Le pagelle di Roma-Real Madrid 0-2 (57′ Ronaldo, 86′ Jese)

Szczesny 6 – pensava fosse una notte da brividi, una replica di un film horror tipo Halloween 6 o Saw 7. Invece è ‘na bella, tiepida notte da ottobrata romana oppure una di quelle che trascorri ad aprile al Fontanone del Gianicolo co ‘na ragazzetta scosciata che c’ha voja de fasse toccà. E allora Consonanti se gratta pure er chiccherone e je viè pure qualche pensiero sconcio, chiede a Marcelo se c’ha quarche strappona sotto la majetta – che del resto appare piuttosto gonfia – finché arriva il solito rompicoglioni a rovinà tutto come l’indiano colle rose che non te le vole regalà benchè tu reclami per i Marò;
Florenzi 6 – je gira un po’ storta. Poteva raccontà ai nipotini che aveva fermato Cristiano Ronaldo e che non è vero che ne servono 3 come un pomeriggio dopo il tè coi padriccini je aveva spiegato un allenatore con la testa lucida e il baffetto alla Clarke Cable. Invece, de fronte se ritrova il Clark Cable del Real Madrid, stesso ghigno indisponente. Soltando che questo c’ha er motorino e quando parte non basta la velocità e quanno tira ce vole pure un tantinello de culo, ma purtroppo nun è aria;
Manolas 6,5 – muro alla Benatia su Isco al 30′ del primo tempo, forse è un po’ pigro sullo spunto di Ronaldo, ma Kostas uno così svelto lo aveva visto solo in allenamento quando c’erano Iturbe e Gervinho ma quelli, diciamolo, se marcavano da soli;
Rüdiger 6 – tira quasi fuori una prova tutta certezze, senza dubbi amletici. La Lasagna l’ha digerita;
Digne 6 – je stavo quasi a offrì la palma del migliore in campo, dopo una gara tutta recuperi e anticipi. Ao c’era Zanzi che se stava a messaggià co Pallotta “vedi che sti 18 milioni pe’ prende Digne so sordi spesi bene, risparmia sur cemento dello stadio che tanto in Italia nun controlla più nessuno come fai un ascensore figuramose uno stadio” che er francesino toje ogni dubbio, guardando Jesè fare 30 metri palla al piede e mettela dove Consonanti aveva nascosto i profilattici pe la sorella de Zidane;
Pjanic 5,5 – se dovrebbe vedè Animal House e il mitico Belushi che “quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare” o je farei un discorsetto tipo “ti vedo le ali negli occhi, Striker”, ma qui Striker non decolla e figuramose se riesce ad atterrare, il grido “Toga!Toga!” resta strozzato in gola e rimandato a quelle cene eleganti che organizza Lobont. Resta in disparte, appoggiato a un muro a cancellà la cronologia de Uozzapp, a tratti se sveja e se allunga fino al buffet per passà na Coca Cola al Ninja o scambià du chiacchiere co Salah. Ma gnente de più;
Vainqueur 6,5 – ammazza regà che assassino! Io so già innamorato: taglia l’orecchio a James, lo raccatta da terra e lo spedisce ai parenti in Colombia del giocatore del Real chiedendo un riscatto in palle de cocco; continua andando a caccia de polpacci dei reali de Spagna che pare un paparazzo che deve scattà na foto di Filippo VI di Borbone in divisa nazista. Imprime stimmate su numerosi polpacci tra cui quelli glamour di CR7. Spalletti lo impiega al posto di De Rossi per farci sapere che ci può essere anche qualcuno meno dinamico di Ddr, però ammazza come picchia;
Salah 6 – la cosa che me fa uscì de senno è come uno possa addormentare con la punta del piede un lancio de trenta metri o quegli appoggi con la dinamite che fa il Ninja per mettere in difficoltà i compagni, e poi sbagliare il controllo successivo e mandare la palla a cinque metri. L’egiziano spreca almeno 5 o 6 situazioni interessanti sbagliando proprio un controllo o il passaggio o cercando un dribbling di troppo;
Nainggolan 6 – se rilassa troppo sapendo che in campo c’è un compagno che se prende la briga de dà la caccia ai polpacci degli avversari. Per un momento ha una crisi di identità, un dilemma dello spirito, un “essere o non essere” o meglio “polpaccio o non polpaccio?” Così se scorda de avè trascorso le ultime tre ore a fare la tinta oro alla cresta e avella arrotata sfregandola sulla barba a carta vetrata de Maicon e aver affettato la feta de Kostas; così inizia a fa l’intellettuale, a cercà er dialogo a centrocampo, trame e sviluppi di gioco che sappiano tutti che non gli appartengono. È merito de Spalletti se anche un arrota caviglie ambisce a discettare di poesia, l’importante è tornare a menare botte come se non ci fosse un domani, ricordando sempre chi siamo, dove andiamo e che un Ninja si giudica su quante rotule sposta;
El Shaarawy 5 – nota stonata in una serata in cui si chiedeva il minimo. Cioè, mica volevamo vince o pareggià, è pacifico, bastava nun prendene 7. Spreca un’occasione clamorosa solo davanti a Navas perché a forza de guardà a distanza CR7 se crede de avecce pure lui er motorino, glielo ruba con le tronchesi di Rudiger, ma in area di rigore se ricorda che le deve restituì al compagno, che Rudiger è ruvido ma crucco e alle cose sue ce tiene. Se ferma, se ricorda che deve tirà, ma a quel punto Carvajal ha interpretato i suoi dubbi, l’ha rimontato e ha avuto pure il tempo di riflettere aulla Critica alla ragion pura di Kant. Nun je resta che mettese le mani nella cresta, sperando che la cresta je restituisca le dita;
Perotti 6,5 – è evidente che a mette uno a tutto campo che distilla calcio coi piedi così come le sorelle Nonnino distillano grappa, la squadra fa tutto un altro figurone, Perotti è come mettese l’abito scuro che te fa fa bella figura. La fanno tutti, sia chiaro, ma nun segnamo. Ciò mi fa tornare in mente lontani ricordi;
Dzeko 5,5 – al contraltare ce sta lui. La sua presenza significa una squadra più spartana, che si affida a poche note come la spizzata de testa per il rimbalzo del compagno o la spallata in area de rigore da cui far scaturire qualcosa. E in parte ce riesce, come quanto me fa infrange il fioretto de nun bestemmià quando tira sull’esterno della rete un pallone solo davanti a Navas (e in cui trova il tempo de fasse recuperà);
De Rossi sv – 13 minuti e se fa male. Nun ce sei più abituato Danielì;
Totti sv – giusto il tempo de na scenetta a favor di camera per schernirsi con un giornalista o schernire Pallotta o Spalletti, dipende, l’etimologia della perculata tottiana è un disciplina che meriterebbe corsi all’università. E ricorsi e pure rincorse;
Spalletti 6,5 – è una squadra educata, elegante, con un papillon, un tocco esotico dal nord Africa con intrecci tra razze interessanti. Però la coperta è spesso corta e quando il fiato si fa breve e qualcuno fatica a rientrare e altri se fermeno a legge le offerte dei fumetti in edicola allegati con quotidiano romano che brillano sui display a bordocampo, tutto diventa un po’ più difficile. La squadra ar 60′ stava tutta a respirà colla bocca aperta, che è un bel segnale di gruppo unito ma non è che i professori del primo quadrimestre ce facciano na bella figura. De sicuro nun la fa er preside che ricorda a mezzo stampa nella pausa tra la chiusura della Borsa di Tokyo e l’apertura di quella di Londra che a Trigoria nun se lavorava, prima. Lui stava a compra le calze Gallo a Wall Street;

Navas 6,5 – un grillo salterino, Florenzi e Dzeko se lo trovano in mezzo a li carzoni e mandano a puttane la serata;
Carvajal 6 – proletari di tutto il mondo unitevi. In spagnolo se traduce “Carvajal”;
Sergio Ramos 7 – è tutto na scivolata, un corpo de testa, quasi quasi me sento onorato da cotanta attenzione. E pure cotechino e il guanciale delle tette della sua donna;
Varane 7 – grande recupero su El Shaarawy e una gara di costante attenzione e bavaglio agli avanti giallorossi;
Marcelo 5,5- er primo tempo deve aver pensato che er professore stava girato dall’altra parte perché se scorda che fa il terzino e gioca costantemente nella metà campo nostra. Ner secondo tempo j’è tornata su l’anduja che s’era magnato a pranzo spalmata su quattro fette de pane casereccio de Lariano;
Kroos 6,5 – va sue e giù per il prato verde dell’Olimpico che pare un modello della settimana della moda di Parigi, er mento alto, la postura perfetta, i passi contati. Ammazza quanto è bello e pure i palloni che muove hanno un profumo di bollicine di Champagne;
Modric 5,5 – si vede poco perché Marcelo nel primo tempo catalizza l’attenzione, Kroos è bello come Naomi Campbell ai tempi suoi e Cristiano Ronaldo ha quel fascino pansessuale che piace a tutti. Lui è il brutto anatroccolo e lo sa;
Isco 6 – vedere uno come lui che potrebbe tranquillamente fare la punta giocare mezz’ala… Mah, a volte penso che sia sprecato al Real;
James Rodriguez 6 – ha trovato un omo vero e gli ha detto “escila” e lui ha uscito la spalla;
Benzema 6 – si muove con l’obiettivo di creare spazio per i compagni. Ci riesce spesso;
Cristiano Ronaldo 7,5 – faccetta da mascalzone che DiCaprio je fa na sega, mette in scena una carrellata di espressioni e interpretazioni uniche: dal bacio alla bambina nel prepartita fino alle tragedie ogni volta che è contrastato, si comporta come quei consumati attori che hanno perso l’ispirazione e si affidano al peso del loro nome. Lui però ha ancora una discreta dinamite nelle gambe e Florenzi se ne è accorto;
Kovacic sv – toh, chi si rivede! In questo Real è chiaro che non è al livello degli altri;
Jesè 6 – entra, segna, beato lui. Certo non è Butragueno e nemmeno Raul. Tanto meno Morata;
Casemiro sv
Zidane 6 – li mette in campo, cerca di farli stare vicini e che si aiutino. Non avrà vita facile se non gli comprano qualche centrocampista vero.

vainqueur polpacci

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