L’onorabilità

Come il prurito accompagna lo sfogo sull’epidermide delle malattie esantematiche, una delle conseguenza della sentenza di Napoli su Calciopoli è la teoria di dichiarazioni dei condannati che si proclamano perseguitati, chi – e malgrado tutto – puliti.
Il fuoco di fila è stato aperto dall’avvocato di Lotito, Gentile, che ha parlato proprio di persecuzione. Hanno continuato i Della Valle proclamandosi puliti.
Nel primo caso è l’evidente cancrena di un paese i cui uomini più potenti si scagliano contro la giustizia, di volta in volta ad orologeria, complottista, rossa, malcostume tracimato anche nello sport e nei confronti di un individuo che fino a qualche giorno fa si metteva a disposizione del Paese in questo momento di crisi; i secondi si appellano a una non meglio precisata innocenza: solo un italiano si può proclamare pulito dopo una condanna penale, invitando la gente a stargli vicino.
Per questi – Lotito, Della Valle A e Mencucci, AD viola – è arrivata la sospensione da tutti gli incarichi federali e dalle funzioni societarie. La sospensione interviene in virtù della norma della FIGC che pretende da tutti i tesserati l’onorabilità. Che bella parola, l’onorabilità. I tesserati non devono aver ricevuto condanne per una serie di reati tra cui, ma guarda un po’, la frode sportiva.
Le prefiche di regime hanno già iniziato a scagliarsi contro le norme nel mirino del consiglio di Lega straordinario di giovedì prossima ma già ieri è giunta in federazione una copiosa lettera della Lega Nazionale Professionisti che contesta l’articolo delle Norme Organizzative Interne della Federcalcio che ha imposto la sospensione dei tre. I soliti italiani: invece di difendere la regola si lavora per cambiare la norma. Come dice Paolo Rossi, trovato l’inganno si cambia la legge. Il Noif è sottoscritto da tutti i tesserati, lo leggono prima, immagino, dovrebbero immaginarselo i vari Della Valle e i Lotito che lo sport abbia, vagamente, a che fare con l’onorabilità. Non manca all’appello la Gazzetta dello sport, giornale di lotta e di governo, che addirittura cita l’avvocato Grassani che richiama l’incostituzionalità di una norma interna che sospende i condannati in primo grado di giudizio. Grassani è, tra gli altri, il difensore del presidente del Cagliari, che sta cercando di rescindere il contratto legittimante firmato con Donadoni.
Leggendo questo schieramento di forse, mi chiedo chi si alzerà a difendere l’onorabilità, ricordandosi cosa è o cosa dovrebbe essere lo sport, invece di inseguire melmosi interesse privati. Possibile che uno come Lotito debba essere consigliere della Federazione Italiana Giuoco calcio? Possibile che si debba piegare una regola per consentirglielo?

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