Udinese-Roma 0-1 (11′ Nainggolan)

roma striscione vittoria godo come un riccio

ROMA

Szczesny 6,5 – fa una paratona sullo 0-0 su colpo di testa d Felipe, sull’unico pallone che galleggia in aria sul quale non piomba Fazio come l’aquila presidenziale amerigana sul parrucchino di Trump. Poi passa il pomeriggio a giocare a Mastermind con le poltroncine dello stadio di Udine;

Manolas 6 – controlla il suo spicchio di campo senza dover attingere alla quota giornaliera di scivolate. A volte è costretto a inoltrarsi in zone del campo che non aveva mai frequentato, causa sopracciglio alzato da Fazio. “Che fai non sali? Guarda che te torturo manco fossi l’Inquisizione giapponese”;

Fazio 6,5 – sull’unica palla di testa che sfugge alla sua contraerea, Scenni fa un paratone. Poi respinge tutto, fino al 93esimo quando rincula pure i raccattapalle che volevano la maglietta mandandone tre in rianimazione;

Jesus 6,5 – un unico anello per Frodo e la Terra di Mezzo e un unico ruolo per GiovanniGesù in mezzo al campo: a sinistra in una difesa a tre, dove copre bene se stesso e i compagni, si lancia perfino in un paio di verticalizzazioni degne di un centrocampista e moltiplica pure i pani e i pesci per l’amico Peres. Miracolo;

Bruno Peres 6 – tolto la pesca alla mosca in zona Isola Tiberina, questa è la sua dimensione quasi ideale per Brunetto: coperto dalla divinità cagacazzi greca, deve solo pensare a correre e aiutare il compagno, ricordandose de nun mandà tutto in vacca, la parte per lui più difficile;

Paredes 7 – recupera millemila palloni e li ridistribuisce con equità degna di Karl Marx: potere operaio ma con classe da Robespierre;

Strootman 7,5 – flash sempre più intensi e prolungati nel tempo del centrocampista che avevamo tanto amato. Copre una gran quantità di campo, recupera palloni pressando gli avversari con i canini di fuori, dissangua l’Udinese e si inventa pure tre palle gol tanto pe’ fa capì chi comanda domenica pomeriggio;

Emerson Palmieri 6 – se fa li cazzi sua perché sa che il momento più difficile è quando tutti si sono ricreduti su di te e pensano che sei un calciatore vero, è quello il momento in cui strafai, eccedi, te senti Carlos Alberto ma sei solo un Emerson Palmieri, uno col cognome da impiegato del catasto, quindi testa bassa e concentrazione;

Nainggolan 7 – è il guerriero dragone delle scivolate: ruba, passa, tira, fa tutto sdraiato, come piacerebbe a me. Poi fa na purghetta ai friulani manco fosse Totti;

El Shaarawy 5,5 – si vede poco, perde numerosi palloni, spreca una buona occasione, forse perché si ritrova marcato da uno che si chiama Faraoni, deve essere una roba tipo come la criptonite avere come marcatore uno che porta il nome uguale al tuo soprannome, ma al plurale;

Dzeko 5 – insufficienza perché, malgrado si sprema nel lavoro utile per la squadra, se magna davvero troppi gol, almeno tre, poi il rigore, rischiando de mettere in croce na partita che sembrava avere le premesse giuste. Sui social se becca l’insulto automatico come Paul Feig con Ghostbusters da tutto il fandome di Bill Murray, ormai c’è la gente che lo insulta e scrive che nun segna mai e nun je bastano 18 gol in 25 partite. Forse guardeno troppo Lewandowski, troppo Messi, troppa vitamina CR7 nel succo de frutta la mattina. Però Dzeko mio c’hai pure un cognome che fa la rima facile facile con geco e soprattutto con cieco, pure te, datte da fa, prendi pure tu un po’ di vitamina CR7 la mattina;

Totti sv – convinto della propria onniscienza e onnipotenza, se fa un po’ prende la mano, anzi er piede, quando pretende di dribblare nella nostra area di rigore. In seguito, si mette placido sulla trequarti a disegnare vignette di calcio, il lavoro suo, un po’ come Picasso, solo che Picasso immaginava e disegnava donne smontate e riassemblate alla meno peggio, Totti immagina assist;

Spalletti 6,5 – me pare che questa Roma operaia nasce un po’ dall’emergenza e un po’ da qualche sua seduta proficua sulla tazza del cesso;

UDINESE

Karnezis 6,5 – sicuro in più di un’occasione, Dzeko lo toglie dalla situazione scabrosa di dovergli parare il rigore;

Faraoni 6 – per uno strano scherzo del destino si trova di fronte Faraone El Shaarawy;

Danilo 5,5 – riesce a soffrire anche uno Dzeko in versione fratelli Baudelaire in Una Serie di Sfortunati Eventi;

Felipe 5,5 – le più belle parole da leggere in una formazione avversaria sono Felipe e Samir;

Samir 5 – vedi sopra;

Fofana 6,5 – corsa, eclettismo e il minimo sindacale di nozioni tattiche e tecniche per essere l’erede di Badu. Me cojoni;

Kums 5,5 – regista difensivo con la faccia di quelli che al tornello in metropolitana non riescono a far passare il biglietto e continuano a inserirlo dal lato sbagliato. Ecco, Kums è così;

Jankto 5,5 – un paio di spunti, ma l’impressione è che deve correre e basta, il Forrest Gump bianconero;

De Paul 6 – fastidioso come un sassolino dentro la scarpa, ma non è che provoca poi grossi danni;

Zapata 5 – un paio di sponde e una simulazione vergognosa;

Théréau  5,5 – gira al largo perché non è abbastanza maschio da affrontare Fazio da vicino;

Perica sv

Halfredsson sv – figlio di Alfredo non combina molto, ma il clima era perfetto per lui, vichingo dentro e fuori. Ma forse è meno lascià perde il calcio. Il curling?

Ewandro sv – ha il nome di quei brasiliani sfigati degli anni Ottanta;

Delneri 5,5 – ragazzi, il momento più divertente è quando lo inquadrano a bordo campo che dà indicazioni nel suo linguaggio, un misto tra veneto e sloveno a una squadra in cui ci sono sedici nazionalità differenti.

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