

Sarebbe bello che il tavolo serva per restituire valori a questo ambiente, almeno un poco, giusto il necessario per ricordare a questi cattivi degni di film fantasy della domenica pomeriggio di Canale 5 che il calcio sarebbe uno sport anche se muove fantastigliardi, che basta alle partite spalmate dal venerdì al lunedì (andate a leggere il calendario, la Roma tra ottobre e fino a Natale avrà giocato la domenica alle 15 due volte su otto), basta col calciomercato del ricatto, basta coi monocigli e anche con le zanne gialle, per par condicio, che si diano un’aggiustata, si rendano presentabili prima di sedersi al tavolo.

Tavolo Kartell

Tavolo Calligaris

Tavola Rotonda (sai quante sopracciglia incoltivate nel Medioevo?)

Andre’, te aiuto io a portà la squadra in Polonia, a gratisse

16 novembre 2011

Il presidente del Coni è entrato a gamba tesa sul mondo del calcio.

“Il calcio è malato di doping legale. Se va avanti così sarà commissariato dall’opinione pubblica“.

“Fare un passo indietro vuol dire farne due avanti. La Lega è senza presidente da marzo, domani si riunisce. Faccia la sua scelta“.

C’è mancanza di rispetto per le regole e per l’etica, non devono prevalere gli arroganti e i prepotenti. Mi riferisco ad una parte del calcio italiano di vertice perchè stiamo assistendo a cose mai viste

“Dopo quest’ultima sentenza (ovvero l’ennesimo ricordo Juve respinto, ndr), a chi porta vantaggi proseguire… Se si fa un passo indietro se ne fanno due avanti, chi ha più intelligenza la metta al servizio degli altri. Il mio è un appello, ma forse gli appelli non servono più“.

Dopo queste dichiarazioni, Monociglio ha annunciato una conferenza stampa per oggi alle 17.30. Spero segua il consiglio di Marchionne e porti la Juventus in Polonia. Sono disposto a dare una mano per il trasloco.

"A regazzì, mo' te do un consiglio su come bucà er pallone. Ammazzalo de ricorsi"

Intercettazioni telefoniche – Piano 443 (scemi, il modulo giusto è 433, ecco perché non vincete più)

16 novembre 2011

Mcredo sia il giorno giusto.
Blc’è il premio Facchetti!

M- non fare l’ipocrita, ma se al nonno raccontavi che una volta, dopo un Consiglio di Lega, eravate te, il nonno, Carraro e Facchetti in ascensore, hai mollato una puzza disgustosa e poi di sottecchi hai guardato Carraro e indicato Facchetti!
Bl - altri tempi, altri uomini. Una volta ho fatto fare un ruzzolone per le scale a Moratti. Mi ha detto “Peccato, mi sarei voluto rompere i denti, così con i soldi dell’assicirazione tolgo ‘sto tartaro giallo”.

Mio questa cosa la voglio fare, altrimenti che cattivo sono? Non voglio essere uno di quelle mezze figure delle favole che fanno sempre una brutta fine. Non voglio essere il lupo cattivo. Io alla fine voglio mangiare Cappuccetto rosso e la nonnina e poi mollare una puzza in ascensore con Moratti e Abete.
Bltu hai dei problemi.

M – lo hai tu se questa scheda non è sicura. Hai chiamato la strega cattiva?
Blsì, ma era alla Prova del cuoco a preparare i mignon che tu sai.

Mquelli con la pozione della lentezza per Alvarezza?
Blzitto! Quante volte ti ho detto di none ssere così esplicito al telefonio? Comunque, sì.

Mcosì non rischiamo di mandare tutto il Paese a due all’ora?
Blsì.

Mguarda che John si incazza! In fondo, noi vendiamo ancora automobili!
Bldanni collaterali.

Mhai ragione. Peró, chiama l’elfo della Strega cattiva e digli così “Estigarribia fenomeno assoluto”. È il via libera al piano 443.
Blagli ordini.

Gente a cui chiedere soldi

15 novembre 2011

Promemoria per Monociglio. Per liberarsi di Guti, il Besiktas verserà al calciatore 1,4 milioni di euro di buonuscita. Guti, 35 anni, era arrivato in Turchia a luglio 2010 e aveva firmato un contratto biennale a 2,7 milioni di euro a stagione.
Quindi, penso che Andrea Agnelli potrebbe chiedere a ‘sti fessi se gli avanzano 443 milioni e spicci di euro per ripianare i debiti Fiat… Ops Juventus.
Ah, idea, ma perché non li chiede a Moggi?

Dalla Juventus Fc riceviamo e volentieri pubblichiamo

14 novembre 2011

JUVENTUS FOOTBALL CLUB S.p.A. ha depositato in data odierna presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ricorso ai sensi dell’art. 30 del codice del processo amministrativo contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e nei confronti della F.C. INTERNAZIONALE s.p.a. chiedendo la condanna al risarcimento del danno ingiusto subito dall’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa e dal mancato esercizio di quella obbligatoria in relazione ai provvedimenti adottati dalla FIGC nell’estate del 2006 e del 2011. Con tale atto JUVENTUS intende far accertare la mancanza di parità di trattamento e le illecite condotte che l’hanno generata ottenendo il risarcimento agli ingenti danni che sono prudenzialmente stimati in diverse centinaia di milioni di euro per minori introiti, svalutazione del marchio, perdita di chances e di opportunità, costi e spese. Il ricorso dà seguito alla pronuncia del Presidente Tribunale Nazionale di Arbitrato dello Sport (TNAS) del 9 settembre 2011 che ha rimesso la Società innanzi al TAR limitatamente ai danni e rientra nella più ampia strategia di tutela della Juventus in ogni sede, già preannunciata nella conferenza stampa del 10 agosto 2011.

Credo sia un bel modo per Monociglio per festeggiare il premio ”Sport e Civilta”’, ricevuto il 13 novembre a Parma, un riconoscimento evocativo, un ossimoro in piena regola per Monociglio che da due anni sta cercando di incendiare il calcio e togliere ad esso il velo pietoso della definizione di civiltà e di sport, la verità è che sono solo affari e soldi. Il genio che l’ha assegnato ad Andrea Agnelli  è l’Unione nazionale veterani dello sport.

 

"Un calcio malato? Fiero di farne parte, anche con il monociglio"

Lotito libero (Fine pena mai?)

10 novembre 2011

L’anno e tre mesi di condanna per frode sportiva che il Tribunale di Napoli ha inflitto a Claudio Lotito (+25 mila euro di multa, + DASPO, + 6.000 euro di risarcimenti) può regalarci qualcosa in più di un sorriso. Infatti, come rivela Edmondo Pinna dalla colonne del Corriere dello sport di oggi (giornatona per il giornalista che ha intervistato Moggi, il pm Capuano e poi fatto pelo e contropelo al presidente biancoceleste) la massima carica della SS Lazio rischia la sospensione dalla FIGC e dalla Lega. Al momento del tesseramento, infatti, Lotito (ma con lui il presidente della Reggina Foti e l’ad della Fiorentina Mencucci) ha sottoscritto la propria onorabilità ovvero il non aver subito alcuna condanna per una serie di reati, fra cui la frode sportiva. È quello che si trova leggendo nelle pieghe dei rispettivi regolamenti interni (articoli 22 bis delle orme organizzative interne della Federcalcio e 9 del Regolamento della Lega Nazionale Professionisti). Ora, l’anno e tre mesi del Tribunale di Napoli rimette tutto in gioco costringendo Lotito a non poter partecipare alle assemblee di Lega, firmare contratti sportivi e di trasferimento, partecipare alle sessioni di calciomercato, fare affari con altri tesserati e dirigenti. La sospensione sarebbe immediatamente operativa anche in presenza di appello ma – udite! udite! – fino alla sentenza assolutoria. Ma il processo rischia di finire con una prescrizione e, come sanno tutti tranne Minzolini, la prescrizione non è un’assoluzione e, quindi, potremmo esserci liberati di Lotito per sempre.

A pensarci bene, non sembra una bella notizia, a me Lotito fa ride’. Mi mancherebbe.

Moggi libero (Marzo 2017?)

9 novembre 2011

La cosa più divertente di quello psicodramma collettivo chiamato Calciopoli – in cui abbiamo scoperto che tutte le partite che abbiamo guardato erano se non truccate ma pilotate da alcune entità grigie – si scopre spigolando tra le pene accessorie.
Dal sito del Corriere dello sport:

“Per i condannati al processo Calciopoli, a vario titolo anche per frode sportiva, il Tribunale di Napoli ha disposto come pena accessoria il divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive. Il divieto riguarda anche luoghi dove si accettano scommesse autorizzate o dipendono giochi d’azzardo autorizzati. Il Tribunale ha anche disposto l’interdizione dagli uffici direttivi delle società sportive per la durata di tre anni. Il provvedimento riguarda Paolo Bergamo, Paolo Bertini, Antonio Dattilo, Massimo De Santis, Andrea Della Valle, Diego Della Valle, Pasquale Foti, Claudio Lotito, Innocenzo Mazzini, Leonardo Meani, Sandro Mencucci, Luciano Moggi, Pierluigi Pairetto, Claudio Puglisi, Salvatore Racalbuto e Stefano Titomanlio. I divieti tuttavia non sono esecutivi in quanto l’impugnazione ne sospende l’applicazione”.

Non è divertente l’idea che il presidente della Lazio o i proprietari della Fiorentina non possono entrare nello stadio non solo quando gioca la loro squadra ma sempre? E addirittura neanche a scommettere, obbligati a gioare il picchetto in qualche bar malfamato? Peccato che la pena è sospesa in attesa dell’appello. Pensa a Lotito, l’uomo dei valori, che non puó vedere il volo di Olympia come un ultras rissoso qualsiasi?

Queste le condanne emesse dalla nona sezione del tribunale di Napoli nell’ambito del processo a Calciopoli.
Luciano Moggi 5 anni e 4 mesi;
Paolo Bergamo 3 anni e otto mesi;
Innocenzo Mazzini 2 anni e 2 mesi;
Pierluigi Pairetto 1 anno e 11 mesi;
Massimo De Santis 1 anno e 11 mesi;
Salvatore Racalbuto 1 anno e 8 mesi;
Pasquale Foti 1 anno e 6 mesi e 30mila euro di multa;
Paolo Bertini 1 anno e 5 mesi;
Antonio Dattilo 1 anno e 5 mesi;
Andrea Della Valle 1 anno e 3 mesi e 25 mila euro di multa;
Diego Della Valle 1 anno e 3 mesi e 25 mila euro di multa;
Claudio Lotito 1 anno e 3 mesi e 25 mila euro di multa;
Leonardo Meani 1 anno e 20mila euro di multa;
Claudio Puglisi 1 anno e 20 mila euro di multa;
Stefano Titomanlio 1 anno e 20 euro di multa.

Assolti Mazzei, Fazi, Rodomonti, Fabiani, Scardina, Ambrosino, Ceniccola e Gemignani.

Classica pletora di dichiarazioni indignate su un processo ingiusto e blablabla.

Lotito condannato, Moggi condannato. Ridatemi quegli anni.

Moggi, Lotito e Della Valle condannati dal Tribunale di Napoli per Calciopoli

9 novembre 2011

Oh no!

No, il triangolo no

26 luglio 2011

Il PSG ci ha dato una bella ripassata stasera. La nuova Roma di Luis Enrique ha mostrato tutti i difetti della vecchia Roma di Montella: difesa burrosa, nessuno che difende. Nel secondo “tempo” contro l’Innsbruck tiepida vittoria: ho visto poco ma abbiamo segnato con la classica azione che non vuole Luis Enrique, lancio di trenta metri di Pizarro per Caprari.

Stekelenburg è un grande acquisto.

Un po’ di spigolature. Andrea Agnelli ha dichiarato al New York Times che la Juventus riavrà gli scudetti, dalla giustizia sportiva o da quella ordinaria. Ora, la cosa che mi sorprende – oltre al “ma che cosa vogliono?” – è: perchè raccontare questa cosa al NYT? E’ come andare a parlare di verginità in un bordello, ovvero di qualcosa che tutte avevano una volta ma di cui ora non sanno nulla. La stessa verginità che la Juventus ha perso (e ha fatto perdere a tutto il caclio italiano).


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