Cesena-Roma 2-3/Partita senza valore per cui diamo i voti alla stagione

Stekelenburg 6 – a un certo punto qualcuno ha scritto “Salvate il soldato Stek”. La sua area di rigore si è trasformata in un campo minato, con l’olandese punito ogni volta che lasciava i pali. Non si può certo dare la colpa a lui se 3 volte a partita qualcuno gli si presentava solo palla al piede;
Lobont 5,5 – il problema non è lui “in sé” ma chi gli firma il contratto e, poi, chi lo schiera in campo. Va bene che è bravo coi piedi ma a quel punto basterebbe mettere Totti in porta… o no?
Curci
sv – un’apparizione, credo;

Cassetti sv – dopo anni di onorata e logorante carriera sui binari laterali dei campi di calcio di tutta Italia, qualcuno ha cercato di farlo passare come difensore centrale, come se qualcuno cercasse di fare un film drammatico con Totò o a Jerry Calà. Ma se il numero 77 della Roma non è il principe della risata (be’ dipende da cosa si intende), Lucho non è certo Pasolini, forse potrebbe essere Jerry Calà. Capito???
Burdisso sv – s’è salvato dal disastro difensivo solo perchè si è sfracellato il ginocchio;
Heinze 5,5 – ha tirato la zazzera in barca un tre mesi fa, quando ha capito che c’era solo da fare brutte figure a giocare titolare e tanto valeva preoccuparsi di salvare la cotenna. Allora ha provato pure a menare Lucho sperando che arretrasse De Rossi in difesa ma poi l’asturiano ha preferito le botte di Heinze agli sputi dalla tribuna;
Kjaer
4 – pensare che le papere di Wolfsburg fossero dovute solo allo scoramento da Germania, alle salcicce e crauti a colazione, è stata una pia illusione. La stagione del danese è iniziata male ed è finita peggio, migliorando solo quando gli avversari non hanno avuto più la necessità di farci le pernacchie. Lento, timido, fuori tempo ma soprattutto inadatto in una squadra che lascia alle sue spalle 40 metri di campo indifeso. Di certo non può proteggere  lui quello spazio;
Juan
5 – un’altra stagione tempestata dagli infortuni. Finchè ha giocato, anzi, ha quasi retto la difesa da solo ma ha toccato il minimo delle presenza da quando è a Roma: solo 16;
Rosi
5,5 – non si poteva certo chiedere a lui di risollevare le sorti della squadra. Ha cercato di adeguarsi ai dettami asturiani e i risultati insufficienti stanno a testimoniare la loro inefficacia;
Josè
Angel 4 – è stato uno dei flop della stagione giallorossa perchè non dettato dalla pericolosità del modulo ma dall’incapacità del singolo. La testardaggine in cui si ingobbisce e cerca di superare il diretto avversario, magari due avversari in marcatura, è pari solo alla scientifica incapacità di non riuscire a piazzare un cross per la testa di un compagno. La sufficienza l’ha presa solo in Twitter dove ha molestato i suoi follower con foto e twit francamente risibili;
Taddei
6 – attappa la voragine aperta sulle fasce e dà quello che può: non è un difensore ma si adatta. Però nun è manco più un giocatore de calcio: non si può mettere in cassa integrazione? Che dice la Fornero?
Cicinho
sv – vabbè, ma de ke stamo a parlà?

Gago 5 – semplicemente una scelta sbagliata, probabilmente dettata dal contratto di De Rossi in scadenza. L’argentino è un doppione del numero 16 giallorosso, meno difensivo, più regista. Invece all’inizio gli sono stati chiesti compiti di interdizione, poi gli inserimenti in area di rigore. Certo che questo non ha il tiro, non si sa inserire, non difende perchè non sa guidare il pressing. Sostanzialmente, Fernà, ma che sai fa? Di buoni passatori la Leg Pro è piena. Mo’ capisco il Real Madrid;
De Rossi
6,5 – me pare pure un voto esaggerato: bene nella prima parte della stagione. Quando ha firmato, più o meno all’incrocio con la sfida stravinta contro l’Inter, c’è stato il punto più alto, poi tutta discesa, lo stesso Daniele è stato travolto e l’insufficienza delle sue prove si è specchiata nella squadra. Mi ronzano in testa le parole di stima per Lucho nella conferenza stampa per il rinnovo e come ora si debba sentire solo Daniele. Fatte consolà da Sara, va…;
Perrotta
sv – senza voto per un giocatore che non può dare più niente;
Greco
5,5 – sedotto e abbandonato, malgrado le parole di stima è stato sottoutilizzato. Anche perchè, nello schema Lucho, può fare giusto il De Rossi;
Marquinho
5,5 – ai cori di entusiasmo per il ragazzo strappato a una carriera di fotomodello rispondo con un’alzata di sopracciglia: ha la tecnica di un giocatore di Serie B, ma si sa inserire. Io l’ho visto bene solo quando per necessità ha giocato terzino sinistro. È quello il suo ruolo: lo scarpone;
Simplicio
6,5 – a sorpresa e malgrado l’evidente sovrappeso si è ritrovato a essere determinante in più di un’occasione, grazie alla qualità che non lo ha mai abbandonato in carriera, assieme all’appetito: l’inserimento a fari spenti in area di rigore avversaria;
Pjanic
6,5 – di stima. Anche lui come la squadra, bene fino a gennaio, poi qualche infortunio lo ha limitato, la squadra ha svaccato e pure lui è andato in vacanza. A me sembra l’unico acquisto importante fatto in luglio;
Viviani
sv – qualche partita, anche da titolare, tante speranze. L’unica cosa giusta fatta da Lucho è stato non coinvolgerlo nel tracollo finale che avrebbe potuto marchiarlo a vita;
Verre
sv – il suo nome è legato all’eliminazione dall’Europa League e al monologo che potete vedere su Youtube “Ho speso trenta scudi per vedè giocà Verre”. Non è colpa sua e lo aspettiamo nei prossimi anni;

Lamela 5 – il voto deve essere brutto: l’argentino ha giocato gran parte della stagione da titolare e da attaccante, racimolando, malcontati, 3 gol, divorandosene almeno il doppio per tirare delle cacarelle che manco hanno sporcato il portiere avversario. Il talento si vede e brilla ma va incanalato e disciplinato, anche a suon di schiaffi;
Bojan
6 – ha collezionato più punti tolti dalla patente che gol e maglie da titolare senza capire il perchè in quanto, assieme a Borini, era il più indicato in uno schema che pensa il 433 con due attaccanti esterni che stringono. Mah…;
Totti
6 – un’annataccia in cui si è contraddistinto per la sobrietà dei comportamenti piuttosto che per le prestazioni. Dopo l’inizio difficile a causa della celebre frase di Baldini sulla pigrizia si è messo a disposizione per guidare la transizione ma non è servito: un pezzo di squadra non ha seguito più nessuno, un altro pezzo era chiaramente insufficiente, un altro cercava casa da un’altra parte. Lontano dalla porta per i dettami asturiani, Totti ha evidenziato l’inevitabile flessione atletica e nei tempi di gioco. Pensare a un altro anno dipendete dal capitano mi mette tristezza perchè vuol dire che non arriverà nessuno e tocca aspettare Verre e Ricci;
Osvaldo
7? 4? Fate vobis – L’impatto è stato importante, soprattutto sulla faccia di Lamela e tra le fans, ammaliate dal look da nerd con chiare inflessioni alla Johnny Depp. I suoi occhiali sono stati a tratti la cosa migliore vista alla Roma, con il gillet di cuoio e gli anelli da metallaro. “Non sono un cattivo ragazzo. È la nomea che mi frega” ha gridato a nove colonne dalla stampa cittadina che si spaccia per nazionale, tanto per giustificare i calcioni a Cigarini o gli insulti all’arbitro. Utilizzato malino e, a causa degli infortuni, anche a intermittenza, non è andato male ma tutti quei soldi… e tutte quelle espulsioni… mah…;
Borini
6,5 – a tratti il miglior acquisto della Roma. Lo avvicino a Kuyt per la disponibilità al sacrifico, atletico in difesa e tattico sfiancandosi anche sulla fascia, l’innato senso del gol. È calato dopo l’ultimo infortunio ma sembra la sorpresa più bella, soprattutto per il rapporto soldi spesi-rendimento sul campo. Mi dispiacerebbe pensare che sia stato penalizzato nello spogliatoio per la sua diffidenza verso le cene eleganti dell’Eur che hanno reso protagonisti altri colleghi più glamour;
Tallo
sv  – manciate di minuti nel finale di stagione che hanno marcato la differenza coi compagni… che avete capito, hanno reso evidente a tutti che la squadra aveva smesso di stare dalla prte di Luis Enrique;

Luis Lucho Enrique 4 – quando uno riceve complimenti soprattutto dagli avversari che ha battuto, dovrebbe farsi venire qualche dubbio. Si è presentato con il “trabajo y sudor”, col gioco offensivo, con i “Attaccheremo 90 minuti”, con i terremo la palla l’80% del tempo per poi tornare piano piano indietro, coi terzini che prima spingono contemporaneamente e poi a turno. Ciò che mi ha disturbato non è il fallimento in sé ma quelle piccole prove di incompetenza che ne testimoniano l’incapacità di stare a certi livelli: Totti sostituito in Europa League; Perrotta che non gioca da 4 mesi messo dentro titolare contro la Juventus o Perrotta terzino; Lobont preferito a Curci; De Rossi arretrato in difesa insieme a Kjaer e Heinze in panchina; i gol sempre uguali presi a ripetizione. Tanti piccoli indizi che hanno fatto una prova. Pensate che l’unica formazione sensata mi è sembrata quella di Cesena a giochi chiusi e contro una squadra in vacanza. Ma anche noi eravamo in vacanza, in vacanza da tiquitaqua.

 

 

 

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