Le pagelle di Roma-Palermo 6-0 (30’pt Dzeko; 7’st Keita, 15’st e 17’st Salah, 33′ st Strootman, 44’st Dzeko)

Szczesny sv – inquadrano più Totti in tribuna che lui in campo, ma nun se offenne, lui è contro la sovraesposizione mediatica perché poi la gente se impiccia co tutte quelle consonanti. La gioca più coi piedi che colle mani, nun je capitava da quelle notti fetish con la moglie di Wayne Bridge e John Terry a Londra;
Maicon 6 – petto in fuori, sfotte e deride il più piccolo del gruppo, che il tizio della pubblicità contro er bullismo proiettata sul tabellone della stadio manca poco che scenne dal maxischermo sopra la Sud per andarlo a cazzià;
Manolas 6,5 – ha la faccia da divieto stradale rotondo, quello fondo bianco e bordo rosso: nun se passa, strada senza uscita;
Rüdiger 6 – è tutto ringalluzzito e in campo se guarda intorno come quelli che alle anteprime esclusive der cinema se alzano in piedi sulla sedia pe cercà de beccà DiCaprio che dopo devono annà ‘sieme a quer pizza ar tajo a via Catania dove i facioli navigano nell’olio su una pizza guanciale e polenta. Inciampa un par de vorte sul pallone ma lo si perdona volentieri;
Digne 6 – finisce er primo tempo che c’ha la recchia sinistra rossa come la majetta per tutte le istruzioni che Spalletti j’ha urlato. Er secondo tempo lo gioca nascosto dietro i tabelloni per paura che Luciano mandasse Baldini a interrogallo;
Florenzi 6 – tira na brutta aria pe chi nun parla toscano o inglese: lui se voleva lamentà der contorno servito a pranzo ma le urla arrivate dall’ufficio de Spalletti j’hanno suggerito de sta manzo, fasse li cazzi propri e mangià i piselli cotti al vapore;
Keita 6,5 – scende in campo da capitano e sull’Olimpico c’è il rispetto che se deve ar professore che nella vita ha vinto tutto, tant’è che s’arza er coro “Un capitano, c’è solo un capitano”. Lui, orgoglione, ringrazia cor gol;
Nainggolan 7 – s’è fatto cromà la cresta e grida “Ammiratemi” ogni volta che tocca palla, che se sgarrupa in scivolata. A un certo punto vede che l’avversario è talmente intontito dagli uno-due della coppia Starsky-Hutch dell’attacco giallorosso che salta con un sombrero de tacco un malcapitato;
Pjanic 7,5 – se vede che inizia sotto shock, ha sentito pure lui le urla della mattinata, a dire il vero lo hanno pure svejato che lui aveva passato la notte a giocà a Fallout 4 insieme a Tatiana e Magdalena, due colleghe arrivate da Sarajevo per un corso di aggiornamento. Piano piano se toje de dosso er torpore, addirittura je fanno tirà na punizione, na cosa che nun je capitava da un mesetto e non pensavo proprio che a poche ore della defenestrazione di Trigoria del Re di Roma, quarcuno pensasse ancora al piccolo principe. Così prende coraggio e pensa “ao, ma questi me stanno a guardà tutti, mica penseranno che me tocca dirige le operazioni? E mo che faccio?”. Allora Mire prende la bacchetta da direttore d’orchestra e dirige e suona e a forza de fa corre sta bacchetta je torna la voja de corre pure lui, de sta dappertutto a disegnare cerchi sul prato che inviino un messaggio chiaro: Capità, noi se damo da fa, prima o poi, “bbene o mmale, o a ggalla o a ffonno”/Sta cana eternità ddev’èsse eterna!“. E così, privato del divin genitore, Mire se libera. Speramo che dura;
Salah 8 – dar brusio dello stadio, una frase si erge alle orecchie de Spalletti, de Totti e pure della madonnina di Monte Mario: “Alza la testa… Passalaaaaa”. Prima è un sospiro, poi un grido ben distinguibile pure a Il Cairo. Lui tira dritto, pensa che so le sirene che cercano de mandallo a sbatte. “Passarla io, ma che stamo a giocà?” è proprio il caso di dirlo. Ha un paio di palloni che per generosità manda in orbita alla Cristoforetti che se sente sola. Poi segna, segna e il secondo è un trucco, una trovata da fine allenamento, uno di quei giochetti de quanno pensi ancora che il pallone sia un divertimento;
Dzeko 7,5 – quando ha sbajato quer gol a porta spalancata, mandando la palla a sette metri dalla rete, deve aver avuto quello che gli alcolisti chiamano il momento di lucidità. Se deve esse guardato dentro, lì in fondo al baratro, e pensato alla battuta di Woody Allen che quando tocchi il fondo puoi sempre iniziare a scavare. Je va in aiuto l’amichetto Mire: je scodella una palla in area, lui l’addormenta, se gira e la gamba va da sola, come ai vecchi tempi, fulmina il giovane pischello tra i pali e la rete si scuote come colpita da un tifone. 1-0 e lo stadio dimentica capitani e allenatori e si unisce in un lungo coro “Dzeko-Dzekooo”. Da questo momento Edin sembra sbloccato, ritornato dalle lunghe vacanze romane che si era concesso, mette lo zampino anche in altri gol, poi, in una totale ubriacatura di gioia va pure davanti a microfoni e telecamere a spiegare che la Roma le vuole vincere tutte. Tutte. Pensate che fatica;
Strootman sv – in cerca di consenso, dopo le 23 pugnalate al Cesare di Trigoria, Spalletti manda il campo la vecchia lavatrice. Cosi se scordamo tutto, per fortuna: l’ingresso in campo dell’olandese è acclamato come un gol, ma per fortuna ieri e oggi non si è parlato altro che delle idi di febbraio. Intanto Kevinone fa subito capì che il polpaccio deve ritrovà consistenza e il cervello i tempi dell’intervento, ma l’attitudine al comando, quella è indomita, così come entra sul rettangolo verde comincia a sparare una serie di istruzioni ai compagni senza mai sputare, sbracciandosi più di quanto abbia corso, ma a noi piace così. Kevinone è con noi, io non temo più niente o nessuno;
Iago Falque sv – toh chi si rivede. L’uomo che lo scorso anno ha segnato tanto quanto Dybala ma quest’anno s’è scordato di aggiornare le statistiche. Daje ispanico, lotta e vinci insieme a noi;
Perotti sv – pochi minuti e lascia un assist tanto le fa capì chi comanda in tempi in cui il trono è lasciato libero;
Spalletti 6,5 – sembrava sul punto de fa la fine di Twyn Lannister, ucciso sulla tazza del cesso mentre provava a fa na cacata come si conviene dopo na scopata. Prima aveva cercato de ammazzà er fijo dopo regolare processo e verdetto per singolar tenzone, invece nel dopo partita spiega con calma le sue ragioni e ne esce palla al piede e mento alto. Ce manca solo che a Totti nun je resta che fuggì dentro na cassa co’ tre buchi pe respirà e manco un pitale per piscià verso la Major League Soccer a bacià bambini ed esse esposto in un’automobile blindata per la gioia dei tifosi amerigani;

Alastra 5,5 – er pischello rischia de uscinne traumatizzato: probabilmente per la prima volta quest’anno la Roma mette in porta ogni tiro verso la porta, una roba da riportacce alla mente Stekelenburg, ma nun è sera de incubi giallorossi, uno colle mani allenate solo per raccogliere la palla dal fondo della rete;
Struna 5 – un randellatore che raramente ho visto altrettanto sgraziato;
Gonzalez 4 – oggi proprio fuori di capoccia, sbaglia tutto, come il T9 dell’iPhone;
Andelkovic 4,5 – così sbagliato che fai finta a capì che fosse vero. Forse era Kjaer;
Morganella 5 – con quel barbone mal curato viene il dubbio fosse dell’Isis;
Hiljemark 5,5 – prova a stare un po’ ovunque perché ovunque si aprono voragini;
Brugman 5,5 – pressa, recupera palla e fa ripartire la squadra, ma i compagni non avevano proprio voglia. Allora Iachini lo toglie;
Jajalo 4,5 – ancora adesso, a 10 ore dalla fine della partita, ho il dubbio che esista realmente;
Pezzella 5 – un altro pischello, porell Maicon l’ha spaventato e j’ha bloccato la crescita;
Vazquez 5 – scojonato, si vede pure da casa mia che nun c’ha proprio voja;
Gilardino 5 – scena muta;
Maresca sv – ormai nun ce po’ fa più paura;
Trajkovski sv – certo che passà da Dybala a Trajokovski è dura;
Djurdjevic sv
Iachini 5 – schiavo del contratto, je tocca tornà ad allenà una squadra depressa e scarsa. Qui nun c’è vole un allenatore, serve un domatore de pantegane.

2 pensieri su “Le pagelle di Roma-Palermo 6-0 (30’pt Dzeko; 7’st Keita, 15’st e 17’st Salah, 33′ st Strootman, 44’st Dzeko)”

  1. Spettacolare!

    Solo ultima frase alla fine della pagella di Spallo su Totti…. Un po’ troppo…

    Sempre ammirata e fedele, ciao

    @LadyASR

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