Si ricomincia: come sarà la Roma di Zeman?

Domenica sera torna, finalmente, il campionato. Inutile cercare di raccontare l’astinenza di Cocci di calcio, soprattutto dopo l’arrivo di Zeman che qui avevamo auspicato a più riprese. Grandi attese e voglia, un calciomercato che complessivamente per le squadre italiano è in tono assolutamente minore, in linea con la crisi del Paese ma che, forse per questo potrebbero intonare i cattivi, ha visto Sabatini tra i protagonisti. Inutile negare che le due aste più importanti dell’estate 2012 le abbia vinte la Roma: per Mattia Destro, l’attaccante più desiderato dalla serie A, e per il marito dell’etoile dell’Opera di Parigi, Balzaretti.
Ma, al di là di questo, come si presenta la Roma ai nastri di partenza?

I pro
Sicuramente l’attacco. Con Zeman in panchina non c’è bisogno di sottolinearlo ma sicuramente il reparto offensivo della Roma è ricco e pieno di alternative: Totti, che a quanto sembra torna al ruolo di esterno sinistro offensivo, da interpretare evidentemente con maggiore esperienza e creatività, e meno corsa rispetto alla prima Roma di Zeman; Osvaldo, che proprio grazie ai nuovi schemi potrà esaltare le sue doti offensive; Destro, l’uomo più atteso di questo precampionato che salterà la prima giornata per una squalifica risalente al campionato scorso e che nella sua prima stagione di A ha segnato 12 gol nel Siena di Sannino, centravanti mobile e moderno che ha tutte le caratteristiche per far bene con il boemo. Dietro a loro, che sembrano i predestinati a comporre il tridente ufficiale, scalpita Lamela: dopo una stagione con qualche luce e alcune ombre, il giovane argentino può esaltarsi se riuscirà a inserirsi nelle idee e gli schemi zemaniani, giocando di più senza palla. Nico Lopez non sembra una alternativa già fatta per la serie A: il giovane uruguaiano mi sembra ancora da costruire fisicamente per essere determinante a lungo in questa Roma. E volendo considerare Marco Borriello fuori dal progetto tecnico (ed economico), resta Bojan, talento dalle grandissime attese che sta disattendendo da troppo tempo.
Lasciato l’attacco, l’altro reparto che sembra molto buono è il centrocampo. Uomini d’ordine di rendimento come l’americano Bradley, di esperienza e carisma come De Rossi, incursori efficaci come Marquinho, talenti registici come Tachsidis su cui garantisce Zeman (“Faró di lui un campione” ha detto il boemo), il talento cristallino e la luce garantita da Miralem Pjanic. Poi c’è Florenzi, esterno offensivo che ha superato la prova di un campionato di serie B vissuto a Crotone e che lo ha affermato come uno dei giovani più interessanti, anche se non so se attribuirlo all’attacco oppure al centrocampo.
Fra i fattori positivi mi sembra di poterne aggiunge un altro: le squadre di Zeman partono forte e rendono subito per quel che possono; se questa Roma sarà da primo, secondo o terzo posto, o quattordicesimo, il campo lo dirà subito, senza trascinarci in una stagione di attesa per la consustanziazione di un progetto non meglio identificato. Sappiamo cosa è Zeman, sappiamo cosa possiamo aspettarci nel bene e nel male e inizieremo a vederlo subito.

I contro
Parliamoci chiaro: se l’attacco è la delizia delle squadre di Zeman, la difesa è la croce. Forse solo gente come Thiago Silva e il Nesta dei tempi belli potrebbero reggere il peso di una squadra così offensiva come quella del boemo. La Roma ha cambiato trequarti del reparto difensivo titolare dello scorso anno e non è proprio aria di investimenti da sceicchi. Balzaretti è una garanzia ma con una moglie scassacazzi che, a quanto pare, gli proibisce le trasferte europee. Castan lo sa Sabatini come è, sebbene il curriculum sia indubbiamente buono. Piris bisogna vederlo e rivederlo. Burdisso arriva da un anno di inattività per un brutto infortunio e solo il calcio vero e non quello all’acqua di rosa delle amichevoli precampionato potrà dire a che punto è. Peró, il dubbio sono le riserve. Solo su Taddei possiamo mettere la mano sul fuoco, anche se non è un difensore naturale ma solo adattato. Dodó soffre ancora i postumi dell’infortunio di novembre scorso e praticamente non si è mai allenato a pieno ritmo. Poi ci sono i due centrali di riserva, Romagnoli e Marquinhos, che in due non fanno gli anni di Totti. Insomma, forse servirebbe una garanzia in più, un forte centrale di esperienza per essere subito altamente competitivi con una valida alternativa.
Il centrocampo piace come è assortito ma, a voler cercare il pelo nell’uovo, non ci sono molti centrocampisti “da Zeman”, gente dotata di tanta voglia di sacrificio, corsa e spinta agli inserimenti. Pjanic tiene tanto il pallone ed è poco propenso alla corsa, manca un regista di esperienza e capace di aprire il campo con verticalizzazioni, Bradley e De Rossi non hanno queste caratteristiche mentre sarà interessante capire chi farà l’interno e chi il centrale. Tachsidis sembra ancora inesperto

Dubbi e incertezze
Il balletto sul portiere è indubbiamente controproducente. Mettersi sulle tracce di Goicoechea a tre giorni dall’inizio del campionato pare segno di confusione soprattutto se le voci su Julio Cesar della prima parte dell’estate sono vere. Smentito che Stek abbia bisogno di operarsi alla spalla, io credo che l’unico dubbio che si può avere in porta è sul secondo portiere: Lobont non è presentabile, fisicamente e tecnicamente. Pensare che un 24enne che non è nemmeno nel giro della sua nazionale possa venire a Roma a prendere il posto del portiere della nazionale olandese sia un’idea malsana. Peró c’è un clima che non mi piace intorno alla porta giallorossa. Quello dell’estremo difensore è un ruolo delicato e anche gli equilibri psicologici sono importanti. Non mi sembra si si facendo il meglio in tal senso.
Non mi piace ripetermi ma due dei tre puntelli scelti per rinforzare la difesa sono delle incognite assolute. Piris e Castan andranno visti alla prova del campo e il Catania di Maran co le sue punte agili e veloci sarà subito un banco di prova importante.
Anche intorno a Bojan si è creata un’aria malsana. Metterlo in discussione così, a fine agosto, a quanto pare solo perché non si riesce a trovare squadre disposte a caricarsi sulle spalle l’ingaggio di Borriello ci sembra un errore. Senza considerare che, sulla carta, Bojan sembra uno destinato a fare bene con Zeman ma lo spagnolo sembra penalizzato dal suo status di prestito. A quanto pare, neanche la voglia di fare vetrina riuscirà a restituire un calciatore vero capace di essere mortifero come nei primi anni catalani.

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