Roma-Milan 0-0

De Sanctis 6 – serata talmente tranquilla che a fine partita corre da Mangiante per fare un appello di beneficenza: sì, per Inzaghi, affinché trovasse un po’ di coraggio prima o poi e la mettesse una punta per provarci anche a segnare e non solo chiacchierare. “Regalate un po’ di coraggio a Pippo, mandate un sms al 26 26 26 9”;
Maicon 5 – partita lingua a penzoloni come Michael Jordan ma mentre his airness la usava per spiccare il volo Maicon la utilizza come branchia;
Manolas 6,5 – nell’1 contro 1 è uno dei più forti in circolazione ma si tratta di un superpotere che usa con circospezione, quando magari la
situazione è disperata e c’è da assaltare il fortino nemico. Lo vedo anche poco disponibile a prendere delle responsabilità in appoggio, gioca poco la palla e questa mancanza di coraggio in uno che i coglioni dimostra di averli mi innervosisce. Insomma, un po’ più Carrie Mathison e meno Lockhart;
Yanga-Mbiwa 6 – lui invece si prende delle belle responsabilità e sebbene stia spesso ciondoloni e sembra intontito dalle luci della ribalta, ma non sbaglia un controllo o un passaggio, anzi fa pure il Francesco Totti quando di tacco serve a Gervinho il pallone della vittoria;
Holebas 6 – lui invece quando distribuivano la grinta ha rifatto la fila 25 volte – come recita il numero che porta sulle spalle. Il problema è che i limiti sono evidenti. Ci vorrebbe anche la libertà di testa di far andare la gamba e provare la mina verso la porta avversaria, perché sappiamo che lo sai fare;
Keita 6 – particolarmente vivace, sembra essersi fatto un’endovena di viagra. A parole riesce anche a convincere Rizzoli che Armero va espulso. Forse l’aria d’Africa lo ha ringalluzzito oppure in mezzo a tutti quei vecchi si deve essere sentito il più pischello. O forse ha fatto un bagno nella vasca di Cocoon;
De Rossi 7 – tra i migliori per lo schermo che procura ai compagni
Nainggolan 6 – non parte come in altre occasioni, fatica ad accendersi, pure la cresta sembra moscia;
Florenzi 6,5 – il migliore fino al momento in cui il suo moto perpetuo non ha reso necessario un trapianto di polmone;
Totti 5,5 – a sentirsi sempre indispensabili a volte si perde do vista l’obiettivo, che non sei tu, ma la squadra e la sua crescita. Non voglio dire che si è pareggiato per colpa sua perché non è così e invece molto spesso è stato vero il contrario – ovvero che grazie a lui si è vinto – ma bisogna capire quando il sentirsi indispensabili sfocia nell’ostinazione. Semplicemente ieri era il primo a dover uscire dal campo, perché non è possibile pensare che a 38 anni si debba essere indispensabili, perché diventa difficile capire chi ha bisogno di chi;
Gervinho 5,5 – è un voto molto difficile. Le cose migliori della Roma le crea lui, che di tigna, di striscio o di danza si trova sempre nel cuore dell’azione. È lui a crearsi le occasioni migliori della Roma ed è sempre lui a tirarle addosso a Diego Lopez. Ed è vero che se avesse il tiro sarebbe Cristiano Ronaldo, ma se l’avesso un pelo meglio… Ce potrebbe provà co Irina;
Ljajic 6 – entra pieno di voglia ma c’era davvero troppo gente tra lui e la porta;
Destro sv – lotta, spigne, mena e l’unico a difenderlo è Totti. Brutto segno;
Torosidis 5,5 – a volte, nei momenti difficili, bisogna prendere decisioni difficili: aereo o treno, pc o Apple, iPhone o Samsung oppure cazzo crossa di prima senza cercare quel rassicurante tocchetto di piatto per controllare la palla;
Garcia 5 – la squadra non ha dinostrato il fuego che aveva lui a parole nella conferenza stampa prepartita;

Diego Lopez 7,5 – almeno quattro interventi importanti;
Bonera 5 – tutti quelli che lo puntano lo passano;
Mexes 6 – c’ha voja de litigà, lui che se ne è andato a parametro zero dopo che c’è costato incazzature a non finire, chiacchiere sul tatuaggio tribale sul culo come una puttana bora da 50 euro a botta e pure una squalifica sul mercato, perché pensavamo che potesse essere più a buon mercato;
Zapata 6,5 – bizzarramente resta in controllo tutta la partita;
Armero 5,5 – scena muta tranne che per la giusta espulsione;
Poli 6,5 – tanto dinamismo, tanto, troppo dinamismo, poca poesia, poco amore;
De Jong 6 – picchia così tanto che non riesce a distinguere più pallone e caviglie;
Mortolivo 5 – lui invece gioca così pochi palloni significativi che non distingue più una verticalizzazione dalla fica della ragazza: le vede poco tutte e due;
Bonaventura 6,5 – uno ddi pochi del Milan che è anche un piacere vedere giocare, lui e Lady Barbara;
Menez 5,5 – partita anonima, non si merita nemmeno i fischi;
Honda 4 – ah perché scusate c’era?
Alex sv – pochi minuti a sbracciare con Destro;
Muntari 5,5 – anche lui si vede molto poco. Che se sia imborghesito?
F. Inzaghi 5,5 – poche altre volte ho visto un catenaccio così. Q

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