Moonrise Zemanlandia/Roma-Fiorentina 4-2

Goicoechea 6 – “ne uccide più la paura della spada”, e infatti lui rischia di non uscire vivo dall’Olimpico a causa di quelle uscite titubanti. Poi prende una bella palla a Seferovic e si riscatta, cioè, ne esce vivo;
Piris 7 – chiude il suo e anche quello che filtra tra le maglie strette di Marquinhos e Castan. A inizio gara è anche arrembante a dimostrazione di come la testa su una picca di DeRossi sia un afrodisiaco per molti;
Marquinhos 6 – sbaglia qualcosa perché il fraseggio viola gli fa perdere un po’ la pazienza, lui uno della Playstation Generation;
Castan 7 – se Marquinhos è superato, lui è l’ultimo muro alzato a protezione di Goicoechea. Ne respinge una di palla davvero pericolosa su Aquilani. E poi ha rubato il gol a Panagiotis;
Balzaretti 6 – spinge spesso ma in maniera scomposta, sbagliando tanti passaggi e tanti cross. Alla fine i compagni neanche gliela passano più;
Bradley 7,5 – va negli spazi come una furia pelata coniugando il dinamismo come una certa efficacia nei passaggi, cosa che ai suoi vicini di banco non accade;
Tachtsidis 6,5 – ragazzone pieno di dicotomie: è capace di far passare un pallone attraverso la cruna dell’ago in mezzo a una difesa schierata come accaduto con l’assist a Pjanic nel primo tempo oppure di sbagliare appoggi a campo aperto. Il problema è che l’autolesionismo che induce è molto più pericoloso degli schiaffi inferti agli avversari;
Florenzi 6 – il primo tempo il lato destro della Roma ruba talmente la scena che lui stesso resta a guardare manco proiettassero l’opera omnia di Nolan. Nel secondo tempo si fa più intraprendente e la Roma diventa realmente ingiocabile;
Pjanic 8 – spettacolo puro. Ogni pallone è accarezzato, giocato in una danza sulle punte al limite della poesia. Interpreta il ruolo a modo suo, esaltando chi gli gira intorno, non curandosi di chi gioca e si comporta come un rapper sudcoreano;
Destro 6,5 – divoratore naturale di gol, se ne mangia tre puliti puliti ma piazza l’assist al capitano.
Totti 9 – partita capolavoro: due gol (di cui il primo con un tasso di difficoltà altissimo, risolto con controllo e tiro al volo nell’angolo) e un assist delizioso, summa dell’essenziale classe che solo i grandi riescono a distillare;
Perrotta 6,5 – il suo e quello di Cassetti sono stati gli ultimi rinnovi firmati dalla vecchia gestione. In città se ne sono dette molte sul perché Rosella ha concesso due anni di emolumenti, profumati, a carico degli americani per questo ragazzo nato in Inghilterra, esploso a Chievo, ex della Juventus senza mai macchiarsi della juventinità. Contenti o no, doti tecniche o fisiche, Perrotta è stato il simbolo di quanto di bello è stato fatto a Roma nelle ultime stagioni. La nuova dirigenza, giustamente, avrebbe fatto altre scelte, e ha provato a sbarazzarsene come si è sbarazzata di Borriello, Pizarro e altri ancora. Lui no, lui è rimasto fedele alla linea, come un romanista che non abdica al suo cuore. E siccome gli stipendi non li pago io, sono contento di vedere in campo uno con questa grinta, capace di far ricredere un allenatore come Zeman, lui che in un altro tempo sarebbe stato un integralista di Zemanlandia. Ma se gli anni ammorbidiscono i muscoli, il cuore no, quello continua a pompare romanità e serietà;
DeRossi 6 – entra e fa quel che sa: passaggi corti, laterali, qualche sventagliata, protezione della difesa. Corre e si danna l’anima per la mezz’ora che gli è concessa, l’impressione è che Zeman abbia vinto la tenzone, alla faccia dei gufi;
Osvaldo 6 – un pallone un gol;
Zeman 7 – vince un’altra partita escludendo Ddr e Osvaldo, la squadra da tutto in campo e mostra una straordinaria voglia di vincere. L’impressione è ch sia una vittoria soprattutto sua anche perché la squadra mette in mostra 90 minuti spettacolari;

Viviano 4 – quello che para non compensa quello che lascia passare. Una scimmia monca sarebbe riuscita a fare di meglio;
Roncaglia 5,5 – deve davvero arrangiarsi per fermare gli esterni della Roma guidati da un Totti d’annata;
Gonzalo 6,5 – arrivano da tutte le parti gli avanti della Roma. Ne stoppa due, sugli altri non arriva;
Savic 5 – Pjanic se lo pappa come un antipasto;
Cassani 5 – arato. Quello arrivato a Firenze sembra un pugile scoppiato;
B. Valero 6,5 – assente Pizarro, dirige le grandi manovre viola con lucida sagacia;
Olivera 5 – Ronfa come un orso a panza all’aria. Tranne grande decide di passare a fil di tacchetti Pjanic ed è graziato dall’arbitro;
Aquilani 5,5 – si vede solo quando rischia di imbustarla. Fino al ritorno, resterò col dubbio se avrebbe esultato o meno;
Pasqual 5 – anche lui annichilito dal dinamismo della Roma;
Toni 5 – Castan non gliene lascia neanche mezza;
Cuadrado 6 – spuntato da punta perché la Viola non riesce mai a ripartire, pericoloso nel secondo tempo quando ritorna nella sua posizione da esterno destro;
Seferovic 6 – rischia di segnare il più immeritato dei pareggi. Abbastanza avventure per questa notte. A letto, pupo;
Fernandes 5 – pieno di bollicine ma niente caffeina;
El Hemdaoui 5,5 – segna un gol a dimostrazione di come, contro la Roma, anche lo scoiattolo cieco trova la ghianda;
Montella 5,5 – si fa mettere in trappola da quel vecchio volpone di Zeman e non trova le contro misure.

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