Il momento difficile

Ho riflettuto quasi due giorni dopo la sconfitta di Udine. Nel frattempo le notizie si sono accavallate, come nel caso della lite Osvaldo-Lamela, mentre la stampa è partita all’attacco delle scelte di Luis Enrique. Il Corriere dello sport accompagna il nome dell’asturiano con “Il giovane allenatore”. Per inciso, oggi pomeriggio ho visto Liverpool-City, sono andato a recuperare la scheda di Roberto Mancini, a cui fu affidata la panchina della Fiorentina a 37 anni, quella dell’Inter a 40 e il primo scudetto (sul campo) a 43.
Torniano alla sconfitta di Udine.

La formazione
Io non ho capito perchè ha cambiato squadra rispetto a Lecce. Juan, Greco, Bojan fuori per Pjanic trequartista e Lamela punta. Il numero 8 giallorosso non rende da attaccante, non si innesca e finisce stretto nelle maglie della difesa avversaria. Il centrocampo ha perso qualità. Poi la sostituzione di Gago. Io avrei tolto subito Greco, l’esperienza dell’argentino e la sua sagacia tattica, sono difficili da mettere da parte. E mi ha dato fastidio la dichiarazione a fine partita, quella richiesta di prudenza ai terzini. Ma come? Il giorno prima mi fai stare a cazzo dritto con “Attacchiamo 90 minuti”, “Sono gli altri che devono adattarsi a noi” e poi questo? E metti Greco per coprire il centrocampo?!?

La partita
Io penso che a Udine si puó perdere. Adesso. Purtroppo, e per motivi “storici”, sono più squadra, sono più organizzati. Fino al gol di Di Natale non abbiamo sofferto, per noi sono anche saltate fuori 3 situazioni pericolose e un tiro da fuori. Non è sufficiente, ma non siamo stati travolti. Non voglio sostenere qui che sia stata la migliore partita: la manovra non è stata fluida, questo è certo, ma c’è ancora qualcosa su cui poggiare le attese. C’è tanto da lavorare.

Che fare?
Intanto, spegnere gli incendi. Lo spogliatoio è una polveriera. Una rosa di questo tipo con una sola competizione in cui far sfogare i ragazzi crea tensioni. I continui cambiamenti di formazione dipendono anche da questo: cercare di mantenere il gruppo vivo e attento, sperando che gennaio arrivi, presto. Penso che sia anche una valutazione che arriva dalla società: non svalutare i capitali, immobilizzandoli in tribuna. Penso peró che i bollettini finanziari non muovono la classifica.

Osvaldo
In un colpo solo ha passato uno straccio bagnato sulla lavagna in cui erano stati segnati i suoi progressi. I dubbi sul suo carattere li conoscevamo tutti. Sabato mattina leggevamo i complimenti del commissario tecnico della nazionale, Cesare Prandelli, per il fair play dimostrato da Osvaldo in occasione del gol amnullato contro il Lecce. Adesso dovrà ingoiarsele. Certo, a guardare Lamela, talmente apparentemente inoffensivo, viene da chiedersi cosa abbia detto il numero 8 al compagno di squadra con cui ha diviso anche l’albergo romano, e i pasti fuori Trigoria. Lamela sembra (sottolineiamolo) talmente inoffensivo che per picchiarlo bisogna avere la personalità del Killer del camion frigo. Credo sia necessario essere duri e tempestivi, anche nel gestire le spaccature nello spogliatoio, quelli che qualcuno ha chiamato i “senatori” e i “giovani” (già smentite da Baldini). Regà, nun dovete rompe er cazzo.

Che succede/2
C’è qualcosa che non va in società? Quello che Di Benedetto ha definito il migliore staff dirigenziale, sta suscitando alcuni pensieri. Franco Baldini è ancora senza contratto. Bizzarro, come il giustificarlo con tecnicismi di Borsa. Sabatini, nel dopo partita friuliano, entra in aperto contrasto con l’allenatore sulla valutazione della partita ma anche sul cosiddetto progetto o forse “percorso”. In questi giorni escono spifferi sul direttore sportivo: quando a mezzo stampa si ricorda durata e salario del contratto (600 mila netti all’anno per un solo anno per il diesse) c’è qualcosa che cova sotto la cenere. Di Fenucci non parlo perchè di pallone non capisce nulla e di certo non è stato assunto perchè capisce di pallone. Ma di numeri, almeno dovrebbe. Non credo che possano essere imputati a lui i ritardi dei bonifici degli stipendi. Anche qui si è parlato di tecnicismi dovuti alla Borsa. Meno male: pensavo fosse colpa dello spread. Poi qualcuno avrebbe dovuto dimettersi…

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