Roma-Juventus, un’analisi

Se non fosse per l’incertezza in occasione del gol di Chiellini, Stekelenburg sarebbe stato il migliore in campo, come Heinze e De Rossi, che hanno salvato alla disperata almeno tre occasioni a testa bloccando pericolose incursioni bianconere.

La Roma ha giocato tutto grinta e copertura, alternando a uomo Osvaldo e Lamela su Lichtsteiner (!), sacrificando Pjanic a pressare Pirlo, mentre Greco e Viviani hanno controllato Vidal e Marchisio. Un approccio alla gara passivo, tant’è che la Juve ha avuto il pallino del gioco per tutta la partita.

Cosa c’è di Luisenrichesco in questa sfida? Hai rischiato di vincere grazie a un gol fortunoso in avvio e due occasioni propiziate da incursioni di Lamela (rigore procurato e il contropiede con apertura su Totti murato da Barzagli) ma non si è visto nulla della Roma del progetto.

Non basta. Di fronte aveva, sì, «uno squadrone» (come ha dichiarato l’asturiano a Sky) con un tecnico che per costruire la squadra ha avuto esattamente lo stesso tempo che ha avuto a disposizione Luis Enrique. Il risultato è che mentre la Roma appare confusa ad aggredire palla al piede la difesa schierata, con tante iniziative personali che si rivelano sterili, i bianconeri hanno sempre idea di come muoversi rispetto a dove è la palla e chi la sta gestendo. L’indice di pericolosità è stato di quasi 20 punti in favore della Juventus (62,9 contro 43,9), a fronte di un possesso palla paritario. Odio Conte ma gli va riconosciuto.

La Roma era decimata è vero, ma tanto LE la formazione la cambia ogni domenica quindi… Apparentemente lo fa per questo motivo, non sono tutti uguali?

Roma-Juve è stata una partita antiprogetto, in cui i giocatori si sono affidati ai vecchi valori: a un certo punto abbiamo giocato con il 4231…

Da salvare solo lo spirito di sacrificio o, meglio, il cuore. Che accadrà ora?

3 pensieri su “Roma-Juventus, un’analisi”

  1. Da salvare solo lo spirito, il sacrificio ed il cuore. Ok può essere. Ma se gli avversari non fossero stati i Gobbi? Stesso impeto? Il percorso è deceduto, ieri solo spasmi postmortem. Mi aspetto che qualcuno chiuda la “creatura asturiana” nello zinco al più presto. Cazzo, io in questa rosa ci credo, affanculo l’Eden spagnolo. Siamo sicuri che con un altro saremmo più in basso del 4′ posto? L’errore di fondo è aspettare, sopportando, la riuscita di chissà cosa. Magari potremmo essere già pronti… formazione tipo, ognuno al suo posto, Cicinho estradato, Cipolle che non fanno i terzini, niente i-pad o motivatori (dopo che hai visto quella di Belen e della Senicar, di quali altri motivi hai bisogno?). I want believe.

  2. LE all’esame per il patentino da allenatore di categoria. Quesito: illustri il candidato le contromisure da prendere a lichsteiner. LE: – lo faccio marcare a uomo dal mio centravanti. Questa è la mia proposta. II quesito: e se il candidato si trovasse contro Dani Alves? LE: Gli costruisco una gabbia sulla fascia, faccio un contratto a progetto a Perrotta, Dani Alves è uno squadrone, lo faccio demotivare. Questa è la mia proposta.

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