Le pagelle di Torino-Roma 3-1 (8’ Belotti, 52’ Iago Falque, 55’ Totti, 65’ Iago Falque)

26 settembre 2016
roma calcio corsa immagini foto

Tutti a casaaaaaaaaaaa

Una squadra senza carattere sbatte contro un Torino tutto volontà e determinazione. Tre pappine e a casa. Torino-Roma 3-1. Senza parole.

Roma

Szczesny 7 – poro Coso, parafrasando Bruce Willis dello spot vodafone… prende… prende… prende gol da tutte le parti e non bastano quelle che para, a Torino almeno 3. Salvatore;

Florenzi 5- questo nuovo modo di calciare i corner di cui è testimonial è frutto di un’indianata davanti alla playstation finita male;

Manolas 5,5 – stavolta il destino bussa alla porta con il pugno pesante di un ragazzetto che te beffeggia con l’esultanza del gallo. Mama take this badge from me/I can’t use it anymore/It’s getting dark too dark to see/Feels like I’m knockin’ on heaven’s door. Canta Kostas, Kanta;

Fazio 5 – prova a fa er Totti co’ lancio go’ pe’ Geko. In occasione dell’1-0 è miglior attore protagonista con Peres nella scenetta “Prendi quello”, “No prendilo tu”, i due si scambiano indicazioni e intanto Belotti segna;

Peres 4 – l’unica occasione in cui lo vedi in difesa è sui calci d’angolo nostri. Allora sì che se mette in disparte, ultimo uomo, se nasconde dietro la testona di Strootman e spara i cartoccetti a Spalletti. Patetico in occasione dell’1-0, Belotti lo indica, mica je va addosso;

De Rossi 4,5 – se vede che è baldanzoso e arrogante come quando ha rimorchiato la Felberbaum… Al minuto tre sombrero e tiro sulla fila zeta della curva dello stadio Grande Torino. All’intervallo, resta negli spogliatoi ad interrogasse sulla natura della gravità che c’ha fatto calà le palle a guardà sta Roma;

Strootman 5 – in campo ha finito le parolacce. Ora valuterà nuove forme di espressione con i compagni, tipo il taekwondo;

Salah 4 – sembra un po’ scarico, forse indice di un disagio che oltre a provare lui, ce fa provà a noi;

Nainggolan 4 – me sa che se sta a impegnà al massimo per abbassare la valutazione di mercato… De sto passo, la Roma a gennaio lo dà via per 15 euro compresi i ciuccetti. Roba da cineserie… Voi vedé che mo se fa sotto er Guangzhou?

Perotti 5 – rimannamolo a fa la preparazione co’ Gasperino er carbonaro. Un fantasma rispetto a quello della passata stagione;

Dzeko 5 – subito un’occasione sciupata col classico lancio, stavolta di Fazio, su cui non riesce a trovare il tempo dell’intervento. Una cosa che gli capita spesso, gli manca sempre uno per fare 31, anticipato, rimpallato, in ritardo, in anticipo. Nel resto dell’incontro è riuscito a far fare due parate in mezz’ora ad Hart. All’ex portiere del City un’impresa simile non riusciva da quando giocava nei pulcini;

Totti 5,5 – stavolta la luce non si accende. Almeno un altro gol da ricordare in una partita da dimenticare;

El Shaarawy 5 – entra ma, in effetti, bisognava stare proprio attenti domenica a Torino per accorgersi di lui. Se ne è accorto poi il poraccio che Elsha ha tamponato sulla Pontina a notte fonda;

Paredes sv – gioca poco ma si vede che il suo fosforo sarebbe stato utile. Il fatto che, con lui in campo, riusciamo fare quattro passaggi di fila è un’indicazione che certamente a Spalletti non sfugge;

Spalletti 4,5 – nun difendemo e nun sapemo tirà. il resto tutto apposto.

Torino

Hart 6,5 – qualche intervento facile facile;

De Silvestri 6 – mura facile Peres;

Rossettini 7 – non riesco a capire come, fino ad oggi, Mihajlovic gli abbia preferito Bovo che, sappiamo, non è mai stato un difensore. Preciso, puntuale, tempestivo nelle chiusure, pericoloso sui calci d’angolo e tutte le palle inattive. Sinisa doveva rinsavire improvvisamente proprio contro di noi;

Castan 6,5 – ex avvelenato numero 1, sta lentamente tornando. Lentamente;

Barreca 6,5 – due chiusure decisive su Florenzi

Benassi 5,5 – non si vede molto, praticamente il Torino ci strapazza 10 contro 11;

Valdifiori 6 – nel primo tempo Nainggolan riesce a limitarlo, nel secondo gode di libertà inimmaginabili, va ad escort e maramaldeggia nella nostra metà campo;

Obi 6 – piazza il cross dell’1-0, in un’area in cui tra Fazio e Peres avevamo lasciato libero l’attaccante più pericoloso del Toro;

Boyè 7,5 – corsa, tecnica, determinazione, credo il Torino abbia trovato un pezzo di gioielleria da vendere a caro prezzo;

Belotti 7,5 – è un vero gallo impertinente, segna, dà fastidio ai difensori, simula, è un paraculo, segna… Molto di più di quello che facciano tanti altri;

Iago Falque 7,5 ex avvelenato numero 2. Mette in campo le qualità che avevamo conosciuto, sporadicamente a dire il vero, a Roma. Non è certo Dybala, ma per la squadra è un contributo onesto, dal rendimento costante su cui fare affidamento. Soprattutto, è uno di quei preziosi giocatori offensivi che danno una mano al compagno in difficoltà, rientrano quando devono, menano quando possono. Siamo proprio sicuri che non ci sarebbe servito?

Baselli 6 – entra l’uomo senza coglioni;

Zappacosta sv – manca poco che segni perfino lui;

Martinez sv

Mihajlovic 6,5 – ex avvelenato numero 3. Se il suo bilancio da tecnico contro la Roma è di 2 vittorie, quattro pareggi e sette sconfitte, va detto che nelle ultime 4 ha collezionato 2 vittorie e due pareggi. Pure Sinisa c’ha preso le misure…

Le pagelle di Roma-Crotone 4-0 (26’ El Shaarawy, 37’ Salah, 48’ e 57’ Dzeko)

22 settembre 2016

La Roma spezza le reni allo squadrone arrivato dalla Calabria. Passiamo oltre, grazie.

roma-crotone

Szczesny 7 – semo riusciti a fargli fare due paratone e respingere un rigore anche contro il Crotone;

Florenzi 6,5 – tutto sombrero e colpi di tacco, gioca col senso estetico di Dalì, provocatorio e bello. Manca solo che spunti fuori Amanda Lear;

Manolas 6 – il Crotone è poca roba. È un caso che metta fuori la testa quando manca lui? Io non credo;

Fazio 6 – terza partita consecutiva per il Governatore, messo in mezzo nel tridente delle s (Manolas, Peres, Paredes), tiene poi quando tutti intorno a lui mollano, si ritrova da solo contro i marosi di Calabria;

Peres 5,5 – incontra Florenzi sulla tangenziale della sostituzione, compie alcune discese imperiose che non portano a niente, mentre invece due o tre palloni velenosi che ha perso potevamo pagarli cari;

Paredes 6,5 – il Crotone non pressa come ci si aspetterebbe e lui ha il tempo di dipingere regia;

Strootman 7,5 – who you gonna call? Kevinone! Pronto ad andare in soccorso di tutti i compagni, gioca orizzontalmente su tutta la linea di centrocampo, correndo in soccorso di Florenzi e Peres e non disdegnando di coprire la zona centrale della difesa. A metà primo tempo, dopo un’incursione sulla sinistra del Crotone, ha tuonato talmente forte richiamando l’attenzione dei compagni; sentendolo in Campidoglio, la Raggi si è ricordata che aveva un appuntamento con Malagò;

Salah 7 – Corri Forrest corri, un gol, un assist, e tante iniziative che contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo della sconfitta altri, p almeno qualcosa che gli si avvicini molto nella maggior parte dei casi

Totti 6,5 – strappa applausi con alcune grandi aperture. Prima era bellezza ora è pura e spietata efficacia, come Alien;

El Shaarawy 6 – gioca un tempo. Scongelato da Spalletti in tempo per entrare in campo, prima segna, poi fa l’assist per Salah. Nel secondo tempo torna a dormire il sonno profondo dell’ibernazione, coccolando i capelli a punta per ninnarsi;

Dzeko 6,5 – un tempo da imbalsamato, nell’intervallo nonno Totti gli dà un goccetto dell’elisir Ceregumil. Torna in campo e purga due volte. Non gli capitava dalla prima notte di nozze;

Iturbe 6 – si presenta con un occhio nero. Credo che Strootman gli abbia spiegato un paio di concetti metafisici dopo Firenze. Il voto è all’impegno: per lui al momento non potrebbe essere altrimenti;

Jesus 5 – entra lui, sale di tono il Crotone;

Emerson sv

Spalletti 6 – vabbé non serve Mourihno per battere sto Crotone. Serve un politico per giocarsi Totti la sera che te lo puoi guardare in campo per novanta minuti, senza problemi. Paraculo.

Cordaz 5,5 – non sembra un portiere di calcio, ma uno di quegli ometti palestrati che negli spogliatoi delle palestre ti si avvicinano con fare complottista offrendoti integratori e aminoacidi;

Sampirisi 5 – riesce a far fare un figurone a El Shaarawy, non gli riusciva da cinque mesi – a Elsha mica Sampirisi;

Claiton 4,5 – e questo è la colonna del Crotone. Dzeko se lo pappa con l’ovetto sbattuto fresco della mattina;

Ferrari 5,5 – il meno peggio del pacchetto difensivo calabrese. Infatti, se lo sono già venduto al Sassuolo;

Ceccherini 4 – Salah lo fa piccolo piccolo;

Rohdén 5,5 – il migliore del centrocampo e Nicola lo sbatte sulla fascia. Previdente;

Crisetig 4 – inesistente

Salzano 5 – prende un palo quando la Roma è uscita prima per correre all’anteprima di Alla ricerca di Dory;

Capezzi 5,5 – due buone occasioni sul finale;

Palladino 4,5 – sbaglia il rigore che mi regala un bel +3 a fantacalcio;

Falcinelli 5 – attaccante di bell’aspetto, non è stato bello vederlo implorare Palladino di fargli tirare il rigore e Palladino che, a 15 centimetri, faceva finta di non sentirlo come quelli che non vogliono dare l’elemosina a un mendicante;

Nalini e Martella sv

Stoian sv – sembra quello brutto dei Village People;

Nicola 5 – co’ sta roba che ha a disposizione, prendere punti a Roma era una mission impossible.

Le pagelle di Fiorentina-Roma 1-0 (84’ Rizzoli)

20 settembre 2016

La Roma esce sconfitta dal Franchi: rete di Badelj con un tiro da fuori area sulla cui traiettoria Kalinic in fuorigioco allarga le gambe per far passare il pallone. Intanto Dzeko miope continua a fare danni.

dzeko roma immagini foto gol

Szczesny 7 – a inizio secondo tempo compie una paratona su Milic, poi sul colpo di testa da due metri di Kalinic, lasciato colpevolmente solo da compagni, si fa trovare dove sarebbe dovuto essere. Cade per un maligno scherzo del destino, su un tiro da 20 metri come accaduto contro l’Inter qualche mese fa, con un avversario in fuorigioco che gli nasconde la palla, palo e rete. Ha meditato tutta la notte vicino a una tazza, non di caffè;

Florenzi 6,5 – si vede che alle lezioni del Capitano è stato attento perché sciorina due o tre lanci oltre la linea difensiva viola che pescano col goniometro Dzeko, al 21esimo crossa una punizione dai trenta metri che con Tatarusanu in porta è sempre meglio tirare tutta la vita sperando nel miracolo, poi è protagonista nell’azione del palo di Nainggolan;

Manolas 7,5 – gran recupero su Ilicic, parte mento alto come Michael Johnson e se lo riprende con il record mondiale sui 70 metri. Forse sono arrivati i buoni pasto di Sabatini. E il bonifico;

Fazio 6 – catapultato in prima squadra dai miracoli di Jesus, che ha resuscitato attaccanti morti fino all’altro ieri, il Governatore sembra più a suo agio rispetto alla trasferta di Plzen. Calato perfettamente nell’atmosfera del Jobs Act, si inventa centravanti sul finale di partita. Contratto a progetto da Governatore;

Peres 5,5 – parte lancia in resta tagliando il campo da sinistra a destra… Un po’ come D’Alema e Renzi. Quando non lo fa, resta il fatto che di sinistro non sa crossare. Urge aggiornamento della app Cross;

Nainggolan 5 – a metà primo tempo sta ancora nel sottopassaggio a fumà la sigaretta. Poi scendere in campo, ma puzza di tabacco e passa quasi tutto il secondo tempo a fasse ‘na doccia, poi all’improvviso spunta nell’area de rigore viola coi ciuccetti biondi e abbatte il palo come i boscaioli finlandesi abbattono alberi;

De Rossi 6 – minimalista, gioca a due tocchi, cerca di evitare di entrare in contatto con il prossimo. Sbaglia due o tre pressing a centrocampo;

Strootman 7 – lui dice che ha sbagliato tre o quattro passaggi ma io non me li ricordo proprio. Più sta bene più cresce la voglia di rissa spiccia in mezzo al centrocampo, le botte se le va a cercà, getta il cuore oltre l’ostacolo insieme alle tibie degli avversari;

Salah 5,5 – l’impressione è che senta solo sulla fascia a cercare l’uno contro uno negli spazi. Si vede che brama la compagnia di Gechetto con cui dialogare o le allegre improvvisate di Florenzi che quando arriva bussa coi piedi. Sull’esterno si sente solo e si deprime e lo sapete un egiziano depresso…

Dzeko 5 – se ne magna due gol clamorosi che mannaggia la sbomballata ormai ha definitivamente costretto tre quarti città e quasi tutto l’etere romano a cerca di capire come abbiamo fatto a prendere il fratello bravo di Mario Gomez. Perché il ragazzo si applica: movimento, passaggi, fisicità e fin qui assist e rigori ma quanto a segnà… Manco a dì che nun je la passano, perche, obiettivamente, le occasioni le ha avute;

Perotti 5 – secondo me Diego ha un problema tecnico molto importante: non scopa. Si vede che non corre leggero come una gazzella. Sempre attento e pieno di premure, Sabatini ha pure portato da Londra il suo Dominatore, il Governatore Fazio, ma per ora niente, la Sottomessa è triste;

El Shaarawy 6 – lui invece se vede che è bello leggero in campo. Peccato che anche lui è impreciso al tiro. Che cazzo, è proprio un caso di gechite ocuta e si sta propagando;

Totti 6 – quando la palla esce dall’area di rigore e si dirige verso il 10 di Solero vestito, ho pensato, per un attimo, che ce la risolvesse lui per l’ennesima volta, alla faccia dei Rizzoli, guardialinee e chi più ne ha più ne metta. Posso solo dire, che tanti anni fa, fece bene a mandare a cagare ripetutamente Rizzoli;

Iturbe sv – ora mai è un x-files, un mistero più fitto dell’Uomo che fuma. I want to believe anche se ormai è più tondo del disco volante del poster di Mulder;

Spalletti 6 – stavolta non sbaglia formazione e la Roma non demerita, punita da un palo-gol (in fuorigioco), un rigore non dato e un palo-fuori. Resta che lo vedo nervoso e soprattutto bisogno di spiegare per filo e per segno tutto quello che fa e tutto quello che non va. Ha imparato a essere così espansivo dai russi?

 

Tatarusanu 6,5 – sono sincero: non ho capito se la tocca sul tiro di Nainggolan. Certo è, che se è capitato, è stato un caso: quel tiro era un missile terra-aria;

Tomovic 6 – protagonista in occasione del rigore non dato, vivrà per raccontarlo, come migliaia prima di lui;

Gonzalo 7 – a un certo punto interviene da solo contro tutto l’attacco giallorosso in almeno tre occasioni. Superpoteri;

Astori 6,5 – lavoro più oscuro ma di certo non meno importante;

Tello 6 – quando si accende, è pericoloso;

Sanchez 6,5 – ammazza che presenza fisica, pare Kevin;

Badelj 6,5 – bel tiro;

Milic 5,5 – scende con circospezione, protagonista di una bella discesa conclusa da un gran tiro parato da Coso;

Ilicic 5 – tante piroette che pare de sta alla Scala e invece stamo a vedè na partita di pallone;

Borja Valero 6 – regia un po’ pigra. Alla Roma era perfetto;

Kalinic 5 – una grande occasione, sprecata;

Bernardeschi 6 – si vede che quando entra ha fretta di tornare a letto dalla sua bella;

Bla bla car sv

Sousa 6 – nel dopo partita si accredita di una vittoria che francamente non meritava.

Viktoria Plsen-Roma 1-1 (3′ Perotti, 11′ Bakos)

16 settembre 2016

Le ciminiere delle fabbriche di birra si stagliano nel cielo mentre la Roma gioca a Plzen nella prima sfida dell’Europa League 2016-2017. Il pensiero corre a Maicon… ed è già tornato (il pensiero, non Maicon)

Alisson 6,5 – dopo una giornata uggiosa e una partita all’ora in cui i sogni prendono l’aperitivo e le persone che muovono il PIL, soprattutto a Roma, ancora stanno a lavorà per permettere a tanta gente de sta a casa sur divano tutto il giorno, voglio farmi prendere dalla positività circa questo ragazzone brasiliano che ha sfidato il mondo e ha deciso di fare il portiere nella patria dei trequartisti e dei trequartisti che giocano terzini. A lui lo hanno messo in porta… ci sarà un perché… Però non ha sfigurato: sicuro nelle uscite, ha preso un bel colpo di testa avversario al 22esimo del primo tempo. Sul gol, non credo si debba accollare a lui;

Peres 6 – libero come un murales di Banksy, fa il disegno che vuole sul prato della Doosan Arena. Di regola dovrebbe stare a destra, ma lui non si fa catalogare e travolge tutto l’arco costituzionale. Lo trovi spesso al centro, nel ruolo di mezz’ala e quando riescono a innescarlo con un rapido dai e vai allora per circa 15 metri so dolori, ma quando arriva sulla trequarti arriva l’atroce dubbio: che fare? Tirare? Essere o non essere?

Manolas 6,5 – si vede che sta incazzato perché i buoni pasto promessi da Sabatini non arrivano e lui ha il dubbio se si può permettere la torta di compleanno per il nipotino. Così decide di mettere la playlist Anarchy in the UK, fa reparto a sé, nel senso che si mette dove je pare anche a costo di rimetterci l’osso del collo per intercettare un pallone. Perché nun se passa proprio perché semo abbastanza incazzati;

Fazio 5,5 – er cognome mette simpatia, te aspetti de vede spunta da sotto la scrivania la Littizzetto, poi quello sfrontatezza nell’accollasse tre Europa League in bacheca, anche se praticamente ha giocato da protagonista solo in una delle tre sembra una sfrontatezza degna di un romano. Poi però lo vedi in campo e pensi “Ma rispetto a Spolli, a che punto stamo?”. Nun sarà Spolli, ma famoje fa serenamente il quarto difensore…;

Jesus 4 – simbolo del mercato dei bot e i titoli di stato, preso per un’operazione da partita doppia con l’Inter tanto per far girare 9 milioni, perché non posso credere che Sabatini (o peggio Spalletti) ignorasse quello che ogni tifoso dell’Inter sa già, ogni fantacalcista già sa.. Che questo è un pippone e si merita di essere crocifisso a piazza San Pietro. Il problema è che dopo tre giorni te lo ritrovi a Trigoria (cit. Luca D.);

Nainggolan 5,5 – ao, per tutto il primo tempo pareva de sta in dieci. Poi compare nell’azione del palo, poi sparisce di nuovo. “Chi ha fatto palo?”. “Boh, pare Nainggolan, ma nun stava a Roma?”;

Paredes 6,5 – molto bene e lucido ed è pure di bella presenza;

Gerson 5 – Spalletti: “lo scuso perché era alla prima partita”. Se non è una condanna a morte questa…;

Iturbe 5 – emblema suo e dei suoi ultimi due anni è quando cicca una meravigliosa palla che scendeva perfetta, l’ha sbucciata come una mela moscia, sapete quelle sfarinate, che quando le mordi sono totalmente inconsistenti? Ecco, Iturbe è così, una mela rimasta troppo al sole e tutta sfarinata quando la assaggi. Non sembra proprio un calciatore che vale 30 cucuzze, anzi, ridotto così non sembra proprio un calciatore;

Perotti 6 – qualche buon numero, lunghe pause, se non se le prendesse sarebbe Iniesta… o Totti;

El Shaarawy 5,5 – giallo in faccia al 56′ spreca un contropiede d’oro. Ormai in testa ha una fauna indipendente;

Dzeko 5,5 – prima di entrare in campo gli fanno un’ispezione rettale. Il dubbio dei direttori di gara è che possa nascondere un apribottiglia per Jesus che non riesce a stappare la terza birra della serata. Non manca il suo contributo, apre spazi e la squadra gioca meglio quando lui è in campo, ma spreca almeno un paio di buone occasioni;

Florenzi sv – uno spunto, poco altro;

Totti 6,5 – solite sventagliate a liberare i compagni davanti alla porta. Peccato però che i compagni…;

Spalletti 5,5 – la Roma non perde, ma è affetta dal medesimo morbo visto con Garcia e tante altre volte in passato. Non aggredisce i portatori di palla avversari, non schiuma rabbia, così non si va da nessuna parte.

Bolek 6, Mateju 6, Hejda 5,5, Hubnik 6, Limbersky 6, Kopic 6,5, Horava 7, Kace 6, Zeman 7, Bakos 7, Duris 7, Petrzela 6,5, Poznar sv

I tifosi, gli alibi, Nainggolan e la Roma

14 settembre 2016

 

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Dopo le dichiarazioni di questi ultimi giorni di Spalletti e Nainggolan, e dopo alcune cose già ascoltate nella passata stagione, mi par di capire che lo stadio e l’assenza della carica dei tifosi stiano già per diventare il prossimo alibi della AS Roma.

Le pagelle di Roma-Sampdoria 3-2 (8′ Salah, 18′ Muriel, 41′ Quagliarella, 61′ Dzeko, 93′ Totti rig)

13 settembre 2016

Domenica 11 settembre vittoria sofferta per la Roma contro la Sampdoria. Decide Totti con un calcio di rigore al 93esimo. Di Salah, Muriel, Quagliarella e Dzeko le altre reti. Partita interrotta per un violento nubifragio che si è abbattuto sulla Capitale.

ROMA

Szczesny 5,5 – come Due Facce getta la monetina e decide il destino dei compagni e della partita. Primo lancio, croce, gol della Samp con uscita incerta su Muriel. Secondo lancio, testa, paratona; terzo lancio, croce e uscita a cazzo e gol di Quagliarella… E così via. All’Arsenal fu lo stesso: il ragazzone polacco subiva la concorrenza di Fabiansky e la crisi di nervi lo trasformava in Due Facce, lancio della monetina e…;

Florenzi 6 – anche per lui partita abbastanza isterica. Forse come tutta la Roma ha percepito l’elettricità nell’aria e allora giù errori di misura. Poi Giove Pluvio ha sclerato, si sono rilassati tutti e avvedi come andava Ale su quella fascia;

Manolas 6 – a discutere con Spalletti fin dal minuto quinto perché il miste’ j’ha chiesto in presto il pandino e glielo ha restituito con la fiancata fatta. Poi lui invece si parcheggia tranquillo sulla trequarti nostra e se sposta solo per un affondo sulla destra o per andare a colpire il paraurti avversario co’ na zuccata;

Jesus 4,5 – non salta sul corner dell’1-2 ma sicuro sull’affondo di Muriel che vale l’1-1 lui dorme duro. Wikipedia ha sostituito la definizione di “scarso” con la sua faccia;

Peres 5 – sostanzialmente, gioca in difesa solo perché je servono 80 metri de campo davanti per prendere la rincorsa per partire in slalom. Salta gli avversari con tracotanza tutta romanista ma incapacità cronica di tirarne fuori qualcosa di utile, cosa che a Roma non accade più dai tempi di Bruto e Cassio… Be’, Bruno Peres me ricorda proprio Bruto, uno capace di accoltellare un dittatore e ottenere come risultato di dare il via a un impero millenario… vabbè dimo secolare. Dell’Impero Romano tutti ancora parlano… Ma di Bruno Peres da San Paolo, cosa ricorderemo? Il suo totale digiuno di tattica e gioco di squadra? Ai poster l’ardua sentenza;

Nainggolan 5 – reduce dall’approvazione da parte del parlamento Vallone e pure quello Fiammingo della clausola Raggia per la nazionale belga, gioca intristito. Perché toje fumo e alcol? Una decisione scriteriata degna della quasi omonima Raggi. Fumo, alcol, vino, na biretta… so’ la benzina de Raggia, la sua passione e Raggia se sente preso de mira, come una delle tibie che lui morde. O come la quasi omonima. Così decide che je dovemo da cambià er soprannome. Altrimenti ce mena. Così Raggia diventa Kylo Nainggo del Primo Ordine il cui motto è “Magnamo, Bevemo, Fumamo, Menamo”. Je piace sedesse vicino a una tazza, non di caffè, e riflettere sulla natura dell’uomo, dell’universo, de Totti e del destino delle sigarette Parliament Night Blue;

De Rossi 6,5 – mena la Samp, ma controllato, sta attento a nun fasse caccià. Comunque recupero record, alla faccia de quelli che è sempre rotto; .

Strootman 6,5 – a lunghi tratti è in difficoltà fisica, ma poi tira fuori la cattiveria e sradica palloni a destra e a sinistra. Soprattutto, dopo il gol dell’1-0, approfitta del mucchio selvaggio addosso a Salah per offrire consigli impartiti ai compagni coi denti di fuori. Per lui è sorridere. I quali, a dire il vero, dimostrano di non averci capito molto. Kevin li tartassa de istruzioni sui regali di compleanno dei figli di Raggia, i fiori da mandare alle sorelle de Pallotta.. Insomma, come rappresentante di classe è scrupoloso però noi siamo i giovani… i giovani, siamo i giovani, i giovani del surf e lui suda sette camice pe fasse dà retta;

Salah 7 – una spina nel fianco. Quando poi Mister Spalletti gli mette vicino un nuovo compagno di banco come Florenzi con l’istruzione “Corri Florenzi Corri”, diventa una festa: coriandoli, cerbottane contro Dodo, trenini e “portece nartro litro che noi se lo bevemo…”;

Perotti 5,5 – l’assist per l’1-0 è molto bello, ma con una squadra poco mobile come quella della seconda parte del primo tempo lui diventa deleterio: non ci sono compagni da servire in velocità e forse mancano proprio quelli con cui possa condividere una grammatica minima in fatto di creatività, fantasia, invenzione. Allora inizia a fare giravolte su se stesso e a sviluppare un pensiero apparentemente catartico sulla possibilità di andare in porta da solo sfanculando tutti. Spalletti sfancula lui al termine del primo tempo;

El Shaarawy 5 – bisogna ricominciare a dargli la roba bona che prendeva sette mesi fa…;

Dzeko 7 – purtroppo quello che gli manca è spaccare la porta. Per un gol che segna se ne magna altri tre. Affamato come me quando scocca mezzogiorno, si conferma molto utile per la squadra. Un errore non partire con lui dall’inizio

Totti 10 – quando entra dal criptoportico dello stadio Olimpico, sugli spalti dell’arena dei gladiatori sale la febbre. Scende dal vascello del sapere galattico pleiadiano, per comunicare il messaggio celeste nella sua interezza: io so io e voi nun siete un c…. Prestazione perfetta, assist, presenza e gol. Lui cavaliere jedi della romanità, simbolo giallorosso del lato chiaro della Forza. Sei già Obi Wan Totti;

Iturbe sv – entra per testimoniare… testimoniare quanta differenza ci sia tra lui e un vero calciatore;

Spalletti 5 – anche lui vive una dicotomia, sbaglia la formazione del primo tempo poi si ricorda di essere arrogante e azzecca quella ultra aggressiva del secondo tempo.

SAMPDORIA

Viviano 8 – è tornato il portiere che prometteva di essere. Se svejano tutti contro di noi;

Sala 6 – è talmente bullo che non si preoccupa se dalle sue parti transitano due o tre maglie giallorosse. Lui sa che dentro quelle tre maglie ci sono tre corpi e dentro quei tre corpi ci sono Bacco, tabacco e Venere. Secondo tempo in trincea;

Silvestre 5,5 – regge abbastanza. Al 2′ ferma Elsha, va in difficoltà contro Dzeko e Totti;

Regini 5,5 – malino, ma mejo de Jesus;

Pavlovic 5 – dimentica Salah sull’1-0 tanto male che Giampaolo lo sostituisce con Dodo che a sua volta fu sostituito da un topolino che mangiò il Dodo che alla Fiera dell’Est Ferrero comprò;

Linetty 6 – centrocampista di lotta e corsa. Sembra bravo, anzi no sembra Nocerino! Ve lo ricordate Nocerino? Oggi dà spettacolo negli Orlando insieme a Kaka;

Torreira 6,5 – centrocampistino pieno di fosforo e un po’ di forfora;

Barreto 6 – sapete che io mi stupisco che giochi in serie A?

Alvarez 6,5 – Ricky Maravilla non gioca male, dà fastidio tra le linee e si procura una ghiotta occasione;

Muriel 7,5 – finchè sta in campo è un autentico… Come potrei dirlo senza sembrare volgare?… A finger in the ass?

Quagliarella 6 – sostanzialmente non struscia palla fino a quando Gesù non se lo dimentica sul corner dell’1-2. Essere dimenticato da Gesù… Son traumi;

Dodo 4 – entra nell’intervallo ed esce dopo neanche una mezz’oretta in preda all’asma dopo aver battuto solo rimesse laterali e guardato correre la biga Florenzi-Salah. Male male. Qualcuno a Trigoria voleva vincere lo scudetto con Dodo, ma io penso anche a chi lo ha pagato quasi 10 milioni… Ti vogliamo bene;

Skrienier 4 – ha il nome di una band metallara finalndese ma ha il cuore d’oro perché ci regala il rigore vittoria

Budimir sv – si muove molto bene;

Giampaolo 6 – la Samp fa tutto molto bene, poi quando la Roma ci mette cattiveria e un pizzico di disperazione…

Gandini alla Roma. No, non è un centrocampista

7 settembre 2016

No, Umberto Gandini non è un nuovo centrocampista dell’AS Roma. Dopo l’addio de sor Italo Zanzi (coinciso con la conferma di Sabatini) e quello ancora anteriore di Fenucci, arriva dal Milan Umberto Gandini che riempirà la casella di amministratore delegato. Il nuovo ad è l’ex direttore organizzativo del Milan ed è una figura chiave del calcio europeo in quanto vicepresidente dell’ECA, l’associazione che rappresenta le società a livello continentale, il cui numero uno è Karl-Heinz Rummenigge.

umberto gandini roma calcio immagini foto

Che bell’uomo

Consigli per l’asta del fantacalcio elargiti da uno che è retrocesso negli ultimi due anni

5 settembre 2016

L'allenatore nel pallone asta fantacalcio immagini calcio lino banfi

Si avvicina il momento più importante della stagione calcistica: l’asta del fantacalcio. Dall’alto di una lunga serie di insuccessi, non potendo più dare il buon esempio, mi sento di poter dispensare qualche buon consiglio a neofiti ed esperti per questa notte unica.

Attenzione! È il momento più importante dell’anno! Deciderà il vostro umore nei weekend per i prossimi nove mesi. Comprare Dzeko o Higuain può determinare se a maggio esulterete o se bestemmierete santi e beati ogni singola giornata di campionato. Questa è la notte ancora nostra, la serata che deciderà come affronterete lo stato d’animo dei mesi a venire e delle prossime 36 fantapartite a dispetto di mogli, compagne, fidanzate e amanti.

Il campionato di calcio è iniziato già da due giornate e probabilmente alcuni dei calciatori che avevate adocchiato hanno segnato una doppietta facendone lievitare il pezzo perché nessuno farà mai la considerazione che, probabilmente, ha già segnato gli unici due gol della sua stagione.

Quindi, il primo consiglio è: pazienza dello Jedi. Non fatevi prendere dal nervosismo se il vostro rivale più odiato rilancia su tutti i giocatori che vi interessano. Non potete acquistarli tutti, focalizzatevi su quelli in cui credete veramente e ricordate che, a fine serata, resta sempre qualcosa di buono a poco prezzo da comprare. Io lo scorso anno ho comprato Marquez del Verona a 9 e Cissokho del Genoa a 8 e ancora mi mangio le mani per aver dovuto acquistare nel mercato di riparazione di fine novembre (sì, noi facciamo tre sessioni di mercato, una all’inizio, una dopo il primo girone e una al termine del calciomercato invernale) gente che in quell’occasione era rimasta libera tipo Magnanelli del Sassuolo.

Il primo postulato a questo teorema è: evitate i calciatori di squadre che finiranno in B per direttissima (quest’anno Empoli e Crotone indiziate numero 1); secondo postulato: comprate titolari, almeno il sabato, mentre preparerete la formazione, avrete scelta. Meglio avere mille dubbi che 11 giocatori contati.

Pensate sempre: ogni buon calciatore (e ogni titolare) nella mia rosa è uno di meno nelle squadre dei miei avversari.

Decidete la strategia, che dipende direttamente dal modulo ma non fatevi aiutare da una prostituta cinese come il mio amico Luca che si ritrovò in squadra Ma Ming-Yu. Il budget va gestito a seconda dei reparti e anche in base al modulo. Se opterete per il 343 e giocate con i modificatori in tutti i reparti, in difesa dovrete prendere almeno due titolari con ottimi voti e che giochino in squadre molto, molto solide (per intenderci, i difensori della Juventus come Bonucci o Barzagli, ad esempio) e poi assicurarvi almeno 3 giocatori di rendimento e titolari (lo scorso anno lo furono Miranda dell’Inter e Acerbi del Sassuolo).

A centrocampo fate come il mio acerrimo rivale Andrea Luna Rossa: sempre centrocampisti con il vizio del gol o dei rigoristi o tiratori di punizioni. Sono giocatori che assicurano sempre dei corposi bonus. Alcuni centrocampisti possono diventare dei veri e propri attaccanti aggiunti: pensate a Nainggolan che lo scorso anno, dopo l’arrivo di Spalletti, segnò 6 reti.

L’attacco è cruciale. Se volete assicurarvi un reparto atomico, irrimediabilmente sguarnirete gli altri settori, perché i bomber costano tanti soldi e tutti, durante l’asta, faranno di tutto per impedirvi di affiancare Icardi a Higuain, Dybala a Bacca. Però, a dirla tutta, in venti anni di fantacalcio, ho visto cose che voi umani non potete immaginare: fantasquadre retrocedesse con i primi tre calciatori della classifica marcatori e altre vincere tornei di 36 partite con Kamara e Makinwa. Nella mia lega questa impresa è ancora avvolta nella leggenda e alcuni la ricordano come Il Culo del Moro.

Per i portieri consiglio di avvisarvi alla griglia delle squadre. Al momento del sorteggio, ogni società di serie A ha una squadra “specchio” ovvero se una gioca in casa, l’altra giocherà sempre in trasferta. Esempio classico sono le squadre appartenenti a una stessa città come Juventus o Torino, Milan o Inter, oppure Roma e agreste (che non ho mai capito perché dividano lo stesso stadio). Se scegliete i portieri di queste squadre, ne avrete uno che gioca sempre in casa, ma la statistica è allargabile anche ai difensori, i centrocampisti e gli attaccanti: chi gioca in casa generalmente ha più possibilità di vincere, bilanciare bene questo aspetto è fondamentale per la vittoria finale.

griglia squadre serie a fantacalcio

In ogni reparto lasciate sempre uno slot per le sorprese. Una per ruolo dovrebbe bastare, per un Thiago Motta reduce da un infortunio, un giovane rampante, un calciatore che si è messo in mostra in serie B, un Adriano bolso da esibire allo Stadio Olimpico.

Arrivate affamati alla serata: evitate cene pre-evento in cui i vostri rivali cercano di carpire i segreti della lista che avete preparato, ma soprattutto non abbuffatevi. Siate zen, ma soprattutto leggeri.

Occhio alla grappa a fine serata. Verso le 3 del mattino, intravedendo il traguardo vicino, qualcuno potrebbe farsi prendere la mano e darci dentro con gli alcolici. Non fatelo se non volete ritrovarvi con Kishna acquistato a 35 oppure De Vincenzo a 52.

Ricordatevi che c’è sempre qualcuno che scappa in bagno per 20 minuti: approfittatene per leggere i suoi appunti e chiamare il calciatore che gli interessa.

Impedite ai fantarivali di trovare ristoro sul divano: devono soffrire vicino a voi accanto al rompiscatole che fuma una sigaretta dopo l’altra.

Psicologia

C’è un altro fattore di cui tenere conto: le individualità. Voi pensate di conoscere i vostri amici (oppure i vostri colleghi) ma la verità è che per una notte li scoprirete per quello che sono veramente.

Il tifoso

Costui farà di tutto per comprare i propri beniamini. Fedele all’idea che alla domenica (o al sabato, o il lunedì, o il martedì o il mercoledì) non “posso fare il tifo per altri calciatori”, si spoglierà e impegnerà la casa con tutto il mutuo ancora da pagare per acquisire i giocatori della squadra del cuore. Roma, Lazio, Juve, non fa differenza. Basti sapere che in vita mia non ho mai visto una volta che questa strategia abbia effettivamente pagato a livello di vittorie: troppo dispendioso acquistarli tutti, troverete sempre il tifoso come voi o semplicemente chi desidera gli stessi calciatori.

Postulato a questa regola è il Tossico, quello che tifa

per un calciatore solamente, uno per il quale il calcio perde senso se non gioca Totti o Higuain o Acerbis. Una volta acquistato l’oggetto del desiderio, si sgonfierà spiaggiato sul divano e fumerà una sigaretta post orgasmica.

Il contabile

È quello la cui unica soddisfazione è fare inconti in tasca agli avversari. “Hai pagato troppo quello”, “Questo non vale quella cifra”… Si ritroverà a strapagare gli ultimi calciatori rimasti perché nel frattempo si era dimenticato di pensare alla sua squadra.

Lo statistico

Conosce tutto di tutti i calciatori: passaggi completati, tackle, tiri in porta. Snocciolerà statistiche per tutta la serata sui calciatori acquistati dagli altri. Comprerà una sequela di panchinari. Lasciatelo perdere e non abboccate.

Il tecnico

Conosce la tattica ed è convinto di sapere chi e cosa sarà valorizzato da questo o quell’allenatore. Je manca la pratica, visto che pesa 140 chili e il calcio lo ha visto solo in tv.

Il pessimista

Si tratta di colui che trova una pecca e/o un difetto a tutti i calciatori. “Questo parte due mesi per la Coppa d’Africa”, “Lui si infortuna troppo spesso”, “Ho letto che gli morta la nonna ed è molto triste”. Anche lui comprerà calciatori solo a tarda notte, spinto dalla necessità di completare la squadra e dai colleghi furibondi, perché a forza di trovare difetti a tutti non si decide ad acquistare nessuno.

Il perennemente scontento

Li cerca, li vuole, ma quando li acquista trova mille difetti ed è perennemente scontento. Il fantallenatore che fa parte di questa tipologia usa psicofarmaci e non vince mai. E’ la mia categoria.

Il caustico

Fa battute su tutto e tutti e, come il pessimista, finisce sempre per essere scontento.

Il buio di culo ovvero Il Moro

Si tratta del fantallenatore che trasforma in oro tutto quello che tocca. Vince campionati con improbabili coppie d’attacco, conquista coppe grazie a modificatori fatti impazzire con due terzi di difesa del Frosinone o mezzo centrocampo del Carpi. Non sa nemmeno lui come fa, ha culo e basta.

Cagliari-Roma 2-2 (6′ Perotti rig., 46′ Strootman, 56′ Borriello, 88′ Sau)

29 agosto 2016

Szczesny 6 – si presenta tutto lungo e verde che sembra una volenterosa pianta da interni. Pronti e via, sembra disposto a sporcare il suo outfit vegetariano. Un paio di interventi, sul tap-in di Borriello è lasciato solo dai compagni che dimenticano la voce del verbo “difendere la porta”, poi però mezza stupidaggine la fa perché, a due minuti dalla fine, resta passivo sul cross di Di Gennaro, non ruggisce e si fa bruciare da Sau, ma del resto lui è una pianta. Urge innaffiata;

Florenzi 4,5 – capitano in barba a ddr, ne eredità l’attitudine a impiccare le partite, alimentando il concetto kantiano e anche un tantinello hegeliano che la cazzata, quando la devi fare, falla bella grossa. “Ma perché?” ci chiediamo noi con malcelato rodimento di scroto? Così, all’88’ dopo aver fatto una chiusura bellissima e perfetta che perfino Bergomi se ne è accorto dalla tribuna e si è scappellato in millemila complimenti, dalla fascia Florenzi passa la palla orizzontalmente al limite della nostra area di rigore dove c’erano solo maglie rossoblù, dando il via – anzi e meglio – il la al gol del pareggio. Manco Toscanini quella famosa sera a New York;

Manolas 5,5 – malpancismo elevato a stato permanentemente rivoluzionario, un Khomeini della contrattualizzazione forzata, barba lunga che trova inequivocabile declinazione sul suo volto un po’ triste di chi è cresciuto a forza di yogurt e, quindi, un po’ acido lo è per dna e costituzione fisica e proletaria. Borriello non si impietosisce e lo aggira a più riprese;

Vermaelen 5 – anche lui fa parte della banda dei perculati da Borriello. Gli manca lo starter pack per i nuovi arrivati in Italia durante il mercato estivo (occhiale da sole a specchio con montatura blu, telo da mare sulla spalla, costume a fantasia Hawaii) ma per il resto, quanto ad atteggiamento, stiamo lì;

Bruno Peres 5,5 – fa due strappi offensivi che si porta dietro centrocampo e difesa avversaria, cagliaritani appesi al costu… ops i calzoncini e gli ombrelloni della vicina spiaggia di Giorgino. Per l’apporto difensivo dico questo; tenta un tunnel nella sua area di rigore. Tenta. Un. Tunnel. Nella. Sua. Area. Di. Rigore. Saluti;

Nainggolan 5,5 – la mimesi di un Raggia. Urla, ringhia, sbraita, ma non colleziona tibbie. Hashtag stanchi già il 28 agosto;

De Rossi 5,5 – la vanagloria del cazzarismo. Spogliato della fascia di capitano fa finta di essere dispiaciuto, ecco perché gioca di trequarti come uno che non pò fa vedè de esse contento di aver perso qualcosa che appartiene a qualcun altro. Così, spogliato della responsabilità della serietà, si siede all’ultimo banco e sparà cazzate che manco allo Zelig;

Strootman 7 – lavora de sottrazione, nel senso che sottrae denti e rotule agli avversari e fa sentire il peso del maschio alfa. Torna lavatrice poi, nel senso che qualsiasi pallaccia brutta come un rospaccio di un fiumiciattolo inquinato gli passino i compagni, la controlla, la bacia e la trasforma in principessa. Segna pure. Il Cagliari pareggia cinque minuti dopo che è uscito lui. Un caso? Non credo proprio; 

Salah 6 – se i compagni vogliono alleggerire in uscita dalla difesa oppure c’è pure da fa scattà il contropiede lama lui c’è sempre come Nostro… Ops il Loro Signore Onnipresente e Onnisciente e dispensatore di vergini. Dal suo piede partono almeno tre buone occasioni, piu di ogni altro calciatore in campo al Sant’Elia, come opportunamente si affretta a farci sapere il sito della As Maggica-ma-momentaneamente-in-astinenza-da-cappelli-a-cilindro-con-il-coniglio-nascosto-dentro; purtroppo sciupa una palla gol preziosa costruita grazie a un assist di Kevinone. Ciò impedirà a Salà di sedere alla destra del padre. Qualsiasi Padre;

Perotti 6 – gioca a sprazzi e quando sprazza lui la Roma sprizza, schizza, straparla e spoilera la seconda stagione di Mr. Robot. Gioca 63 minuti, esce stremato. Ne aveva fatti 44′ ad Oporto, 89′ contro l’Udinese, 84 in casa col Porto. 280′ dal 17 agosto. È vero che non è un podista, ma so tre partite in 12 giorni e chissà perché mi sono venute in mente le parole di Allegri su Pjanic e i carichi di lavoro;

El Shaarawy 5 – si procura il rigore, è vero, ma Spalletti esce matto a forza de gridà “stringi! Stringi!” E lui continuava a lisciasse la cresta e all’intervallo il tecnico lo sostituisce;

Dzeko 6,5 – quando entra lui la Roma alza il muro e inizia a prendere qualche pallone di testa, fa l’assist a Strootman e, in generale, la passa ai compagni meglio di come tira in porta;

Paredes 5 – je do cinque perché dopo l’uscita dal campo di Strootman chi doveva andare con personalità a ricevere il pallone da Florenzi era lui, invece ha preferito scappare in avanti. Sì, sì lui s’è e io j’ho dato 5;

Fazio sv – con lui entrano centimetri e cattiveria… Ah la nobile arte di confrontarsi il pisello sotto la doccia;

Spalletti 6 – voglio pensare che con tutte queste dichiarazioni catastrofiche (“questa sconfitta ci spezza in due”, “per riprenderci ci vorranno due mesi” dopo la sconfitta col Porto e “non abbiamo equilibrio mentale e personalità” dopo il pareggio di Cagliari) stia cercando di far crescere i coglioni alla sua squadra. Il rischio è che glieli faccia calare presto. Del resto che non ha “equilibrio mentale” potrebbe essere una cosa carina da dire, che ne so?, al mostro di Milwaukee?

Storari 7 – come da tradizione para su Dzeko, para su Peres, para su Salà, para pure l’anima de li mortacci nostra;

Isla 5,5 – nervosetto, je fischiano un rigore contro e con la Juve non je capitava mai, poi ne fischiano le orecchie per tutta la partita perché sta gonfio forte de birra e, se sa, l’alcol alza la pressione sanguigna;

Salamon 6,5 – ritorna in A dopo averla assaggiata con il Milan prima e la Samp poi, ovvero stava al buffet del sabato quando distribuivano ostriche e champagne, all’epoca era un giovane centrocampista adattato difensore da Zeman e con già alcune presenze nella nazionale polacca. Controlla il centro della difesa fino all’ingresso in campo di Dzeko. Salomonicamente distribuisce fallacci; 

Bruno Alves 6,5 – ha la fazza da sith, un nativo di Ziost reso schiavo da qualche Jedi Oscuro portoghese tipo Darth Pepe. Dopo essere diventato campione d’Europa è venuto a colonizzare la Sardegna in nome di Darth Sidious;

Murru 6,5 – ha i quattro mori tatuati nella tibbia. Gladiatore in campo, mena e roncola. È un terzino, dovrebbe fare i cross: in quello è rimandato a settembre;

Padoin 6 – il tetragono su cui Rastelli ha scelto di costruire la sua salvezza. Si piazza di fianco a Di Gennaro: il capellone fa poesia, lui il portatore d’acqua e porta… tanta acqua; 

Di Gennaro 7 – mentre i nostri sbagliano i disimpegni di cinque metri, lui fa passaggi no-look al limite della sua area di rigore. Sai quando ti senti leggero dopo esserti sparato una bella canna? Eh sì, lui ha giocato così;

Ionita 6 – ammazza quanto mena;

Barella 6 – dà fastidio un po’ a tutti;

Borriello 7,5 – Belen a giugno deve averlo consigliato bene: “Devi annà a Fiuggi: dieci giorni a fare la cura dell’acqua pe’ ripulitte l’intestino tenue e crasso”. È tornato così in forma che ha preso un palo colpendo di testa a volo d’angelo, una roba che a Roma solo sulle soubrette Rai; 

Sau 7 – quella con Borriello è una delle coppie gol più belle del campionato e il Cagliari finisce nella parte sinistra della classifica… oppure noi retrocediamo;

Giannetti sv – entra per Padoin al 76′ ed ha subito una grande opportunità;

Deiola sv – si dice gran bene di questo ragazzetto;

Munari sv

Rastelli 6,5 – pacco bene in vista coi pantaloni attillati che pare Belen, ha forgiato una squadra che gioca cazzuta e senza paura. 

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Roma, un paio di cose da sapere sul sorteggio di Europa League

26 agosto 2016

Oggi alle 12.45 sorteggio di Europa League per la Roma e le altre italiane qualificate. I giallorossi si trovano in seconda fascia.

Tutti sono preoccupati dal Manchester United di Ibra e Mourinho, lo Schalke 04 di Howedes e Huntelaar, lo Zenit San Pietroburgo (ex squadra di Spalletti) o lo Shakhtar Donetsk, tutte formazioni di prima fascia come Inter e Fiorentina.

In realtà dovremmo essere più attenti alle squadre nella terza fascia che potrebbero  rappresentare l’autentica mina vagante per la lotta alla qualificazione. Le squadre più temibili inserite nell’Urna 3 sono i belgi del Gent che lo scorso anno furono eliminati agli ottavi di Champions League dal Wolfsburg, il Celta Vigo di Iago Aspas e John Guidetti, il simpatico Feyenoord con i suoi educatissimi tifosi (ricorderete sicuramente quante ne combinarono a Roma un paio di anni fa e abbiamo da poco riaperto la Scalinata di Trinità dei Monti) e il Southampton allenato da Puel.

In quarta fascia tifo forte per gli irlandesi del Dundalk, bella trasferta.

bruno conti sorteggio immagini