Le stelle cadenti del mondiale

È un Mondiale che ha visto cadere i suoi numeri uno, sacrificati sull’altare del collettivo. Poche le partite divertenti, la maggior parte delle formazioni si è presentata in campo per disputare una gara chiusa, aspettando di ripartire, tutte modello “Inter di Barcellona”. E Mourinho ha fatto scuola: l’uomo che ha rinunciato a Ibrahimovic per Sneijder, una scelta indubbiamente vincente.

Così, il Mondiale 2010 prima ha visto “cadere” per infortunio Drogba – recuperato miracolosamente ma mai veramente incisivo e decisivo – poi una ad una, le attesissime stelle del campionato mondiale sono cadute, una dietro l’altra. Ha iniziato Ribery: tre partite, naufragato nel disastro Bleus. Henry non è più neanche da prendere in considerazione: fatto fuori da Guardiola per tutto il 2010, fatto fuori da Domenech, ha rescisso il contratto dai blaugrana. E pensare che solo una stagione fa aveva realizzato 19 gol in 29 partite. Che sia crollato dopo il caso Irlanda e la rete di Gallas realizzata con un suo clamoroso fallo di mano?

Rooney ha giocato 4 partite, zero gol, pochi tiri verso la porta avversaria, mai decisivo, gran parte del peso della delusione inglese ai Mondiali pesa sulle sue spalle. Come pesa l’infortunio di marzo che lo ha limitato!

Di Drogba abbiamo accennato: c’erano grandi speranze su di lui ma l’infortunio in amichevole ne ha messo in discussione il rendimento. La sua Costa d’avorio è capitata nel girone più duro, ha pagato una gara rinunciataria contro il Portogallo: avesse osato di più, avrebbe potuto osare di più anche nel proseguo del torneo.

Cristiano Ronaldo ha giocato quattro partite. Anche lui ha faticato ad essere incisivo, decisivo. Qualche spunto, qualche dribbling, qualche finta, un gol di gobba, uno sputo verso la telecamera la notte dell’eliminazione.

Kaka è l’ombra del giocatore che ricordavo in Italia. Ha racimolato un’espulsione e la bruciante eliminazione nei quarti contro l’Olanda.

La stella la cui caduta ha fatto più scalpore è quella di Lionel Messi. Era attesissimo, anche per il peso che il suo ct, Diego Armando Maradona, aveva messo sulle sue spalle, indicandolo come il suo erede e come l’uomo che avrebbe fatto vinto il torneo all’Albiceleste. Invece, a parte qualche prova spettacolare contro avversari francamente deboli come Nigeria, Corea del Sud e Grecia. Nessun gol, come Rooney e la convinzione che la lingua che si parla nella sua nazionale è etimologicamente lontana da quella catalana.

Quelli che il Mondiale lo hanno già vinto sono Robben (due partite con un impatto devastante); Sneijder, quattro gol e tanta personalità; la coppia d’oro dell’Uruguay SuarezForlan; soprattutto David Villa che ha cancellato Torres dai titoli della Spagna e ha messo la sua firma sulla semifinale raggiunta dalle Furie Rosse: a sinistra o al centro è devastante nel dribbling, a tratti incontenibile ma soprattutto decisivo. C’è da tremare pensandolo insieme a Messi… nel Barca si in tende.

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