Destriade

Sono sempre state dalla parte di quello che, momentaneamente, è diventato l’ex attaccante della Roma. Sono stato contento quando lo abbiamo preso e l’ho sempre stimato, reputandolo uno dei migliori prospetti nel ruolo in Italia.

Vorrei spiegare quello che secondo me è accaduto. È successo che una società in declino tecnico e organizzativo è riuscita a inserirsi tra il giocatore e la Roma, sfruttando le difficoltà dello stesso con l’allenatore giallorosso. Con Destro, Garcia ha cercato di ripetere il metodo Ljajic: ha cercato di addestrarlo, tenendolo fuori, attaccandolo all’interno e, a volte, anche esternamente. Gli ha chiesto molto perché molto va chiesto a chi vuole essere il centravanti di una squadra che vuole vincere. Esultanze polemiche (col Verona mi sembra), dichiarazioni ad angoli taglienti (“Non taglia mai sul primo palo), ma tant’è che fino a dicembre il ragazzo aveva raccolto tanti minuti quanto Totti. Poi è accaduto che, in prossimità della sfida col Milan, hanno iniziato a succedersi voci e articoli giornalistici, provenienti tutti dal gruppo Mediaset (e orchestrati da Bargiggia), prima sull’interessamento e, poi, le trattative della Roma per cederlo proprio al Milan. È stata una strategia volta a destabilizzare il ragazzo che sostanzialmente ha privato la Roma di un calciatore. Destro è andato via da Roma di testa, allettato, e questo la dice lunga sul suo carattere, da poter essere il numero uno in una società che galleggia tra il decimo e l’undicesimo posto, piuttosto che lottare in un gruppo che punta a vincere.

Come si dice spesso di corna e infedeltà coniugali, è chiaro che nessuno può inserirsi proficuamente in un rapporto sano, ma la prova che le voci dell’ultimo mese erano false e ideate per privare la Roma del suo centravanti è nella patetica scena di quel vecchietto di Galliani che prende un treno tutto da solo, si presenta alla porta di Destro e citofona, tutto per convincerlo ad accettare il Milan. Perché perfino Destro non era convinto di andare a un Milan allo sbando. Eppure Bargiggia era sicuro da un mese e mezzo che “Destro vuole il Milan”. C’era bisogno di mandare l’uomo che ha comprato Van Basten, Ibra e chissà quanti altri grandi campioni se era così sicuro che Destro voleva il Milan? Ecco che una campagna stampa orchestrata ci ha privato di un giocatore importante, aggredito da una società alla canna del gas. Un segnale di debolezza della Roma, che forse non voleva fino in fondo Destro, ma che dimostra che da questo punto di vista bisogna crescere molto. Anche a livello di capacita di riuscire a sviluppare fino in fondo i talenti a disposizione. È un dato importante: la crescita di Destro si è sostanzialmente fermata, ma era sempre il miglior marcatore dell’era Garcia. Un brutto segnale pensando a Paredes, Ucan, Ponce, Mendez e gli altri che si sono persi.

Ps: La roma non vedrà mai quei 16 milioni del riscatto. Il Milan lavora così, lo ha già fatto in passato: rimanderanno il ragazzo indietro, asserendo che è troppo caro, che si è svalutato. Di certo non potrà restare a Roma dopo quelle belle foto sorridente in maglia rossonera e quello status di Facebook “A Roma ho trovato l’amore con la A maiuscola”. Finiremo sotto botta, sicuro.

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