Le pagelle di Roma Inter 1-1 (53′ Perisic, 84′ Nainggolan)

Szczesny 6 – in versione impiegato delle Poste al venerdì il quale, malgrado le indicazioni sul casual friday del super megadorettore generale ducaconte, non ce la fa proprio a osare un maglione e un jeans e allora prova col completo chiaro, quasi avorio, un po’ spermatozoo. Malgrado l’aplomb impiegatizio, al sabato sera Coso cerca sempre il brivido, quasi fosse l’ora di Zio Tibia e allora si esibisce nel pezzo forte della casa di Coso: rischio raschio sul pressing avversario. Sul gol dell’Inter, va giù un po’ lento e pesante;
Florenzi 5 – c’ha voja de magnasse l’erba del campo – e non de fumassela come altri compagni – e de fa un sol boccone dell’Inter sinistra di Roberto Mancini, ma il suo incubo peggiore è proprio il mancino di Mancini che sinistra il piccolo FloFlo: Perisic je va via da tutte le parti e lui manco la targa riesce a prende tanto je gira la testa;
Manolas 5,5 – pure lui sta parecchio svalvolato e si guarda intorno, ha trovato traffico sul Muro Torto e s’è innervosito parecchio, così piazza un paio di palloni là dove c’erano solo maglie nerazzurre e da uno di questi errori arriva il gol interista. Mezzo punto in più per il salvataggio nel primo tempo su Eder;
Rüdiger 6 – per una volta è il primo della classe: je tocca spesso il piccoletto di Mancini e lui si diverte e spintonarlo, sbeffeggiarlo, bulleggiarlo. Il Mancio se la prende perchè una cosa del genere in Inghilterra non sarebbe mai successa;
Digne 6,5 – ieri sera aveva voglia de fa er primo della classe, de esse pure più svejo del professore toscano che ha sostituito il titolare della classe che era francese come lui. È talmente svejo che vede oltre e, pronti e via, comincia a rovescià cross nell’area interista sguarnita di maglie rosse; il fatto che la sfera terminasse inevitabilmente in un luogo oscuro che ricordava il tesseratto fuori dallo spazio-tempo di Interstellar non lo ha scoraggiato, lui ha tenuto duro. Insomma so’ spariti circa du’ centro palloni e i raccattapalle li stanno ancora a cercà. Poi appiccica lui il cerotto a Pjanic quando il bosniaco si becca una pedata in faccia da Medel. Je dà pure un bacetto pe’ faje passà la bua;
Pjanic 6,5 – se mette a giocà de goniometro col pallone disegnando geometrie euclidee in lungo e in largo per il prato verde. Con la palla riesce a scovà pure i compagni che se nascondono dietro gli alberi e i cespugli. Sacrifica un occhio per procurarsi una punizione dal limite perché Orsato proprio nun c’aveva voja de fischià. Poi siccome la giacchetta gialla Stabilo nun c’aveva manco voja de vedè gol, je piazza la barriera a 7 metri. Guardate il replay: la barriera dell’Inter è circa un metro più vicina alla porta rispetto il dischetto, la palla è un metro fuori l’area di rigore, quindi se tra il limite dell’area e il dischetto passano 5 metri, più 2, totale 7. Come può uno che fa l’arbitro a capire che la barriera non è ai 9 metri e 15 regolamentari? Il bello è che Mire manca poco che segna pure così;
Keita 5,5 – tra i momenti encomiabili della partita, il tentativo di ammazzare il ragazzino che andava in motorino disturbando la sua pennichella, Biabiany;
Nainggolan 6,5 – gioca troppo avanti, anche rispetto alle ultime uscite, così è regolarmente tagliato fuori dal pressing nella zona del campo dove conta. La sua reattività gli consente di intervenire sulla palla vagante lasciata da Dzeko e segnare. Poi un paio di scelte sbagliate al limite dell’area di rigore riaprono la questione: ma non era meglio che al suo posto ci fosse Pjanic?
Salah 6 – non riesce quasi mai ad avere la meglio su Nagatomo, ma lotta come un leone e si procura un paio di palloni che Handanovic salva, poi serve una palla d’oro a Dzeko che tira alla Stazione Spaziale Internazionale;
Perotti 5 – ingabbiato nel traffico di maglie nerazzurre, non ha spazio e tempo per liberare le sue serpentine. Anche lui bloccato nel tesseratto manciniano, ha una palla al 4′ ma la mette sopra la traversa;
El Shaarawy 6 – di stima per il movimento, ha un’occasione d’oro ma Handanovic si supera;
Dzeko 5,5 – luci e ombre. Il suo ingresso ha cambiato la Roma, allo stesso tempo sbaglia in maniera clamorosa passaggi, palle gol e tiri, meno male che su uno di questi errori si avventa il Ninja per il gol;
E. Pamieri – sv
De Rossi sv – il suo ingresso non l’ho capito;
Spalletti 5,5 – secondo me sbaglia la formazione. L’Inter è sempre molto chiusa e Dzeko sarebbe servito subito, senza considerare che, con la media di gol sbagliati del bosniaco, deve stare in campo 90 minuti per sperare do vedergli segnare un gol;

Handanovic 7,5 – insuperabile. L’intervento su El Shaarawy è da fenomeno. I suoi trascorsi laziali traspirano sudore acro dalla acrimonia dimostrata nel perdere tempo in ogni singolo rinvio dal fondo, come farebbe il portiere di una squadretta;
D’Ambrosio 6 – petto in fuori, la butta sul fisico e ingaggia un bellissimo duello con Digne. Elsha gira al largo, tanta strizza je mette;
Miranda 7 – insuperabile, va in difficoltà con Dzeko, para pure un colpo di testa, si fa beffare da Nainggolan, ma vederlo uscire palla al piede è bello come quei lunghi silezi di Antonioni, ma che palle;
Murillo 5,5 – ogni volta che lo vedo giocare, non può fare a meno di scivolare due o tre volte, non è il massimo per un difensore;
Nagatomo 6,5 – “para” Salah, ma non vede mai la metà campo della Roma;
Brozovic 7 – è un centrocampista di livello europeo: tampona e riparte, è pericoloso in avanti, serve il pallone del gol a Perisic;
Medel 6 – giocatore utilissimo, forse più per il rugby che per il calcio;
Biabiany 6,5 – due o tre volte parte con il motorino e sgasa sotto le mura giallorosse, ma il grosso del lavoro lo fa come quinto difensore;
Ljajic 5,5 – si sfianca nel marcare Keita, esce dal campo con le guance scavate, come se avesse perso 10 chili in 90 minuti;
Perisic 7,5 – aiutato dalle distrazioni di Florenzi, sciorina una prova di forza e tecnica, tira, dribbla, marca, segna;
Eder 5,5 – buono per il pressing, non tira mai;
Manaj sv – entra per fare a botta;
Felipe Melo sv – entra per fare a botte;
Mancini 6,5 – lui non ha problemi di atteggiamento, si difende e spera nelle ripartenze.

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