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Finale scudetto a Mancunia: City-United 1-0

1 maggio 2012

Hart 6 – dall’altra parte c’è lo United ma lui prende giusti una storta;
Zabaleta 7 – tutta grinta, fa a pezzi i dirinpettai;
Kompany 7 – segna il gol più importante della stagione, il gol più importante delle ultime 44 stagioni;
Lescott 6 – vecchia guardia ma la gallina vecchia non fa buon brodo;
Clichy 6,5 – qualità, forza, corsa e tecnica. Gran terzino;
Barry 7,5 – una montagna invalicabile. Poi ogni tanto la passa anche;
Yaya Toure 8 – anima e cuore della squadra, le sue gambe e il suo cervello. Essenziale;
Silva 6 – non incide;
Aguero 6 – si vede poco;
Tevez 6,5 – qualche buon duetto;
Nasri 7 – qualche numero da giocoliere che impreziosiscono una partita a tratti noiosa;
Milner sv
Mancini 6,5 – se porta a casa questo scudetto, come sembra probabile, sarà il monumento alla spesa. Ha vinto due scontri diretti con Ferguson ma è a pari punti, ha un monte stipendi che potrebbe rovinare uno stato africano. Insomma, non ci vedo tanto il lavoro di un allenatore;

De Gea 6 – uno lo salva ma Kompany colpisce di testa da dentro l’area piccola;
Jones 5,5 – Ferguson lo piazza alla bisogna ma non è certo un Gary Neville che dove lo metti rende;
Smalling 6 – non ne combina;
Ferdinand 6 – qualche buon intervento ma gira con la flebo;
Evra 5 – lo fanno a fette. Urge cura ricostituente;
Nani 5 – non è incisivo, non lo è mai quando conta;
Carrick 6,5 – l’ultimo ad arrendersi;
Scholes 6 – un po’ regista, un po’ pensionato che torna sul luogo di lavoro a trovare i colleghi che lo compatiscono;
Park 5 – Ferguson prova a metterlo su Toure ma la differenza di taglia si vede e si sente;
Giggs 5 – prova incolore;
Rooney 5 – non la vede mai;
Welbeck 6 – più attivo di Rooney ma è troppo solo;
Young e Valencia sv
Ferguson 5,5 – peccato che Platt gli abbia impedito di strappare la lingua a Mancini perché il caro vecchio Sir ha ragione: Mancio parla troppo. Andando sul tecnico, i vecchi trucchi dello scozzese non servono: non basta l’uomo su Yaya Toure n’è aumentare il tasso tecnico della squadra.

Tottenham-Manchester United 1-3

5 marzo 2012

Friedel 5,5 – non è che demeriti proprio ma tre tiri tre gol…;
Walker 5 – Young lo fa a fette e al lui piace pure. Si fa beffare da Rooney sul corner che vale l’1-0;
Kaboul 5,5 – si vede di più in proiezione offensiva o quando sfiora il palo su punizione… Dietro? O mamma;
King 5,5 – appesantito dagli anni e dalle operazioni alle ginocchia;
Assou Ekotto 6,5 – ordinato e pulito negli interventi, prende la traversa;
Lennon 6,5 – migliore in campo per gli Spurs, vivace e a tratti imprendibile a sinistra, costringe Evra a starsene sulle sue;
Sandro 6 – finchè ha birra in corpo guida il pressing molto alto, sembra adatto al trabajo y sudor ma l’effetto dell’alcool termina e lui si ricorda chi è e cosa esattamente fa a White Hart Lane;
Livermore 5,5 – come sopra ma con meno acume;
Modric 5 – nullo;
Adebayor 4,5 – nullo e pure ridacchino… Se fa certe risate coll’arbitro e Rooney… Vabbè;
Saha 5,5 – vivace ma molle;
Defoe 6,5 – a fare meglio dei colleghi ci voleva poco;
Redknapp 5,5 – vederlo comodo in panchina con la faccia rossa mi irrita;

De Gea 7,5 – sembra un altro rispetto a un mese e mezzo fa. Un gatto su tre tiri insidiosissimi che respinge con atteggiamento sbruffone. “Tutto qui? È questa la tua forza?” – sembra dire agli avversari. Sì, De Gea parla da solo… Restate voi a Manchester dopo aver vissuto gli autunni madrileni e come unico amico in città David Silva e Aguero;
Jones 5,5 – l’assenza di Bale gli lascia il pomeriggio libero. Lui fa shopping;
Evans 6,5 – interventi lucidi e mai a sproposito;
Ferdinand 6 – fisicamente sembra instabile ma guida la difesa grazie all’esperienza;
Evra 5,5 – Lennon gli dà più pensieri che il gel dei capelli;
Nani 6,5 – per una volta non è preso dalla foga logorroica dei numeri da foca ma centellina le incursioni. Due, ma letali;
Carrick 6,5 – controlla la zona come il poliziotto di quartiere.
Scholes 5,5 – impreciso;
Young 7,5 – devastante: due gol, raid sulla sinistra… A volte è immarcabile;
Rooney 6,5 – la pratica la sbrigano i compagni, lui sblocca il risultato per dargli una mano;
Welbeck 5 – assente ingiustificato;
Giggs 6 – entra a dirigere il traffico;
Ferguson 6,5 – vittoria importantissima, si è limitato a mettere in campo una squadra con una logica.

Liverpool-Manchester United 2-1

29 gennaio 2012

Reina 6 – non troppo impegnato, fotoscioppa nelle pause di gioco per vedere come sta con i capelli: si sente molto Nicolas Cage, si sente bello, si distrae e su un rilancio la passa a quelli dello United. Ma nun succede gnente, come nei film di Cage;
Agger 6,5 – segna il primo gol. Il presidio destro è solido;
Skrtel 6 – l’impressione è che lo United non lo infastidisca più di tanto per demeriti propri e che non riesca mai a metterlo in difficoltà;
Carragher 5,5 – a sinistra si balla, lui gira a vuoto;
Kelly 7 – si fa notare per la decisione dei tackle e la disponibilità ad attaccare la metà campo avversaria;
Henderson 5,5 – lavoro oscuro nel senso che non lo capisce nessuno;
Gerrard 5 – in evidente difficoltà fisica, Anfield lo sostiene psicologicamente dedicandogli una standing ovation al momento della sostituzione;
Maxi R. 5,5 – mi lamento sempre dello scarso utilizzo dell’argentino ma non ha combinato granché. Sembra inadatto al calcio inglese in cui si picchia senza cattiveria. Invece gli argentini lo fanno solo con cattiveria;
Henrique 5 – il gol dello United passa dalla parte sua: Rafael lo buca e lui si sgonfia;
Downing 6 – di convenienza: non posso continuare a mettere a tutti l’insufficienza;
Carroll 6,5 – diciamo che fino all’88mo era da 4. Poi spizza il pallone per il gol di Kuyt, un assist in perfetta linea con lo stile di calcio britannico di una volta;
Kuyt 8 – praticamente al terzo pallone giocato mette ko il Man U. Capolavoro;
Adam 6 – poco da addebitargli;
Bellamy 6 – anche lui si vede poco;
Dalglish 6 – la vince alla sua maniera: grinta e palle lunghe. Si è preso la rivincita della finale persa del ’96 giocando come nell’86 ma da allora il calcio inglese è andato avanti;

De Gea 4 – mette in mostra una serie di incertezze se non di cazzate impressionanti per un portiere di questo livello: uscite da rivedere, si fa bloccare ingenuamente nell’angolo del primo gol. Sulla rete di Kuyt l’olandese tira forte ma centrale;
Rafael 7 – migliore in campo con la maglia blu da trasferta dei red devils. Incursioni offensive che valgono il gol e le poche volte in cui il Man U si è avvicinato abbastanza per vedere la pelata di Reina;
Smalling 5 – perde Carroll quando il replay sembrava cosa fatta;
Evans 5,5 – malino;
Evra 5 – alla fine i buuuu lo hanno rincoglionito e buca la marcatura su Kuyt, distraendosi per guardare quanto in alto è salito Carroll a spizzare quella palla;
Valencia 6,5 – sembra uno dei pochi davvero vivi e tonici dello United ma i compagni non lo cercano abbastanza;
Carrick 6 – cerca di guidare i varchi e accompagnate il girello di Scholes e Giggs;
Scholes 6 – onore al vecchio campione ma ormai può essere un innesto non un uomo chiave;
Giggs 5,5 – pochi spunti ma non quanto basta per offendere il Liverpool;
Park 6,5 – anche lui vivo e vegeto, segna e cuona un riso alla cantonese per Dalglish ma non basta per cenare;
Welbeck 5,5 – si muove tanto con continui tagli ma i compagni non lo seguono abbastanza;
Hernandez e Berbatov sv;
Ferguson 5 – mette in piedi quello che resta. È incredibile che in giro non ci sia qualcuno da inserire in questa squadra per tappare le falle aperte in quasi tutti i reparti.

E’ tornato Silent hero (e non solo)

10 gennaio 2012

Domenica pomeriggio si è presentato nello spogliatoio dello United, ha messo maglietta e scarpini. Al 14′ del secondo tempo entra in campo al posto di Nani. La sua squadra è avanti 3-1 e gioca 11 contro 10. Sbaglia un pallone, e gli avversari salgono al 2-3. Dalla sua curva parte un coro di sostegno. Alla fine conterà 71 passaggi completati su 73. Non è una storia qualsiasi, è la storia del ritorno in campo di Paul Scholes, l’uomo che dopo 676 partite e 150 gol con la maglia dei diavoli rossi, sempre a disposizione di Sir Alex, si era ritirato lo scorso maggio, dopo la finale di Champions (persa) contro il Barcellona. Entra nello staff tecnico di Fergusson, gioca con la squadra riserve, ma non ce la fa a stare a guardare, chiede al suo allenatore, l’uomo che lo ha cresciuto dalle giovanili a cui approdò a 17 anni, di tornare a dare il suo contributo. E il 70enne Alex dice sì, non perchè è un vecchietto nostalgico dei suoi ragazzi, ma perchè dei 50 milioni di pounds spesi in estate, neanche un penny è andato al centrocampo, dove ha iniziato la stagione con a disposizione Anderson, Cleverley, Carrick, Gibson e Ryan Giggs da buttare in mezzo all’abbisogna. Così, quando Scholesy ha chiesto di rientrare, all’allenatore non gli è sembrato vero. In settimana si erano susseguite voci di un interessamento a Lampard che il tecnico scozzese ha subito smentito. Tanto c’è Paul Scholes, qualcosa vorrà dire. Il “rosso” ha indossato la maglia numero 22, perchè la 18 che è stata sua per 15 stagioni, è di Young. Nella sua prima stagione allo United, Scholes indossò la 24 (dal ’93 al ’95). La stagione seguente prese il 22. Poi fu sempre 18.

Stasera altro ritorno pieno di gloria. Thierry Henry ritrova la maglia dei Gunners e il gol con l’Arsenal nel match di FA Cup contro il Leeds. 10 minuti e segna, dopo essere subentrato a Chamakh al 68′. Barba incolta e leggermente appesantito, finita la partita che vuol dire qualificazione proprio grazie alla sua marcatura (1-0 il risultato finale) corre dai suoi tifosi e si batte la mano sul petto, lì dove pulsa il cuore. Lui se ne era andato nel 2007 per il Barcellona, poi i New York Red Bulls. In tribuna c’era Beckham, chissà se anche a lui viene voglia di tornare. I sogni son desideri…a volte sono semplicemente dei gol.

"Mi sono fatto crescere la barba per nascondere il terzo mento".

Manchester United – Chelsea 1-1, 6 a 5 dopo i calci di rigore

2 gennaio 2012

(Dopo le elezioni alcuni amici dicevano: “Scappiamo in Spagna”. Dico io: "Se devo farlo, andiamo in Inghilterra dove c’è il calcio più bello del mondo")

 

Van Der Sar 8 – prima una zolla amica lo aiuta a stregare Terry, poi para il rigore di Anelka con quella sua tecnica che lo vede in piedi rigido a braccia aperte fino al momento del tiro. Il voto è all’aver ricostruito una grande carriera dopo le delusioni – le papere e le critiche – italiane

Brown 7 – dalla sua parte non passa mai nessuno anche se lui appare sempre incerto. Suo il cross – di sinistro – sul gol dei red devils

Vidic 6,5 – insuperabile, si prende da Drogba lo schiaffo che vale l’espulsione dell’ivoriano

Ferdinand 6,5 – resta in campo coi crampi, da capitano vero, vittima di un calendario impazzito

Evra 7 – al 119’ ancora spinge sulla fascia

Hargreaves 7 – piedi di marmo ma grinta, corsa, fiato e voglia di litigare

Carrick 6,5 – si vede poco, l’uscita di Scholes gli impone il ruolo di regista che interpreta timidamente

Scholes 6,5 – collante e fosforo della squadra. Ci mette pure il sangue. Ispira il duetto sulla destra che vale il gol di Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo 8,5 – il voto è al primo tempo, in cui fa impazzire, a turno, tutti i difensori avversari. Finte, colpi di tacco, tunnel, assist, gol di testa, il tutto consumato con la capacità di un bomber vero. 42 gol in stagione e ha sbagliato il rigore per dimostrare di essere semplicemente un uomo. Continua la leggenda dei numeri sette dello United

Rooney 5,5 – in ombra ma si sacrifica per la squadra

Tevez 7,5 – indiavolato. Magari non si vede sotto porta ma costruisce gioco, pressa gli avversari, allunga la squadra quando serve

 

Giggs 8 – campione d’Europa per la seconda volta nel giorno in cui supera Charlton nella graduatoria delle presenze nello United. Da sogno.

Anderson – il ragazzino alla prima stagione in una grande squadra segna un rigore e vince la Champions

Nani – come sopra

 

 

 

Cech 7,5 – para quello che può nel primo tempo, blocca un rigore. Cosa gli si può chiedere di più?

Essien 7 – nel primo tempo soffre Cristiano Ronaldo, poi nel secondo gioca da centrocampista aggiunto spingendo come un forsennato e cambia la gara

Carvalho 6 – difensore tosto che recupera con la grinta i limiti fisici. Cerca di azzoppare il compagno di nazionale Cristiano Ronaldo per vendicarsi delle beffe che il portoghese si fa di lui e degli altri con i suoi giochetti. Se lo rompeva volevo vedere se poteva rientrare in patria.

Terry 8 – gioca da campione, blocca quando è l’ultimo baluardo. Sbaglia, per uno scivolone, il rigore decisivo. Piange da uomo vero, la delusione gli resterà dentro per sempre ma nella vita c’è di peggio… si può essere della Lazio (o del Tottenham) ad esempio

Cole A 6 – un po’ più aggressivo del solito ma rimane lontano dagli standard che avevamo conosciuto quando era all’Arsenal

Makelele 7 – un autentico muro davanti la difesa

Cole J 5,5 – non dà il contributo tecnico che ci si attende da lui

Ballack 6,5 – faro del centrocampo che si vede quando serve

Lampard 7 – gioca a tutto campo, segna il gol grazie a un paio di rimpalli fortunati ma si conferma uno dei centrocampisti migliori della sua generazione

Malouda 6 – un po’ in ombra, non riesce a sfondare dalla parte di Brown.

Drogba 6,5 – il voto è fino al momento in cui sbrocca. Se viene in Italia al fantacalcio me lo compro sicuro sperando che la Canalis non gli fiacchi le gambe

Anelka 5 – secondo me è sempre stato uno dei giocatori più sopravvalutati del calcio contemporaneo. Però capita di sbagliare un calcio di rigore (e non è da questi particolari che si giudica un calciatore)…

Kalou 5,5 – egoista

Belletti – entra per tirare il rigore e lo segna

 

Gli altri voti

5 allo studio Rai come al solito affetto da moviolite da cronica. Ma che ce frega? 4 a Varriale usa la postazione da bordocampista per fare un commento aggiunto. Il primo intervento per dare una notazione veramente da bordo campo la fa al 52mo. 3 a Dossena che un paio di volte ha chiamato Rolando Cristiano Ronaldo; 2 a Galeazzi che ormai non ha più il fato per parlare in tv.

10 a due squadre che hanno avuto bisogno di 38 giornate di campionato e 14 rigori per stabilire che fosse il migliore. Quest’anno è stato lo United ma ieri sera il calcio ha dimostrato perché è lo sport più bello del mondo.

 

Manchester United-Blackburn Rovers 2-3

31 dicembre 2011

De Gea 4 – sembra un ragazzino spaurito. Innocente sui primi due gol ma il terzo… Rimbalza su Henley come una mosca sul vetro;
Rafael 6,5 – si propone avanti, dimentica di coprire dietro ma non è un Cicinho qualsiasi;
Carrick 5 – chissà se li aveva fatti tre gol il Blackburn in una sola partita… Lui non è un difensore e si è visto;
Jones 5,5 – meglio a sostegno del centrocampo che nel cercare di fermare gli avversari;
Evra 5,5 – gioca più avanti che dietro. È uno dei tanti a mettere in mostra un taglio di capelli imbarazzante che manco se lo avesse creato Sweeney Todd;
Valencia 5,5 – dura quindici minuti, dall’inizio della ripresa fino al 62mo, minuto del pareggio di Berbatov. Poi finisce la bombola di ossigeno e resta spiaggiato sulla trequarti dei Rovers;
Park 6 – è l’unico che sembra avere un’idea precisa di come condurre la partita, ma se la tiene per sè;
Nani 5 – sembra preso dal virus dell’onnipotenza. Non ne combina una giusta ma continua imperterrito a sbagliare. Così confuso che Sweeney Todd gli disegna una N sui capelli. Si dovesse scordare come si chiama…;
Hernandez 5 – si muove a vuoto, non conclude molto, è l’uomo meno indicato per fare gioco;
Berbatov 7 – suona la riscossa, segna due gol. Giornata rovinata da Hanley e quella sfumatura di capelli troppo alta;
Wallbeck 4 – struscia due palloni, male;
Anderson 6 – accende la luce ma anche lui dura poco. Con la cresta come Hamsik;
Keane sv – salva sulla linea un tiro di Jones che poteva valere il pareggio ma sarebbe ingiusto gettargli la croce addosso;
Fergusson 6 – non poteva fare di più. Peró all’ospedale dove sono ricoverati gli infortunati dello United si divertono a giocare nell’orario di visita;

Bunn 6,5 – mica male, blocca qualche situazione scabrosa;
Lowe 6 – soffre la coppia Evra-Nani, ma non troppo;
Samba 7 – a occhio, sembra sprecato a prendere freddo a Blackburn. Difensore roccioso, procura anche il rigore;
Hanley 6 – alza il muro, poi mura De Gea e ribadisce in rete il 3-2. Al rientro, delle vergini saranno offerte all’eroe del 31 dicembre 2011 quando l’ultima in classifica sconfisse la prima, il Man U di Sir Alex nel giorno del suo 70mo compleanno;
Henley 5,5 – Valencia gli dà qualche grattacapo;
N’Zonzi 5,5 – con un nome così potrebbe giocà nella Lazzie;
Petrovic 6 – cerca di cucire gioco e caviglie;
Rochina 5 – completamente inutile;
Formica 6 – si chiama come un noto comico scomparso durante il 2011. Lui scompare nel 2012;
Yakubu 6,5 – ha una palla, la sfrutta per il 1-2, poi tiene alta la squadra quando può;
Petersen 6,5 – si sacrifica, ha poche occasioni per dare qualità;
Morris 6,5 – è un classe 1991, allunga la squadra con degli affondo niente male sulla sinistra;
Slew e Goodwillie sv
Kean 7 – criticatissimo a Ewood Park, e pensare che Sir Alex gli aveva dato sostegno nella conferenza stampa pre-partita. Lui ha risposto rovinandogli il compleanno. Ingrato.

Manchester United-Newcastle 1-1 (C’è chi non tira mai ma gli regalano un rigore, sono bianconeri, e li odio, manca il finto capellone in panchina)

28 novembre 2011

De Gea 6,5 – spaurito come un agnellino mandato al macello, salva la squadra con un intervento in cui c’è il riflesso da gatto. Vai un po’ a capire se è agnello o gatto;
Fabio 6 – forse è entrato il gemello sbagliato… Fabio… Rafael ma so’ brasiliani o de Tor de cenci?
Vidic 6 – più le palle che gioca in attacco che quelle che sbroglia in difesa;
Ferdinand 5,5 – il suo è l’intervento incriminato che ha mandato su tutte le furie sir Alex. Non ha commesso fallo ma è comunque insufficiente. Da quando ha incontrato la tettona ha perso il senso dell’intervento su un pallone solo per volta…;
Evra 6 – spinge ma non sfonda;
Young 5,5 – dovrebbe dare il cambio di passo, invece… prova solo a cambiare di fascia;
Carrick 6 – presente in ogni punto in cui serva mettere una toppa, ma in quella zona serve anche creatività;
Giggs 6,5 – sir Alex lo piazza al centro del centrocampo, sperando che inventi qualcosa. A 38 anni, qualche spunto in velocità, di più non può;
Nani 5 – irritante per come scelga sempre la cosa più difficile da fare e la sbagli, immancabilmente;
Rooney 5,5 – lo vedo male, preoccupantemente male;
Hernandez 5 – almeno ci prova a tirare verso la porta avversaria ma sbaglia sempre. Poi un difensore del Newcastle gli rinvia addosso e segna. Quando dicono predestinato;
Macheda sv – un colpo di testa abbondantemente a lato per dire “c’ero anch’io”;
Smalling sv – solo per recuperare 30 secondi… sir Alex le prova tutte;

Krul 7,5 – mi sono appassionato alla storia di Tim. Classe 1988, tra i lazziali è diventato una leggenda perchè sostengano abbia tolto il posto in nazionale a Stekelenburg. Ha giocato un’amichevole a giugno (Stek infortunato) e l’ultimo match delle qualificazioni con Olanda già abbondantemente in Ucraina. Pensate che ha esordito con la maglia del Newcastle a Palermo, in Coppa Uefa, era il 2007. Poi infortuni, prestiti, oggi è il titolare della porta di St. James’ Park. Bel portierino, con un nome degno di una bevanda alcolica che si beve a Natale nel nord Europa. Insomma, i caciottari tifano pure Newcastle;
Simpson 7 – dente avvelenato perchè Sir Alex, qualche anno fa, lo scartò, mette in piedi una gara di acciaio e nervi e un salvataggio sulla linea. Tiè;
S.Taylor 6 – lo sguardo ricorda quella di Palla di lardo in Full Metal Jacket. Un paio di interventi in salvataggio. A Newcastle è una bandiera, è come mettere su una squadra per Dexter;
Coloccini 6 – non brilla, non fa casino, si nota per la chioma. Ennesima prova che i capelli valgono più dei meriti. Ditelo a Conte;
R.Taylor 5,5 – tenace, tignoso e probabilmente ubriacone;
Obertan 6 – altro scarto della Cantera di sir Alex. Si capisce perchè, ha una sola finta a disposizione, la logora, con risultati alterni;
Cabaye 5 – questo è uno scarto di quando nel nord dell’Inghilterra si compravano calciatori francesi a pacchi. Qualcuno ha preso Petit ed Henry, altri Sibiersky e Cabaye;
Guthrie 6 – dovrebbe essere la luce del centrocampo, è una lampadina di quelle che consumano poco, pochissimo;
Jonas 4 – il capolavoro lo fa alla fine, quando stordito dalla stanchezza e già ammonito, si precipita in campo da oltre la linea laterale dove lo stavano rimettendo in piedi dopo i crampi, senza aspettare il placet dell’arbitro e aggredisce un avversario. Espulso, rimette in gioco lo United. Ma i Red devils sono più cotti dell’argentino e non sfondano;
Ben Arfa 4 – lo ricordo pitturare magie con la maglia del Marsiglia. Ora sembra un bambino dell’asilo nido che cerca di disegnare mamma, papà e la casa;
Ba 6 – gli do la sufficienza ma in effetti, fa poco;
Perch sv – scusate, non l’ho visto. C’era?
S.Ameobi sv – entra per fare a sportellate. Si adatta a fare legna quando Jonas Gutierrez si fa cacciare;
Lovenkranz sv – squadra di fabbri, lui ci sta bene. Ed è un attaccante. Pensate che panorama desolante.

Manchester United-Chelsea 3-1

19 settembre 2011

La lezione di Ferguson a Villas Boas

De Gea 6,5 – salva tre situazioni scabrose come quella su Ramires praticamente a porta vuota ma certe incertezze su palloni più tranquilli hanno contribuito a creare intorno a lui un clima di dubbio;
Smalling 6,5 – si fa male ma per un’ora è insuperabile, ha anche segnato il gol di apertura;
Evans 6 – il Chelsea crea, lui è un poco timido;
Jones 6 – tonico e pulito negli interventi;
Evra 6 – attento a non scoprirsi troppo;
Nani 7,5 – un uragano sul Chelsea. Due suoi affondi creano più scompiglio di un Tarantini al telefono;
Anderson 5,5 – in ombra, dovrebbe dare un di più al centrocampo ma si limita al compitino;
Fletcher 6 – è come il sedano o la carota: a sentirne il nome pensi di poterne fare a meno ma è essenziale per un sugo ben riuscito;
Young 6 – a sinistra è prevedibile perché si ostina a puntare e rientrare sul destro. Credo che non avesse troppa voglia. Strappato all’iPad?
Rooney 6,5 – ne fa uno ma due ne sbaglia. Sembra una partita stregata;
Hernandez 5 – superfluo come tutti quegli oggetti in porcellana che tanto amano le nostre nonne ma non si sa bene a cosa servano;
Carrick sv – l’uomo che non c’era infatti non sono poi così sicuro che sia entrato o se l’ho sognato;
Valencia sv – come Taddei, Ferguson lo schiera terzino;
Berbatov sv – mangia un gol fatto e finito. Aveva fame;

Cech 5,5 – secondo me il virus misterioso lo ha preso dal berretto da rugbista;
Bosingwa 5 – non spinge e potrebbe perché dalla sua Young sembra non essere in giornata;
Ivanovic 5,5 – finalmente un allenatore, senza voglia di poesia, lo mette lì dove il fisico e la tecnica lo porta: al centro della difesa. Poi fa ride’ ma è un altro discorso;
Terry 5,5 – fa il vago e pubblica un comunicato stampa per dissociarsi dalla sconfitta ma all’Old Trafford c’era pure lui;
Cole A. 5 – Nani lo ara. Più volte e più volte;
Ramires 5,5 – sbaglia un gol fatto ma i suoi sono gli unici piedi che verticalizzano;
Meirelles 5.5 – completamente inespressivo, come un Ronn Moss qualsiasi:
Lampard 4.5 – non c’era… O sì?
Sturridge 5 – completamente svanito tra l’erba dell’Old Trafford;
Torres 5 – non gioca male, anzi. In più di una occasione sembra tornare quello di un tempo ma poi all’83 manda in tribuna il gol che avrebbe riaperto la partita. What a waste of money cantavano;
Mata 6,5 – partita di spunti e qualità ma nel secondo tempo si eclissa;
Anelka 6 – si vede che ce l’ha con i compagni, la passa sempre in ritardo;
Lukaku 5 – prendere uno così – una montagna di muscoli e potenza- e metterlo a 25 metri dalla porta defilato ricorda la tracotanza di prendere Osvaldo e Borriello e fare altrettanto;
Mikel sv – certo che se perdi 3 a 1 e fai entrate ‘sto armadio a tre ante stai messo peggio di Gasperini sabato sera.

Manchester-Londra 13 a 3

29 agosto 2011

Manchester umilia Londra. Dopo il 3-0 dello United al Tottenham, gli Spurs hanno pensato bene di prenderne 5 dal City, con Dzeko mattatore con 4 gol.

I Red devils hanno passeggiato sui resti dell’Arsenal che tra infortuni e gestione francamente sconcertante ne ha presi 8, togliendomi il peso dei 7 gol che prese la Roma all’Old Trafford.

Lavorassi in UK vorrei tanto chiedere a Wenger quando pensa di reinvestire i soldi incassati dalle cessioni, spendendoli, per una volta, in giocatori fatti. Persi Clichy, Nasri e Fabregas la rosa si è fortemente impoverita.

Sicuro mercoledì sbarcano all’Emirates due francesi di 19 anni e un belga di 20 pagati uno sproposito.

This is England: Manchester United-Tottenham 3-0

22 agosto 2011

Accanto ai nomi dei giocatori dello United scrivo l’età, così… per cultura generale

De Gea (21) 6 – viene da un paio di papere dopo essere stato preso e strapagato in estate dall’Atletico Madrid. Sostituisce uno come Van Der Sar, che all’Old Trafford è una leggenda, pensate un po’. Be’ addirittura il pubblico lo appalude e lo sostiene, niente pernacchie o fischi o inseguimenti in motorino. Lui risponde con semplici interventi in sicurezza, malgrado l’aspetto con i capelli a banana e la barbetta da fighetto che il sabato sera si va a ubriacare al pub sottocasa. Lui il pub ce l’ha all’Old Trafford. E sono storie.
Smalling (22) 6 – dalla sua parte c’è Bale. Lui lo ignora convinto che debba essere il gallese a dover salutare per primo.
Jones (19) 6 – 19 anni, una stagione vera al Blackburn, Sir Alex lo vuole e lo paga 20 milioni di pounds. Chissà se Fergusson ha il suo privato Marione radiofonico che gli dice che lo ha pagato troppo.
Evans (23) 6 – serata tranquilla che fa numero: alla sua età ha 89 presenze in uno dei club più prestigiosi al mondo. Alla faccia di Bertolacci che gioca a Lecce.
Evra (30) 5,5 – ecco uno che, con l’aria che tira rischia una riforma delle pensioni e il ritiro anticipato.
Young (26) 6 – un bel numero di affondi sulla fascia per far capire che non veste questa maglia per caso.
Anderson (23) 5,5 – aho, a me nun me piace, gioca nascosto dietro le gonne di Cleverley e Rooney, senza personalità. Poi va in profondità e segna, tanto per smentirmi.
Cleverley (20) 6,5 – giovane della “cantera” mandato a spasso per Albione a farsi le ossa. E ce le ha dure, le ossa.
Nani (25) 7 – pochi palloni giocati da fuoriclasse. Peccato per quella pessima pomata che passa sui capelli prima di entrare in campo.
Rooney (26) 7,5 – difende, cuce il gioco, fa da chioccia ai giovani, lui che di certo non è vecchio ma ha l’esperienza del veterano. Un giocatore clamoroso.
Welbeck (21) 7,5 – che poi sono sicuro che se questo va alla Samp la fa retrocedere come Macheda ma stasera sembrava il fratello alto di Messi.
Hernandez (23), Park (30), Giggs (non pervenuto) sv

Friedel 6,5 – ne prende tre quando finisce l’ossigeno del respiratore che, a 40 anni, deve mettere vicino al palo per giocare.
Walker 6 – a sentire Capello è il terzino del futuro. Del futuro, peró, non certo di stasera.
Kaboul 5,5 – ha un none battagliero ma sembrava una massaia al cospetto della coppia di attacco di Fergusson.
Dawson 6 – meno peggio del compagno, buon tempismo negli interventi, un po’ macchinoso.
Assou-Ekotto 5 – ha un nome che a pensarlo lui intanto ha passato la palla. Non attacca e resta dietro, a contare le consonanti del suo cognome.
Lennon 4 – completamente rincoglionito. Ci manca poco che Van der Vaart lo rincorra per picchiarlo.
Livermore 5 – un pugile suonato. Ciondola a metà campo aspettando il gong.
Kranjar 5 – prova a metterci qualità. Meglio che vada a mettere la bustina del the nell’acqua calda.
Bale 5 – talmente in ombra che i fili d’erba si scansano per vedere la luce dei riflettori.
Van der Vaart 5,5 – prova a giocare tra le linee ma ce ne è sempre uno che lo va a prendere.
Defoe 5 – davanti aveva un manipolo di ragazzini ma è lui a fare la figura del principiante.
Pavlychenko, Huddlestone e Corluka sv


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