Er progetto

È una cosa di cui a Roma si sente parlare da un po’, più o meno dal 2011. Forse anche prima. D’er progetto si riempiono tutti la bocca dalle parti di Trigoria con eco sui giornali, i bar, i ristoranti, il meccanico, le file della posta e ciò che nel XXI secolo ha sostituito i bar, i ristoranti, il meccanico, le file della posta: i social. Er progetto è il modo di zittire il vicino critico, chi nutre dubbi sulla cessione di questo e di quello, su un’operazione finanziaria, sullo stadio, sui tuffi in piscina di Pallotta. 
Ma cos’è er progetto? Dovrebbe rappresentare un modo virtuoso di gestire una società di calcio, in modo da contenere i costi (attraverso un settore giovanile che sforna calciatori da portare in prima squadra i quali oltre a non costare niente hanno ingaggi contenuti), acquisire giovani talentuosi che crescano con la squadra, avere un’idea di calcio forte e spettacolare che garantisca di poter portare nel mondo, con le tournée ma soprattutto nelle competizioni internazionali, un marchio affascinante che conquisiti proseliti tra i tifosi, gli sponsor e vendere più magliette. Un gioco costruito intorno a nomi chiave della squadra al cui fianco far crescere i giovani. A seconda dell’epoca storica, a er progetto si accompagna il nome di una squadra: er Barcellona, er Borussia Dortmund, er Atletico Madrid. 

Ma er progetto a Roma c’è? La domanda sorge spontanea nella mente del tifoso, soprattutto il tifoso che non ha una posizione preconcetta a favore di questo o di quello, di Sabatini o di Pallotta, di Radiolone o di Radio Trigoria. 

In nome de er progetto se comprano brasiliani o uruguaiani o argentini pieni di speranze di 18 anni per tre spicci (Ponce, cinque cucuzze per il 60 percento del cartellino) e/o si rivendono dopo la prima stagione a 30 milioni agli sceicchi di Parigi: Marquinhos era er difensore del futuro della Roma. E il vivaio? Bertolacci dopo essere stato venduto, ricomprato, prestato, venduto mezzo, messo a leasing è stato ricomprato e girato dopo tre giorni al Milan per una cifra, o mio dio!, enorme, per carità. Adesso hai uno come Romagnoli, figlio di Roma, promettentissimo: lo abbiamo intravisto qui, quando è stato messo alla prova, lo ha capito Mihajlovic che il difensore centrale lo ha fatto ad alti livelli, al fianco di Nesta e Romagnoli lo ha allenato un anno e ora lo vuole prepotentemente. Se qualcuno viene a chiederti il futuro, tu il futuro lo difendi, Sabatini invece fissa il prezzo: 30 milioni e una volta accettata la trattativa in via concettuale, si passa a trattare. È di queste ore l’offerta rifiutata di 25. Romagnoli andrà via e ovviamente si darà la colpa a lui: non voleva restare, il ragazzino aveva fretta, la plusvalenza. Così, vendiamo quelli che hanno mercato, perché so boni e ci riempiamo di chi invece mercato non lo ha più e che er poro Sabatini tenta disperatamente di vendere, svalutati e demotivati. Come pensate andrà a finire la questione Destro, Doumbia, Ljajic e Gervinho? Permettetemi un inciso: avete visto come il Milan ha venduto El Shaarawi? Non mi riferisco alla “velocità” di esecuzione di Galliani (in una notte, Sabatini, Vigorelli e Destro è un mese che spaccano il capello con i monegaschi) ma al fatto che fino a giovedì scorso, il Faraone era il centro “del progetto” Milan, si pensava a un nuovo ruolo in campo, una stagione piena di promesse. L’inchiostro era ancora fresco sulle copie della Gazzetta dello sport che reclamavano la volontà di Mihajlovic di provarlo centrocampista ed ecco che era venduto. Insomma, non si vendono i giocatori mettendoli ai margini, insultandoli, sbandierando il nostro fastidio dei loro confronti, ricordando il mocio vileda che portano in testa: ovvio che chi li compra ti prenderà alla gola ben sapendo che devi disfartene perche inviso all’ambiente. A proposito: ma chi si fa mille chilometri con nel portabagagli lo striscione Gervinho Mocio Vileda? Così trattati, giusto un cinese si può caricare Doumbia dopo che è stato apostrofato “un errore” proprio da chi, a febbraio, ha fatto sborsare al suo presidente 15 milioni per portarlo a Roma. 

E se i bidoni sei costretto a tenerteli o a girarli in prestito fino all’esaurimento del contratto (ricordate Borriello?) cosa fai con quelli buoni? I campioni fatti e finiti? Vendi pure quelli come accaduto con Benatia, mandato al Bayern Monaco per un sacco di milioni, accusandolo di tutto e di più. 

Non solo, ma la continua attesa del saldo (Spolli), l’occasione (Lamela a 30 e Ljajic a 15, l’argentino 62 presenze e 19 reti nella Roma tra i suoi 19 e 21 anni, il serbo 60 e 14 tra i suoi 22 e 24 anni), il 2×3 (vi ricordate Astori, Ibarbo e Nainggolan?) ritarda i tempi della squadra, con gente che arriva il primo settembre e deve disfare i bagagli in una stanza di albergo in una città nuova, mentre le altre hanno quasi le squadre al completo con cui affrontare le importanti settimane della preparazione precampionato. 

In questo supermarket continuo, qual è er progetto? Certo non la squadra, smontata e rimontata ogni anno in una continua girandola all’inseguimento del guadagno, di conseguenza nemmeno il traguardo sportivo, perché i calciatori sono trattati come pacchi, anzi peggio bond argentini o bot greci, così demotivati che non ti portano da nessuna parte, con il rischio che, ai sedicesimi di Europa League, gente come Florenzi sbandiera ai quattro venti che la Roma non può lottare per la vittoria finale, invece Fiorentina e Napoli con mezzi tecnici minori si sono issate fino alle semifinali. 

Quindi? Qual è er progetto?

Costruite a saldo finanziario zero una squadra che ottenga possibilmente il massimo, la Champions League, “vendendo” ai tifosi il miraggio dello stadio come la panacea di tutti i mali. Miraggio e panacea non perché non realizzabile ma perché non risolverà i problemi della Roma, perché non sara un asset della Roma se è vero che la società pagherà un affitto. Sarà un costo e non aiuterà la capitalizzazione della società. 

A questo punto, perché abbonarsi? Perchè tifare per dei numero su un prospetto finanziario. Solo l’amore ci sostiene e ormai il tifo per una plusvalenza. 

God Bless The As Roma. 

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