Liverpool-Roma: Fuck Anfield

Embed from Getty Images

 

Sono più forti, ma soprattutto il Liverpool è più avanti di noi nel percorso di costruzione di un gioco di squadra, di una cultura e di una mentalità vincente. 

I primi minuti sono interminabili, i rossi avanzano e giocano con velocità tale che le azioni si susseguono in un battere di ciglia, saggiano la nostra resistenza, la Roma risponde ordinata. Poi l’infortunio di Oxlade-Chamberlain e, dopo la sostituzione, per una decina di minuti, il Liverpool è spaesato, Wijnaldum non trova la posizione e la Roma sembra prendere il sopravvento, ma i Reds si aggiustano e cominciano a spazzare il campo con dei traccianti verso la nostra metà campo che esaltano le progressioni di Salah, Firmino e Manè. Il segnale che qualcosa non va nei meccanismi difensivi è l’ammonizione di Juan Jesus al 26esimo: non ci capiamo più niente, esce fuori la Roma dei tocchetti stupidi in area di rigore, Under non tiene più un pallone in avanti. Al 27’, 28’ e 29’ il Liverpool ha tre occasioni pulite pulite che escono di un soffio oppure parate da Alisson. La chiave è Firmino che scappa via a Manolas in ogni parte del campo, il greco si fa risucchiare e Salah e Manè giocano 1vs1 contro Jesus e Fazio. Milner è dappertutto, il nostro centrosinistra sta messo peggio del PD, Kolarov prova a stare alto ma ormai si è involuto, in un delirante stato di onnipotenza parte continuamente in dribbling, perde regolarmente palla e finisce tagliato fuori dal gegenpressing. Bang Bang e Salah ne fa due, sul primo Manolas lo marca a 6 metri e l’egiziano prende la mira e colpisce il barattolo della marmellata che la madre di Alisson aveva nascosto sotto la traversa, il secondo praticamente in contropiede.

All’intervallo DiFrancesco toglie Under e butta dentro Schick sperando che il ceco possa aiutare a dare un punto di riferimento offensivo e a tenere palla alta, ma la Roma è in bambola, gli undici del Liverpool sembrano almeno 13, Milner e Wijnaldum hanno dei cloni in campo che contrastano e vanno in profondità, spesso contemporaneamente. Il Liverpool non pensa, verticalizza continuamente: palla vagante? Verticalizza. Recupero a centrocampo? Verticalizza. Mandato esplorativo? Verticalizza. Captain America o Iron Man? Verticalizza. Bum bum, bum, tra il 56esimo e il 68esimo ne prendiamo tre: un assist di destro (!) di Salah marcato malissimo da Juan Jesus per Manè, ancora Salah assiste Firmino, poi il gol che mi ha fatto svalvolare: da calcio d’angolo, Firmino di testa in un’area di rigore in cui la Roma ha marcato malissimo, anzi non ha marcato affatto, reduce da 10 minuti in cui non sapeva come stare in campo. DiFrancesco aveva buttato dentro Gonalons e Perotti ma, il centrocampo della Roma sembrava un bivacco per comprare i biglietti dei Foo Fighters, Strootman si è piazzato al centro, mandando il francese a fare la mezzala, perché lui no, i Foo Fighters non vuole proprio perderseli. 

Preso il quinto gol, i furetti in maglia rossa si calmano. Un giorno vorrei capire cosa gli danno a fine pasto. Divago un attimo: generalmente le squadre europee vanno molto più veloci rispetto alle italiane, non so se c’è una ragione di fondo (non ci alleniamo bene? non ci alleniamo con intensità? di base prediligiamo forza e potenza rispetto alla velocità?), ma, secondo me, i calciatori italiani sono rincoglioniti dai loro allenatori su come posizionarsi, dove posizionarsi, come posizionarsi rispetto ai movimenti dell’avversario e delle stelle nella Via Lattea; all’estero sono meno tattici, più istintivi e ciò si trasforma in rapidità di esecuzione. Il Liverpool è diverso, il Liverpool è reattivo, i calciatori del Liverpool hanno i sensi di Spider-man. Sono stati tutti punti dal ragno atomico? Però sono umani, e quindi calano, la Roma inizia a giocare, facciamo due gol che riaprono il discorso qualificazione, almeno formalmente. 

Ora, cosa è successo? Ripeto, il Liverpool è più forte, più preparato fisicamente, con uno stile di gioco che fa perfettamente scopa con quello di DiFrancesco: amano giocare negli spazi dietro una linea difensiva molto alta. Al sorteggio avrei preferito pescare il Real Madrid perché ho l’impressione che i top team spagnoli non siano abituati a giocare contro squadre come la Roma, compatte, tattiche, intense. Forse avremmo dovuto giocare a 4, per evitare gli uno contro uno in difesa. Forse sarebbe stato meglio partire con Perotti, giocatore più esperto rispetto ad Under, che avrebbe aiutato a tenere palla e far salire la squadra. Però non è tempo di processi, sono gli stessi che ci hanno regalato la semifinale. A loro e a noi resta un ultimo miracolo da tentare. Io mi porto il panino portafortuna. Chi non ci crede resti a casa. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...