Viktoria Plsen-Roma 1-1 (3′ Perotti, 11′ Bakos)

Le ciminiere delle fabbriche di birra si stagliano nel cielo mentre la Roma gioca a Plzen nella prima sfida dell’Europa League 2016-2017. Il pensiero corre a Maicon… ed è già tornato (il pensiero, non Maicon)

Alisson 6,5 – dopo una giornata uggiosa e una partita all’ora in cui i sogni prendono l’aperitivo e le persone che muovono il PIL, soprattutto a Roma, ancora stanno a lavorà per permettere a tanta gente de sta a casa sur divano tutto il giorno, voglio farmi prendere dalla positività circa questo ragazzone brasiliano che ha sfidato il mondo e ha deciso di fare il portiere nella patria dei trequartisti e dei trequartisti che giocano terzini. A lui lo hanno messo in porta… ci sarà un perché… Però non ha sfigurato: sicuro nelle uscite, ha preso un bel colpo di testa avversario al 22esimo del primo tempo. Sul gol, non credo si debba accollare a lui;

Peres 6 – libero come un murales di Banksy, fa il disegno che vuole sul prato della Doosan Arena. Di regola dovrebbe stare a destra, ma lui non si fa catalogare e travolge tutto l’arco costituzionale. Lo trovi spesso al centro, nel ruolo di mezz’ala e quando riescono a innescarlo con un rapido dai e vai allora per circa 15 metri so dolori, ma quando arriva sulla trequarti arriva l’atroce dubbio: che fare? Tirare? Essere o non essere?

Manolas 6,5 – si vede che sta incazzato perché i buoni pasto promessi da Sabatini non arrivano e lui ha il dubbio se si può permettere la torta di compleanno per il nipotino. Così decide di mettere la playlist Anarchy in the UK, fa reparto a sé, nel senso che si mette dove je pare anche a costo di rimetterci l’osso del collo per intercettare un pallone. Perché nun se passa proprio perché semo abbastanza incazzati;

Fazio 5,5 – er cognome mette simpatia, te aspetti de vede spunta da sotto la scrivania la Littizzetto, poi quello sfrontatezza nell’accollasse tre Europa League in bacheca, anche se praticamente ha giocato da protagonista solo in una delle tre sembra una sfrontatezza degna di un romano. Poi però lo vedi in campo e pensi “Ma rispetto a Spolli, a che punto stamo?”. Nun sarà Spolli, ma famoje fa serenamente il quarto difensore…;

Jesus 4 – simbolo del mercato dei bot e i titoli di stato, preso per un’operazione da partita doppia con l’Inter tanto per far girare 9 milioni, perché non posso credere che Sabatini (o peggio Spalletti) ignorasse quello che ogni tifoso dell’Inter sa già, ogni fantacalcista già sa.. Che questo è un pippone e si merita di essere crocifisso a piazza San Pietro. Il problema è che dopo tre giorni te lo ritrovi a Trigoria (cit. Luca D.);

Nainggolan 5,5 – ao, per tutto il primo tempo pareva de sta in dieci. Poi compare nell’azione del palo, poi sparisce di nuovo. “Chi ha fatto palo?”. “Boh, pare Nainggolan, ma nun stava a Roma?”;

Paredes 6,5 – molto bene e lucido ed è pure di bella presenza;

Gerson 5 – Spalletti: “lo scuso perché era alla prima partita”. Se non è una condanna a morte questa…;

Iturbe 5 – emblema suo e dei suoi ultimi due anni è quando cicca una meravigliosa palla che scendeva perfetta, l’ha sbucciata come una mela moscia, sapete quelle sfarinate, che quando le mordi sono totalmente inconsistenti? Ecco, Iturbe è così, una mela rimasta troppo al sole e tutta sfarinata quando la assaggi. Non sembra proprio un calciatore che vale 30 cucuzze, anzi, ridotto così non sembra proprio un calciatore;

Perotti 6 – qualche buon numero, lunghe pause, se non se le prendesse sarebbe Iniesta… o Totti;

El Shaarawy 5,5 – giallo in faccia al 56′ spreca un contropiede d’oro. Ormai in testa ha una fauna indipendente;

Dzeko 5,5 – prima di entrare in campo gli fanno un’ispezione rettale. Il dubbio dei direttori di gara è che possa nascondere un apribottiglia per Jesus che non riesce a stappare la terza birra della serata. Non manca il suo contributo, apre spazi e la squadra gioca meglio quando lui è in campo, ma spreca almeno un paio di buone occasioni;

Florenzi sv – uno spunto, poco altro;

Totti 6,5 – solite sventagliate a liberare i compagni davanti alla porta. Peccato però che i compagni…;

Spalletti 5,5 – la Roma non perde, ma è affetta dal medesimo morbo visto con Garcia e tante altre volte in passato. Non aggredisce i portatori di palla avversari, non schiuma rabbia, così non si va da nessuna parte.

Bolek 6, Mateju 6, Hejda 5,5, Hubnik 6, Limbersky 6, Kopic 6,5, Horava 7, Kace 6, Zeman 7, Bakos 7, Duris 7, Petrzela 6,5, Poznar sv

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