Le pagelle da ridere di Lazio-Roma 0-2 (64’ Strootman, 77’ Nainggolan)

roma striscione vittoria godo come un riccio

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ROMA

Szczesny 6,5 – lui sperava tanto nella guerra etnica lazziese che nella sua gioventù polacca ne deve pure aver sentito parlare. Le truppe cammellate sbiadite si aggirano soprattutto nel primo tempo attorno alla sua trincea ma Coso nun se scompone, intanto fa le prove di sillabazione del suo cognome;

Rüdiger 6,5 – Keita je fa er solletico. Esce dal campo con un paio di tibbie lazziesi al collo declamando “Era un trofeo di trofei, un natante cannibale che si adornava delle ossa dei nemici”, poi prende a cintate la moje de Lulic;

Manolas 6,5 – fa er minimo, na scivolata su Immobile mi sembra che je resta la bruciatura sulle chiappe ma che soddisfazione;

Fazio 6,5 – a lui la rouleta su Immobile che lo pressava è riuscita, del resto, quello era immobile;

Bruno Peres 4,5 – il peggiore giallorosso in campo, sempre fuori posizione, si fa perculare da Lulic, uno che difensivamente non è proprio un fenomeno, sovrastato fisicamente, penso sarebbe ideale prestarlo al Senegal per la Coppa d’Africa;

De Rossi 7 – sbaglia qualche lancio in profondità ma garantisce la necessaria copertura. Certo, manca il dinamismo di 10 anni fa, ma, come dice Rocky Balboa, “time is undefeated”;

Strootman 8 – la gara non è da 8, sempre piuttosto rigido in campo, sebbene tenga sempre i 90 minuti non mostrando cedimenti, ma sembra come se mancasse di elasticità. Però, dopo che Spalletti aggiusta la squadra, ruba quel pallone a Wallace, fa la faccia da duro a Dzeko (“levate dar cazzo”) e fa er cucchiaio a Marchetti. Poi bullizza il bimbo Cataldi. Simbolo;

Emerson Palmieri 7 – era il vero punto interrogativo della partita. Perché su Peres c’erano negative valutazioni tecniche e tattiche, non di meno l’ex Torino gioca da qualche anno a certi livelli e di derby in maglia granata ne aveva già vissuti; invece il brasiliano era una vera incognita e, nel divario tra aspettativa (disastro) e effettivo valore dimostrato in campo (ottima gara) c’è lo spazio per dire che Palmieri è stato (quasi) il migliore. Gara sontuosa e attenta, Felipe Anderson annullato completamente, soprattutto sulla sua caratteristica più importante, la tecnica in velocità: Emerson Palmieri non ha mollato un centimetro, rivaleggiando sul tachimetro col 10 sbiadito;

Nainggolan  7,5 – primo tempo vittima della folle posizione in capo assegnatagli da Spalletti, nel secondo è riportato più nel vivo del gioco e torna determinante;

Perotti 6 – prezioso nel tenere palla, soprattutto nel finale. Irride in un paio di occasioni i bimbi lazziesi, sugli spalti piangono inconsolabili “perché a noi ce tocca vede Milinkovic-Milloscevic?”;

Dzeko 6 – partita di lotta e di governo, se scansa al momento giusto quando Strootman lo imbruttisce “levate è mia”;

Juan Jesus sv

Spalletti 6,5 – sbaglia ancora una volta la formazione iniziale, o quanto meno le posizioni. Gli aggiustamenti tra la fine del primo tempo e l’intervallo consentono alla Roma di assumere una disposizione in campo più aggressiva, sebbene almeno formalmente si giocasse con 8 tra difensori, terzini (per quanto offensivi) e incontristi;

LAZIO

Marchetti 5,5 – nel primo tempo i nostri non si avvicinano abbastanza all’area lazziese da vedere il bianco dei suoi occhi – che è tanto e abbondante oltretutto. Poi il bianco degli occhi di Marchetti si fa sempre più dilatato e il portierone non vede il tiro di Nainggolan che si insacca;

Basta 5,5 – corre parecchio, per lo più a vuoto;

Wallace 4 – è giovane, speriamo la sua carriera sia devastata da “La spazza Wallace”;

Radu 6 – tiene duro;

Lulic 6 – in campo si fa rispettare, vincendo fisicamente il duello con Peres, poi fuori, davanti ai microfoni, perde la trebisonda lasciandosi a una dichiarazione razzista verso Rudiger. Lui, che la guerra etnica la vissuta e non ha aperto bocca quando uno scemo l’ha inneggiata a Formello. Pecoroni;

Parolo 6 – si fa vedere molto soprattutto in proiezione offensiva;

Biglia 6 – regia pallida, soprattutto falli;

Milinkovic-Savic 5,5 – limitato da un infortunio che lo aveva dato per escluso fino a ieri, si fa vedere a sprazzi. Potrebbe dare molto di più, soprattutto per creare la superiorità numerica, ma non è proprio aria di nessun tipo di superiorità;

Felipe Anderson 5 – la delusione della partita. Dalla sua parte c’era il romanista sulla carta più scarso, ma Palmieri ha saputo tenere testa proprio nella caratteristica più importante di Felipe, la velocità;

Immobile 5 – tocca due palloni, sparati sulla fila Z della sud, poi, per il resto, immobile;

Keita 4,5 – anche lui nullo, subisce il fisico del vucumprà giallorosso;

Lombardi e Patric sv

Kishna sv – si presenta con 4 ciuccetti in testa, torna a casa con due pere sul groppone;

Inzaghi 5,5 – non sviluppa una contromossa alle modifiche dell’assetto tattico volute da Spalletti.

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